In quali settori viene adoperata l’aria compressa per la produzione?

Tanti prodotti sempre presenti nella tua nostra vita di tutti i giorni esistono grazie anche al lavoro effettuato da un compressore d’aria industriale che fornisce la sua energia ed il suo lavoro per consentire di ottenere tale risultato finale.

Sebbene sul mercato sia presente un’ampia varietà di compressori  industriali usati e nuovi, la scelta del dispositivo ideale dipenderà principalmente dal tipo di settore cui è destinato e dalla qualità dell’aria compressa richiesta, che si basa sui noti standard internazionali di qualità. Ecco alcuni dei settori in cui i compressori industriali sono particolarmente utilizzati:

  • Settore tessile: Alcuni dei compressori più utilizzati in questo settore sono dei  compressori “oil-free” per processi sensibili come filatura, tessitura, tintura e testurizzazione, e compressori a iniezione d’olio a velocità fissa o variabile per processi che comunque non entrano in contatto con il prodotto finale.
  • Settore farmaceutico: questo settore richiede i più elevati standard di qualità, ed  i compressori d’aria “oil-free” sono i dispositivi più utilizzati in questo settore in processi come l’essiccazione, il confezionamento di medicinali e in altri processi ancora come ad esempio il trasporto pneumatico.
  • Settore automobilistico: per l’assemblaggio dei veicoli, i compressori più comunemente usati in questo settore sono i compressori d’aria a iniezione d’olio fino a 40 HP. Per finiture più precise, a volte vengono utilizzati compressori “oil-free” per le vernici spray.
  • Settore produzione carta e cellulosa: i compressori più utilizzati in questo settore sono  compressori a iniezione d’olio ad alta potenza (tra i 100 HP ed i 420 HP) e anche compressori “oil-free”, i quali sono essenziali per prodotti per l’igiene, pannolini per bambini e fazzoletti, tra gli altri prodotti.
  • Settore alimentare: l’industria alimentare richiede elevati livelli di purezza dell’aria. La presenza di olio nel processo di compressione può portare a prodotti contaminati che influiscono sulla qualità del prodotto finale e vanno a mettere in pericolo il consumatore, nonchè influiscono sulla reputazione dell’azienda produttrice. Pertanto, anche in questo caso si utilizzano compressori “oil-free”. Per qualsiasi altro processo che non sia a contatto con il prodotto finale, possono essere utilizzati compressori ad iniezione d’olio da 3HP a 420HP.

Cos’è la Classe Zero?

La presenza di olio nell’aria compressa è il principale parametro di qualità utilizzato dalle industrie. Si tratta di una classificazione internazionale che negli anni è cresciuta di importanza.

La norma ISO 8573-1 offre certificazioni suddivise in varie classi che si differenziano in base alla concentrazione di olio nell’aria. L’attuale Classe Zero  è conosciuta come lo standard più elevato per quel che riguarda la purezza dell’aria compressa.

Compressore industriale a iniezione o “oil-free”: quale scegliere?

I compressori “oil-free” sono stati progettati per applicazioni in cui il prodotto finale non può avere alcun tipo di contatto fisico con la rete dell’aria compressa e/o con il prodotto finale.

Con un compressore “oil-freesi riduce notevolmente l’utilizzo dei filtri dell’aria, così come l’utilizzo di pezzi di ricambio, ci sono minori perdite di carico in linea e una maggiore operatività senza interruzioni, ovvero  l’attrezzatura ha bisogno di meno tempo per i tempi di fermo dovuti alla manutenzione. Oggi sul mercato sono presenti diversi modelli di compressori “oil-free”, ciascuno adatto a risolvere necessità specifiche.

Chiaramente, se le operazioni che effettui con l’aria compressa non coinvolgono in maniera diretta il prodotto finale o comunque la presenza d’olio non va ad intaccarne la qualità, puoi avere tutta la tranquillità del sapere che puoi utilizzare un compressore d’aria ad iniezione d’olio .

Assicurati ad ogni modo di includere i filtri di linea per migliorare la qualità dell’aria compressa in base al tipo di utilizzo che intendi farne.

È obbligatorio avere la cassetta della posta?

La cassetta della posta è uno strumento indispensabile, grazie al quale possiamo ricevere la corrispondenza sapendo che la nostra privacy sarà tutelata. Nessuno infatti, ad eccezione del titolare della cassetta stessa, può aprirla e dunque avere accesso a ciò che contiene.

