Valorizzare il soggiorno con gli specchi

Posizionare uno specchio in soggiorno è sempre un’ottima idea, in quanto ci permette di aumentare e migliorare la luce in questo ambiente così vissuto di casa. Inoltre, è un buona soluzione dare una sensazione di maggiore spaziosità.

Sia che si tratti di uno specchio piccolo o grande, se messo nel posto giusto, donerà all’intero ambiente tutti i benefici che è lecito attendersi in termini di eleganza e luminosità. Se vuoi rendere il tuo soggiorno “più grande” e luminoso, il consiglio è quello di scegliere uno specchio grande. Se questa zona di casa tua non ha abbastanza luce, uno specchio grande ed elegante sarà la mossa giusta per rimediare.

Specchi di design nel soggiorno

Non è un segreto infatti, che gli specchi possano far sembrare gli ambienti ancora più grandi. Si tratta di un trucco che molti interior designer utilizzano. Se invece il tuo soggiorno è piccolo, potresti ad esempio appendere uno specchio sopra un mobile, facendo attenzione che questo abbia  la stessa larghezza del mobile per rispettare le geometrie e valorizzarne la figura.

Un altro modo per sfruttare al meglio i grandi specchi è quello di posizionarli dietro una fonte di luce, ad esempio una lampada o una finestra, così da rifletterla ampliando l’illuminazione complessiva nella stanza. Un altro consiglio da tenere a mente è che se intendi decorare una piccola stanza con grandi specchi di design, fai bene sceglierne uno che abbia una cornice liscia, smussata o che non abbia direttamente la cornice. In questo modo si “fonderà” con il muro senza tagliare lo spazio.

Più specchi piccoli anziché uno specchio grande

In alternativa alla possibilità di posizionare uno specchio grande, c’è quella di utilizzare più specchi piccoli, ma bisogna sapere dove posizionarli. Una buona idea, infatti, è quella di posizionarli come punto focale su una singola parete oppure distribuirli in diversi punti strategici della stanza per riflettere la luce. 

Potresti infine anche sostituire un grande specchio rettangolare con molti della stessa larghezza, ma di altezza inferiore posizionandoli insieme su una parete verticale, dando così maggior risalto al risultato finale.

La Spettrometria Ottica

Grazie alla spettrometria ottica è possibile identificare materiali e classificarli, sia che questi siano organici o no. Tale tecnica trova applicazione nei settori più svariati, che vanno da quello medico a quello industriale e scientifico.

L’analisi e l’identità dei materiali avviene solitamente all’interno di una particolare telecamera detta camera iperspettrale. Questo particolare tipo di strumento ha il grande vantaggio di riuscire ad abbinare le tecniche di analisi e di misura sfruttando la spettroscopia ottica.

Questo è dunque un componente molto importante dell’intero processo di analisi, in quanto consente di monitorare ogni processo produttivo al fine di garantire sempre una elevata qualità della produzione e dunque di fare in modo che tutti i prodotti offerti al cliente finale superino gli standard di qualità richiesti.

Il funzionamento di uno spettrometro

Tali strumenti hanno la capacità di riuscire a misurare le radiazioni provenienti dagli oggetti e in questa maniera riescono ad intuirne quella che è la composizione chimica. Ciò avviene grazie alla capacità degli spettrometri di riuscire a misurare e classificare il comportamento della luce su una piccola parte dello spettro elettromagnetico, in maniera da riuscire ad identificare i materiali che lo compongono. Questa caratteristica unica consente agli spettrometri di essere adoperati nei settori più impensabili che vanno ben oltre l’utilizzo medico-scientifico: parliamo infatti anche del settore militare, astronomico e automotive.

Miglioramento generale della qualità di produzione

Optoprim srl è un’azienda che offre tale tecnologia, e lo fa tramite un vasto catalogo che annovera strumenti di ogni tipo in grado di soddisfare le necessità di realtà provenienti da ogni tipo di settore. La consulenza offerta da Optoprim Srl consente di individuare esattamente il macchinario più adatto in base alle necessità specifiche, e rappresenta un valido aiuto anche per quel che riguarda l’integrazione della tecnologia prescelta all’interno del processo produttivo.

Grazie a tale tecnologia, è realistico affermare che la qualità di produzione di un impianto o di un settore di qualsiasi tipo è chiaramente destinata a migliorare.