Sia che si tratti di lettere, sia che si tratti di pacchi, quel che viene messo al suo interno dal portalettere o dal corriere può essere visionato e ritirato esclusivamente dalla persona che fa utilizzo di quella cassetta. Ad ogni modo, quando si va ad abitare in un nuovo appartamento, o quando si acquista una abitazione secondaria, capita spesso che ci si chieda se sia obbligatorio o meno avere una cassetta della posta.

 Vediamo allora insieme cosa prevede la legge e se siamo o meno obbligati a prevedere la presenza di una cassetta postale presso la nostra abitazione, a prescindere dal fatto che questa sia una residenza principale o secondaria, unità monofamiliare o condominio.

In particolar modo è l’articolo 45 del Decreto Ministeriale del 9 Aprile 2001 a prevedere la presenza delle cassette postali. Esso recita: “Per la distribuzione degli invii semplici devono essere installate, a spese di chi le posa, cassette accessibili al portalettere. Lo scomparto di deposito, la forma e le dimensioni dell’apertura devono rispondere alle esigenze del traffico postale e risultare tali da consentire di introdurvi gli invii senza difficoltà particolari. Le cassette devono recare, ben visibile, l’indicazione del nome dell’intestatario e di chi ne fa uso“.

Dunque è proprio la legge a prevedere che una cassetta postale debba sempre essere presente laddove ci sia una abitazione o ufficio. Questa deve inoltre recare una targhetta con il nome ed il cognome dell’intestatario, così da consentire facilmente di individuare la cassetta postale giusta a chi deve lasciare la corrispondenza.

Cosa succede se non ho una cassetta postale?

In questo caso, così come previsto dall’articolo 37, il portalettere non potrà recapitare la corrispondenza all’indirizzo indicato. Per questo motivo egli porterà nuovamente la posta presso l’ufficio postale di competenza ed è proprio qui che il destinatario potrà andare a ritirarla (verrà lasciato un apposito avviso di giacenza) o delegare qualcuno che lo faccia al posto suo, entro i termini di giacenza.

Dunque non è possibile non installare una cassetta della posta considerando che saremo noi gli unici a subirne degli svantaggi. Anche se si tratta di una seconda casa infatti, può sempre presentarsi la necessità di ricevere una lettera o semplicemente verificarsi il tentativo di invio di corrispondenza da parte di enti comunali o pubblici, ad esempio.

Non ricevere questo tipo di corrispondenza sarebbe un problema in quanto potrebbe anche trattarsi di importanti notifiche che richiedono una azione da parte nostra in tempi relativamente brevi. Anche per questo motivo è bene fare in modo che la cassetta della posta sia sempre presente e facilmente accessibile.

Dove posizionare la cassetta?

La legge prevede che la cassetta debba essere posizionata sulla pubblica via, così da consentire al portalettere di poterla raggiungere facilmente e di non essere costretto a suonare a qualcuno e farsi accompagnare per accedere ai locali in cui è presente la bacheca della posta.

La pioggia o la grandine non rappresentano un problema in questo senso In quanto i modelli moderni realizzati in 100% in alluminio sono perfettamente resistenti e preservano la nostra corrispondenza dall’azione delle intemperie.

Non devi inoltre temere per eventuali tentativi di scasso o sottrazione, in quanto le cassette postali da esterni vengono progettate in maniera tale da riuscire a resistere anche a questo tentativo di sollecitazioni per far sì che la tua corrispondenza possa sempre essere al sicuro in attesa del tuo ritiro.

Arredo luxury per un soggiorno unico

Parlare di lusso significa fare riferimento all’esclusività e alla creatività, aspetti che dobbiamo considerare quando si progetta uno spazio di svago e condivisione. Uno degli ambienti di cui bisogna tenere particolarmente conto per rendere casa nostra un ambiente esclusivo, elegante con un tocco moderno è sicuramente il soggiorno. 

La selezione degli arredi del soggiorno definisce non solo il design dell’ambiente ma anche la tua personalità, e garantisce il comfort necessario per i momenti di relax.

Attualmente esiste un’ampia varietà di scelta per quel che riguarda l’arredo luxury per soddisfare i tuoi gusti . Ma quando si sceglie un arredo di questo tipo è necessario tenere conto di diversi aspetti, tra cui la dimensione dello stesso affinché si adatti allo spazio, nonchè i colori che si devono armonizzare con il resto della casa.

Se stai pensando di rinnovare il look al tuo soggiorno, scegli degli arredi con materiale di qualità che garantisca durata nel tempo e che offra uno stile moderno.

La scelta del divano

Indubbiamente, il divano per il soggiorno è un elemento indispensabile che fornisce non solo comfort ma anche un gradevole impatto estetico quando viene scelto in armonia con gli altri elementi presenti nella stanza. 