Decorare il bagno con le strisce led

Le strisce led vengono sempre più adottate in casa grazie alla loro versatilità di utilizzo e facilità di applicazione. Eppure, sebbene siano davvero in tanti a ricorrere al loro utilizzo per illuminare e valorizzare determinati ambienti di casa, pochi sembrano aver colto l’idea e l’opportunità di impiegarle anche in bagno per dargli un nuovo volto grazie all’ottima luce che le strisce led sono in grado di produrre. In che modo è possibile applicare le strisce led in bagno e quali sono i posti in cui è preferibile piazzarle per valorizzare al meglio questo ambiente così intimo e privato di casa? Al riguardo gli interior designers più famosi non hanno dubbi e propongono con fermezza l’adozione delle strisce led anche per il bagno, da posizionare ad esempio alle spalle della specchiera sia sul lato superiore che su quello inferiore, in maniera tale da creare un fascio di luce che si dirige in maniera uniforme verso il basso e che illumina bene tutta la zona del lavandino.

Sempre per quel che riguarda il bagno, è possibile applicare le strisce led ad esempio sotto i bordi delle mensole o dei ripiani, così da incentrare l’attenzione su tutti quegli oggetti che sono posti al di sotto creando un’atmosfera decisamente più elegante. È una soluzione piuttosto adottata in soggiorno, basti pensare alle librerie e ripiani nei quali posizioniamo un po’ di tutto, ma che trova applicazione anche nella sala da bagno. Le strisce led vengono solitamente vendute in bobine della lunghezza di 2.5 o 5 metri, e possono essere accorciate a piacimento nel caso in cui si necessiti di strisce più piccole. All’interno del sito www.lucefaidate.it è possibile farsi un’idea visionando in anticipo le diverse tipologie di strisce led disponibili, e scegliere in base al tipo di luce desiderata (caldo o fredda ad esempio), nonché alla dimensione della bobina.

Rilevazione presenze negli uffici pubblici

Oggi il tema della rilevazione presenze dei dipendenti all’interno di uffici pubblici è tornato di grande attualità, considerando i recenti fatti di cronaca che hanno interessato la pubblica amministrazione e sottolineato ancora una volta l’importanza di poter disporre di un sistema che consenta di sapere, in qualsiasi momento, quanti e quali dipendenti si trovino all’interno dei locali in cui viene svolta l’attività lavorativa. Non si tratta unicamente di una misura volta a controllare più efficacemente i lavoratori, ma al tempo stesso una soluzione in grado di migliorare l’intero livello di sicurezza dei locali. In caso di incendio o imminente necessità di evacuare i locali infatti, diventa indispensabile sapere esattamente quanti lavoratori si trovino ancora all’interno della struttura e quanti siano invece già riusciti a mettersi in salvo, così da facilitare anche il lavoro dei soccorritori che sin dall’inizio sapranno quante persone sono ancora presenti all’interno ed in quale area della struttura essi si trovino.

Cotini srl, azienda della provincia di Milano da sempre all’avanguardia nel settore della rilevazione delle presenze, propone soluzioni tecnologicamente avanzate ed in grado di rendere più semplice ed efficace la gestione del personale. I lettori di badge e biometrici permettono di rendere veloce la rilevazione presenze, tramite il pratico utilizzo di badge e la garanzia del riconoscimento dell’utente attraverso impronte digitali o biometria del viso. Grazie infatti ad appositi lettori badge e lettori biometrici (in grado dunque di leggere le impronte digitali o la fisionomia del volto) sarà possibile attivare tornelli e sistemi di apertura che registreranno qualsiasi movimento in ingresso o in uscita, e trasmettendo al tempo stesso questi dati ai vari uffici per mezzo di appositi software, così da rendere più veloce anche la trasmissione dei dati. Programmando a piacimento la centralina è possibile inoltre limitare gli accessi ad una determinata area dell’edificio (inibendo così l’ingresso ad altre aree della struttura) o regolarli in base ai giorni della settimana o alle fasce orarie. Grazie a questo tipo di soluzione è oggi molto più semplice rilevare le presenze dei dipendenti e gestire gli accessi, nonché trasmettere i dati ai vari uffici interni.

E-commerce di cialde per il caffè? Eccone alcuni

Il mercato delle cialde per il caffè è in rivoluzione: alle capsule e cialde originali, ovvero quelle prodotto e commercializzate dai vari sistemi (Lavazza, Nespresso o Dolce Gusto, solo per citare i più famosi… ma anche Bialetti, Illy o Caffitaly), si stano affiancando in modo sempre più importante quelle proposte dai vari siti e-commerce che, giorno dopo giorno, stanno letteralmente spuntando come funghi. Il vantaggio e la comodità di acquistare online un prodotto la cui fornitura non può mai mancare è innegabile, ed gli e-shop si danno battaglia a suon di promozioni, bundle e sconti imperdibili sopratutto sulle cialde e sulle capsule legate al loro brand.

Un esempio è Caffè Agostani, che sul suo sito www.tuttocialde.it propone praticamente ogni tipologia di cialda esistente ai prezzi unitari spesso migliori tra quelli che si possono trovare sul web: il sito è bruttino ed obsoleto, ma la procedura di acquisto decisamente snella ed efficace. Inoltre all’utente vengono suggeriti prodotti correlati che consentono di andare ad azzerare spesso le spese di spedizione. Nota negativa che ci è stata segnalata: un servizio cliente non proprio impeccabile. C’è poi www.caffecaffeshop.com, e-commerce decisamente più moderno e gradevole, che propone un contributo di spedizione davvero molto basso e prezzi aggressivi: molto interessante, inoltre, la scheda riassuntiva dei singoli prodotti per quanto riguarda aroma, intensità e tostatura, una piccola guida per l’utente magari spaesato da tante offerte. Non ci è piaciuta la scarsa disponibilitòà di alcuni prodotti e la totale mancanza di altri.

Infine www.cialdamia.it ci è sembrato decisamente il migliore dei tre: le offerte sono forse meno imperdibili sui bassi quantitativi, ma l’assortimento è davvero immenso in termini di compatibili Nespresso, Lavazza, Dolce Gusto e tutte le altre. Ciò che ci è piaciuto moltissimo è il servizio clienti, preciso e disponibile sia via chat che telefono: non a caso, il sito ha collezionato migliaia di recensioni positive e può mostrare il badge Trust Pilot con 5 stelle.

Sicuramente ciò che non manca è il risparmio, online è davvero possibile fare affari imperdibili azzerando spesso i costi di spedizione e riempiendo la propria dispensa di centinaia di capsule e cialde diverse senza scomodarsi da casa.

La pandemia e le tendenze nelle abitudini di acquisto

L’impatto del Covid-19 ha reso i consumatori più attenti alla sostenibilità e alle implicazioni dei temi ESG, ovvero ambiente, sociale e governance, nelle scelte di acquisto. Nonostante le chiusure dei negozi fisici, in particolare nel non alimentare, i negozi rimangono però la scelta prioritaria per lo shopping a livello globale. E il settore retail ha dovuto reinventarsi per soddisfare le esigenze dei clienti in fatto di salute e sicurezza legati all’emergenza sanitaria, e al tempo stesso, desiderosi di ricominciare con le abitudini di acquisto pre-Covid. È quanto emerge dalla Global Consumer Insights Pulse Survey di PwC, che evidenzia i fattori che influenzeranno significativamente i comportamenti di acquisto nei vari canali per brand e prodotti.

I fattori ESG a un punto di non ritorno

Sebbene la devozione a proteggere il pianeta sia stata spesso associata ai consumatori europei, la ricerca PwC mostra come gli intervistati a livello mondiale si stanno orientando verso scelte più sostenibili. Il 55% dei consumatori, ad esempio, conferma di acquistare da aziende che tutelano il pianeta, mentre il 54% preferisce prodotti con imballaggi eco-friendly. I consumatori sono disposti a pagare di più per prodotti più salutari, locali e imballaggi sostenibili, a prescindere che l’acquisto avvenga online o in negozio.

I giovani e chi lavora in smart working preferisce fare la spesa online

Secondo le analisi PwC, il 64% dei consumatori che lavorano da casa preferisce fare la spesa online, rispetto al 55% di chi lavora fuori. Nel caso in cui lo smart working dovesse proseguire, le implicazioni per i grandi centri commerciali o i negozi nelle città più urbanizzate potrebbero essere notevoli, considerato che in base alle previsioni, la preferenza per gli acquisti di persona continuerà a scendere e si focalizzerà sui negozi più vicini al luogo di lavoro. Anche i giovani consumatori hanno più propensione ad acquistare online rispetto alle fasce di età più avanzata. Il 35% degli shopper della Generazione Z e il 43% dei Millennial sono più propensi a fare acquisti quotidiani o settimanali tramite il proprio cellulare rispetto alle controparti di età maggiore.

Chi dà priorità a salute e sicurezza compra meno nei negozi

Il 23% degli oltre 8.700 consumatori intervistati nella survey indica le “maggiori misure di salute e sicurezza” come fattori determinanti per gli acquisti in negozio. Questi stessi consumatori sono disposti anche a pagare di più per avere un prodotto più sano e più ecologico e svolgono più attività fra le mura domestiche. I consumatori della Grande Cina poi sono più interessati alla sostenibilità e meno a salute e sicurezza, e il 45% di loro acquista in negozio più di frequente rispetto all’Occidente. I consumatori della Grande Cina e del Medio Oriente inoltre sono più interessati alle tematiche ESG rispetto ad altre parti del mondo. Il 60% dei consumatori della Grande Cina e il 61% di quelli in Africa/Medio Oriente acquistano prodotti con imballaggi ridotti o ecologici.

Perché i dipendenti italiani vorrebbero cambiare lavoro nei prossimi 12 mesi

Il 32% dei dipendenti italiani sta pensando di cambiare lavoro nei prossimi 12 mesi. In un contesto caratterizzato dal perdurare della pandemia globale da Covid-19 i due fattori principali che spingono gli italiani a voler affrontare questo cambiamento sono l’aspirazione di ricevere uno stipendio più alto (44%), la voglia di trovare un lavoro più divertente (44%), e la necessità di ottenere un giusto equilibrio tra lavoro e vita privata (36%). Nonostante le incertezze del mercato del lavoro, secondo quanto emerge dal report Securing the Future of Work di Kaspersky, gli italiani non vogliono quindi rinunciare ad ambizioni e aspettative, in termini di miglioramento della propria posizione professionale.

Adattare la vita professionale a quella privata

Sebbene un intervistato su due non desideri cambiare lavoro (50%) sono molte le persone che vorrebbero poter adattare la loro vita professionale a quella privata. Durante il lockdown e il lavoro a distanza molte persone hanno avuto molto più tempo per riflettere sul futuro della propria carriera, per aggiornarsi e anche per imparare qualcosa di nuovo. Ma qualunque sia la direzione scelta, i motivi principali per cui gli italiani desiderano cambiare lavoro è quello di ottenere uno stipendio migliore e un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata. D’altronde, la ricerca di un ruolo più importante è il terzo motivo di voler cambiare lavoro per il 30% degli intervistati.

Un ruolo più importante senza rinunciare a hobby e famiglia

Gli eventi accaduti nel 2020 hanno permesso ai dipendenti di ripensare al loro lavoro, al valore del loro tempo e a come desiderano spenderlo. Dalla pandemia in molti hanno imparato la gioia di passare più tempo a casa con la propria famiglia, così come quella di perseguire interessi personali e hobby, e a tutto questo i dipendenti italiani non vogliono rinunciare.

“La pandemia ha offerto sicuramente a molti l’occasione di poter ripensare ai propri desideri e alle proprie capacità e questo sono certo che condurrà verso una nuova realtà lavorativa – commenta Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky -. Sia che decidano di cambiare lavoro o di mantenere il loro ruolo attuale, cercheranno comunque di mantenere i benefici del lavoro a distanza e di ambienti più confortevoli in cui lavorare”.

Imparare a essere flessibili e a lavorare in modo più intelligente

“Per raggiungere questo obiettivo – prosegue Lehn – i dipendenti dovranno adottare il giusto atteggiamento imparando a essere flessibili e a lavorare in modo più intelligente. E, naturalmente, dovranno organizzare il loro ambiente di lavoro rendendolo sicuro e affidabile. Dopo tutto, questo può anche diventare un vantaggio competitivo agli occhi del datore di lavoro”.

Cambia la beauty routine, meno profumi, più saponi

La pandemia e le norme anti-contagio cambiano le abitudini anche per quanto riguarda la cosmesi e il beauty, l’uso dei prodotti e gli acquisti. L’emergenza non solo ha contratto il comparto a livello globale, che registra un -12,8% di fatturato, e in Italia un -10,2%, ma ha prodotto un calo delle esportazioni del 16,5% e una contrazione del mercato interno pari al 9,6%, per un valore della bilancia commerciale vicino a 1,9 miliardi di euro.  A cambiare però sono anche le priorità. Ad esempio, sono calati i consumi di profumeria alcolica (-20 %), mentre sono aumentati quelli di saponi liquidi (+38%), così come sono cresciute le tinture per capelli fai da te (+30%). Il quadro del settore è stato delineato con l’indagine congiunturale presentata dal Centro Studi di Cosmetica Italia.

Ridotto l’acquisto dei rossetti a favore del make up occhi

“Il cosmetico resta un bene indispensabile, come la stessa pandemia ci ha ricordato, e le prospettive di ripresa per il 2021 sono legate alla natura anticiclica del comparto – spiega Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia -. Il percorso sarà solo più lungo del previsto, torneremo ai livelli del 2019 non prima del 2022”. Secondo l’indagine risulta ridotto anche l’acquisto dei rossetti, a favore del make up occhi, e per la pelle del viso, sottoposta allo ‘stress’ da mascherina. Sono tornati poi in auge i cosmetici per lo skincare in grado di lenire, idratare, e rigenerare.

Contrazioni per le vendite dirette, dati positivi per l’e-commerce

La stragrande maggioranza degli operatori è comunque ottimista, e il 46,1% è convinto che la ripresa sia già in corso, mentre per il 36,8% avverrà entro l’anno. Si tratta di un settore da 36.000 addetti, che arrivano a 400.000 con l’intera filiera, penalizzato soprattutto nei canali professionali, a causa dei lunghi mesi di chiusura. L’estetica ha registrato infatti un -30,5% e le acconciature -28,5%. Pesanti contrazioni anche per le vendite dirette (porta a porta e per corrispondenza), che chiudono l’anno a -30% rispetto al 2019, quelle in profumeria (-27%) e in erboristeria (-26%). Mostra dati positivi invece l’e-commerce, che secondo i dati preconsuntivi vale 700 milioni di euro, +42% rispetto al 2019, riporta Ansa.

Tendenze: si alla sostenibilità, precipita l’anti-age

Il settore sembra tuttavia orientato a sfruttare quanto di positivo ha insegnato l’emergenza, che ha accelerato fenomeni già destinati a concretizzarsi a medio termine, come il cambiamento dei modelli di comportamento, ad esempio la dilatazione della beauty routine. Nel futuro dell’industria cosmetica la parola chiave però è sostenibilità, seguita da naturale o biologico, mentre precipita all’ultimo posto anti-age. Segnale di un cambio di passo che è cominciato sotto l’emergenza, ma si consoliderà nel tempo.

A gennaio 346mila entrate nel lavoro, -25%

Per il mese di gennaio sono poco meno di 346mila i contratti di lavoro che le imprese intendono stipulare, il 25% in meno di quanto preventivato a gennaio 2020. Una tendenza al ribasso confermata anche dal 23% in meno di entrate previste per il trimestre gennaio-marzo. Nonostante questo, i primi segnali di crescita si intravedono per le costruzioni (+2,6% nel mese e +13,3% nel trimestre gennaio-marzo) e per i servizi informatici e delle telecomunicazioni (+4% nel trimestre). A recuperare più velocemente saranno le regioni del Nord Ovest, soprattutto Lombardia e Piemonte. Tecnici, specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali, ma anche operai specializzati, le figure professionali che saranno maggiormente ricercate.

L’impatto dell’emergenza si farà ancora sentire soprattutto su alloggio e ristorazione

Da quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, l’impatto dell’emergenza si farà ancora sentire sulle attività legate ad alloggio e ristorazione (-52,2% la flessione nel mese e -47,2% nel trimestre), i servizi operativi di supporto alle imprese (-34,3% e -36,6%), nonché su alcuni comparti del manifatturiero, fra cui le industrie della carta, cartotecnica e stampa (-46,0% e -56,5%), industrie tessili, abbigliamento e calzature (-27,7% e -31,1%). Accanto alle costruzioni e ai servizi legati al digitale, primi segnali di recupero della domanda si registrano anche per le industrie del legno e del mobile (-19,0% nel mese e nel trimestre), i servizi avanzati di supporto alle imprese (-2,0% e -0,3%), e le industrie meccaniche ed elettroniche (-27,9% e -13,2%).

Le figure più ricercate sono quelle utili all’accelerazione della trasformazione digitale

La prima categoria professionale richiesta delle imprese riguarda i profili tecnici (71mila nel mese di gennaio), mentre le professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione (-12,4%), così come le figure operaie specializzate (-14,9%), confermano la polarizzazione della domanda di lavoro.

Fra le figure maggiormente ricercate, si segnalano gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (9mila i contratti da stipulare a gennaio, il 52,6% in più dello scorso anno). In pratica, quelle che hanno supportato l’accelerazione della trasformazione digitale indotta dalla pandemia.

Si acuisce la difficoltà di reperimento

Per la ripresa le aziende puntano su profili con elevate competenze. per i quali, già prima degli eventi del 2020, si registrava un maggiore mismatch fra domanda e offerta, ma che ora si acuisce portando a livelli ancora più elevati la difficoltà di reperimento. Pertanto, riporta Askanews, sono difficili da reperire il 43% delle professioni intellettuali, scientifiche e a elevata specializzazione, il 43,5% delle professioni tecniche, e il 43,6% degli operai specializzati.

Confermato il Bonus auto per tutto il 2021

La maggioranza in Commissione Attività Produttive alla Camera ha chiuso l’accordo sul settore automotive, che prevede il rifinanziamento dell’extra-bonus di 2000 euro l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi per tutto il 2021, e un nuovo incentivo di 1500 euro per le Euro 6, le automobili anche a benzina e diesel. “In entrambi i casi – spiega il capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio, Gianluca Benamati – in presenza di rottamazione e con uno sconto aggiuntivo di 2000 euro richiesto al venditore”. Inoltre, con l’adeguamento ai nuovi standard di misurazione sale il limite delle emissioni: 61-135 g/Km di CO2.

Complessivamente saranno stanziati 420 milioni

Più in particolare, secondo lo schema individuato dalla commissione Attività produttive, saranno stanziati 420 milioni, di cui 120 milioni dedicati alle auto green, 250 milioni alle Euro 6 e 50 milioni per il ricambio dei veicoli commerciali. Per le auto a basse emissioni, ovvero da 0 a 60 g/km di Co2, si confermerebbero quindi gli incentivi già previsti, che con rottamazione e sconto del venditore, possono arrivare fino a 10 mila euro.

La misura si propone di introdurre anche incentivi per la sostituzione di veicoli commerciali con un plafond di 50 milioni, di cui 10 dedicati all’elettrico.

Alzata la fascia termica le emissioni ammissibili: dai 61 ai 135 g/Km di CO2

Per le Euro 6, con emissioni da 61 e 135 g/Km di Co2 (finora il massimo era 110 g/km), il nuovo sconto dovrebbe valere per i primi sei mesi del 2021 e arrivare a 3.500 euro, di cui 1.500 dello Stato e 2.000 del venditore, sempre a fronte di rottamazione di auto vecchie almeno 10 anni, riporta Ansa. Con un adeguamento ai nuovi standard di misurazione previsti per le emissioni, per quanto riguarda la fascia termica le emissioni ammissibili ora va dai 61 ai 135 g/Km di CO2, “dal momento che ora tutte le nuove automobili vanno sottoposte alla procedura di omologazione europea WLT”, spiega ancora Benamati.

Una misura che unisce il sostegno al comparto a un forte impatto ambientale

“Da un punto di vista delle risorse sul sistema auto – continua l’esponente dem – queste iniziano a essere significanti. Si tratta nel 2021 di circa 500 milioni per il comparto elettrico, con i 120 previsti in legge di bilancio e i 370 già stanziati, e 250 per le motorizzazioni Euro 6 di più recente immatricolazione, a cui si aggiungono i veicoli commerciali”.

Si tratta di una misura “che unisce il sostegno a un comparto trainante per l’economia nazionale – aggiunge  Benamati – a un forte impatto ambientale per la sostituzione di modelli vecchi con nuovi assai meno inquinati, e che può lenire i grandi problemi occupazionali che si prospettano nel settore”.

 

Black Friday e Natale, grande successo per le Pmi di tutto il mondo

Per supportare le Piccole e medie imprese e gli artigiani in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria, quest’anno Amazon ha dato il via alla stagione natalizia prima del solito, con grandi sconti e offerte a partire dal mese di ottobre. Rispetto agli altri anni sempre più clienti di Amazon hanno approfittato dell’occasione, acquistando in anticipo e risparmiando sui regali e sui prodotti tipici di questa stagione. L’edizione 2020 del Black Friday e del Cyber Monday è stata la migliore di sempre per i partner di vendita in tutto il mondo, principalmente per le Piccole e medie imprese, che hanno ottenuto una crescita delle vendite del 60% rispetto allo scorso anno.

Superati 100.000 di dollari di vendite

Le principali categorie di prodotto offerte dalle Piccole e medie imprese italiane in cui i clienti hanno fatto maggiori acquisti sono la casa e l’arredo, la telefonia cellulare, giochi e bellezza, mentre i prodotti più venduti dai partner di vendita italiani su Amazon.it includono telefonia cellulare, dispositivi di protezione personale e i cioccolatini della Ricerca Airc.

Nel corso di questa stagione Amazon continua ad aiutare le Pmi sostenendole con un investimento di 85 milioni di euro nella stagione natalizia. E dal Black Friday al Cyber Monday i partner di vendita hanno superato i 4,8 miliardi di dollari di vendite a livello mondiale, con una crescita del 60% dall’ultimo anno. Finora più di 71.000 Pmi a livello mondiale hanno superato 100.000 di dollari di vendite nella stagione natalizia, e le Pmi italiane hanno venduto finora una media di 203 prodotti al minuto.

I dati sulle Piccole e medie imprese in Italia su Amazon

Dai dati sulle vendite delle Piccole e medie italiane nel periodo dal 26 ottobre al 30 novembre risulta che Bakai di Napoli, Velovendo Shop di Bolzano, e NaturaleBio di Roma sono state le Pmi che hanno registrato il maggior numero di vendite. Dalle Piane Cashmere di Prato, Dulàc Farmaceutici di Torino, e Tipiliano di Siracusa sono stati invece tra i partner di vendita che hanno registrato il maggior numero di vendite nella vetrina Made in Italy.

I prodotti più acquistati durante il Black Friday

Sempre nel periodo italiane nel periodo tra il 26 ottobre e il 30 novembre oltre il 60% delle Pmi italiane presenti su Amazon.it ha venduto all’estero, così come più del 45% delle aziende che fanno parte della vetrina Made in Italy di Amazon.it. Nella vetrina Made in Italy i prodotti più acquistati durante il Black Friday sono stati Stampo a forma di Pandoro, Nuvò Crema viso antirughe alla bava di lumaca, Caffè Borbone Miscela Blu, Coppia di cuscini Baldiflex, e Portachiavi in legno da parete Lac.

La crescita dei contagi frena le richieste di credito da parte delle famiglie

Il mese di ottobre segna una contrazione del numero di richieste di credito da parte delle famiglie. In particolare, scendono le richieste relative a nuovi mutui e surroghe, in calo del -7,5% rispetto allo stesso mese del 2019, del -16,3% quelle relative a prestiti personali, e del -3,1% a prestiti finalizzati.

L’incertezza causata dalla nuova ondata di contagi si riflette quindi sui comportamenti degli italiani, indotti a posticipare a momenti più propizi le decisioni sull’investimento sulla casa e sugli impegni di spesa più onerosi.

Una contrazione dell’importo dei finanziamenti

Dopo un quadrimestre caratterizzato dal recupero verso i volumi pre-crisi, nelle ultime settimane la dinamica positiva si è affievolita, fino a far segnare un’inversione di tendenza parallela al crescere dei timori causati dall’aumento dei contagi di Covid-19. Altro campanello d’allarme emerso dalle ultime rilevazioni del Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF è rappresentato dalla contemporanea contrazione dell’importo dei finanziamenti richiesti, che nell’ultimo mese si è attestato a 133.251 euro per i mutui (-0,3%) a fronte di 9.279 euro per i prestiti (-1,5%). Per quanto riguarda i prestiti finalizzati l’importo medio richiesto si è attestato a 6.966 euro, mentre per i prestiti personali è risultato pari a 12.620 euro.

Si allungano i piani di rimborso dei finanziamenti

A conferma dell’accentuazione della tendenza a prediligere soluzioni che impattino il meno possibile sul bilancio familiare, si evidenzia anche il progressivo allungamento dei piani di rimborso dei finanziamenti accesi, con oltre il 76% delle richieste di mutuo con durata superiore ai 15 anni.

Analogamente, per quanto riguarda i prestiti le richieste con piani di rimborso superiori ai 2 anni arrivano a spiegare il 66,4% del totale, con la classe superiore ai 5 anni che da sola ha un’incidenza superiore al 25%. Un altro dato è rappresentato dalla contrazione del numero di richieste presentate dalle fasce di popolazione più giovani, con il peso degli under 35 pari al 27,4% per i mutui, e al 22,9% per i prestiti.

Gli italiani chiedono la sospensione delle rate dei contratti

In questo scenario gli italiani trovano supporto negli interventi governativi e di categoria in materia di sostegno del credito e dei redditi, determinanti per mitigare nel breve termine gli effetti della pandemia sul deterioramento del credito. Nello specifico, le moratorie e la finanza agevolata hanno avuto un perimetro di applicazione piuttosto ampio, tanto che circa il 25% del totale degli impieghi bancari sono stati interessati da questi interventi.

Dall’analisi prodotta da CRIF emerge che tra i contratti che hanno beneficiato della sospensione del pagamento delle rate quasi la metà è rappresentata da mutui immobiliari (48,7% del totale), il 14,2% delle moratorie ottenute dalle famiglie riguarda mutui di liquidità, l’8,7% i prestiti finalizzati e il 5,7% i contratti di leasing e altri prodotti rateali.

Hamburger, gli italiani lo vogliono Usa in salsa Made in Italy

Comparso oltreoceano per la prima volta in un menù del 1836, l’iconico panino ha conquistato anche l’Italia, dove è diventato un cult con l’arrivo dei ristoranti McDonald’s negli anni Ottanta. E dall’inaugurazione dei primi fast food, il panino ha continuato a riscuotere sempre più successo, fino a entrare, nel nuovo millennio, anche nell’alta cucina. Ma quando si tratta di hamburger gli italiani hanno le idee chiare: grinta americana, ma in salsa Made in Italy, e soprattutto nessuna preoccupazione per le calorie. Questa la ricetta che emerge dall’Osservatorio social realizzato da Al.ta Cucina sulla propria community nel corso del progetto ideato per Uber Eats, in occasione della burger week (14-20 settembre) organizzata dal brand di delivery.

In Italia il burger preferito resta grasso e ipercalorico

Al.ta Cucina ha chiesto alla propria community quali ingredienti rendere protagonisti del panino ideale poi ordinabile su Uber Eats. E le risposte parlano chiaro. Nonostante la crescente richiesta di ingredienti healthy in Italia il burger preferito resta unto e grasso. A farla da padrona è infatti ancora la carne, quella classica e intramontabile del manzo, scelto dal 71% degli intervistati, che supera pollo (17%), salmone (7%) e lascia decisamente indietro l’alternativa vegana (5%).  Anche per il topping croccante gli italiani puntano sulla carne, e tra gli insaccati proposti scelgono il guanciale (44%), lo speck (42%) e le fettine di prosciutto crudo (14%).

Pane Usa, formaggio italiano: vince la crema cacio e pepe

Allo stesso modo, sulla scelta del pane le alternative particolari come carbone vegetale (13%), barbabietola (5%) e spinaci (7%) sono nettamente superate dalle preferenze per il classico pane da hamburger (75%), morbido e con la classica copertura di sesamo. Ma se gli ingredienti prediletti sembrano far vincere la ricetta originale Made in the Usa, diversa è la situazione quando si parla di formaggio, che deve essere rigorosamente Made in Italy. Ed è Roma, con la crema cacio e pepe, la tipica salsa del piatto capitolino, che conquista il palato di tutti con uno schiacciante 85% di voti, a discapito di cheddar (23%), emmental (9%) e fromage (5%).

Mai senza verdure

In ogni burger che si rispetti, però, non possono mancare le verdure. Anche qui gli italiani vanno in controtendenza, le verdure piacciono sì, ma solo se sono fritte. Ecco allora che la vittoria va alle zucchine fritte (44%), sconfiggendo funghi alla piastra (22%) e cipolla cruda (29%). Davvero per pochi, invece, i piccantissimi peperoncini Jalapenos (5%).