Oggi vengono preferiti i divani comodi ma che lasciano intravedere uno stile molto sofisticato, ce ne sono di tutti i tipi: dal tessuto più colorato al più sobrio, dai tessuti più delicati a quelli particolarmente resistenti.

 Il tavolo imprime il tuo stile

Crea un design particolare con un’atmosfera esclusiva e attraente preferendo un tavolo di design,  un elemento di arredo che dà vita d ogni tua stanza e offre spunti decorativi unici, degni del miglior designer di interni. Ne esistono di diverse dimensioni, forme e design adattandosi perfettamente al tuo living

Lampade come fonte di illuminazione e elemento decorativo

Le lampade sono un elemento ideale per diffondere calore e delicatezza in casa. Un aspetto eccezionale e di grande importanza per la decorazione di una stanza è proprio l’illuminazione, poiché ci permette di apprezzare gli elementi che ci circondano e creano dei gradevoli giochi di luce e ombra. 

Così come selezioniamo i mobili in base allo stile, è bene anche scegliere le lampade più adeguate ai nostri ambienti, così che questo elemento decorativo possa garantire in tutti gli spazi non solo la luce, ma anche esaltare le forme.

Ci sono dunque diverse opzioni per chi desidera acquistare nuovi mobili ed elementi decorativi di lusso, e basta solo un po’ di gusto per trasformare ogni spazio di casa in un ambiente ideale in cui puoi vivere momenti di tranquillità, ma anche di divertimento e divertimento con la famiglia e gli amici.

La Spettrometria Ottica

Grazie alla spettrometria ottica è possibile identificare materiali e classificarli, sia che questi siano organici o no. Tale tecnica trova applicazione nei settori più svariati, che vanno da quello medico a quello industriale e scientifico.

L’analisi e l’identità dei materiali avviene solitamente all’interno di una particolare telecamera detta camera iperspettrale. Questo particolare tipo di strumento ha il grande vantaggio di riuscire ad abbinare le tecniche di analisi e di misura sfruttando la spettroscopia ottica.

Questo è dunque un componente molto importante dell’intero processo di analisi, in quanto consente di monitorare ogni processo produttivo al fine di garantire sempre una elevata qualità della produzione e dunque di fare in modo che tutti i prodotti offerti al cliente finale superino gli standard di qualità richiesti.

Il funzionamento di uno spettrometro

Tali strumenti hanno la capacità di riuscire a misurare le radiazioni provenienti dagli oggetti e in questa maniera riescono ad intuirne quella che è la composizione chimica. Ciò avviene grazie alla capacità degli spettrometri di riuscire a misurare e classificare il comportamento della luce su una piccola parte dello spettro elettromagnetico, in maniera da riuscire ad identificare i materiali che lo compongono. Questa caratteristica unica consente agli spettrometri di essere adoperati nei settori più impensabili che vanno ben oltre l’utilizzo medico-scientifico: parliamo infatti anche del settore militare, astronomico e automotive.

Miglioramento generale della qualità di produzione

Optoprim srl è un’azienda che offre tale tecnologia, e lo fa tramite un vasto catalogo che annovera strumenti di ogni tipo in grado di soddisfare le necessità di realtà provenienti da ogni tipo di settore. La consulenza offerta da Optoprim Srl consente di individuare esattamente il macchinario più adatto in base alle necessità specifiche, e rappresenta un valido aiuto anche per quel che riguarda l’integrazione della tecnologia prescelta all’interno del processo produttivo.

Grazie a tale tecnologia, è realistico affermare che la qualità di produzione di un impianto o di un settore di qualsiasi tipo è chiaramente destinata a migliorare.

Rilevazione presenze negli uffici pubblici

Oggi il tema della rilevazione presenze dei dipendenti all’interno di uffici pubblici è tornato di grande attualità, considerando i recenti fatti di cronaca che hanno interessato la pubblica amministrazione e sottolineato ancora una volta l’importanza di poter disporre di un sistema che consenta di sapere, in qualsiasi momento, quanti e quali dipendenti si trovino all’interno dei locali in cui viene svolta l’attività lavorativa. Non si tratta unicamente di una misura volta a controllare più efficacemente i lavoratori, ma al tempo stesso una soluzione in grado di migliorare l’intero livello di sicurezza dei locali. In caso di incendio o imminente necessità di evacuare i locali infatti, diventa indispensabile sapere esattamente quanti lavoratori si trovino ancora all’interno della struttura e quanti siano invece già riusciti a mettersi in salvo, così da facilitare anche il lavoro dei soccorritori che sin dall’inizio sapranno quante persone sono ancora presenti all’interno ed in quale area della struttura essi si trovino.

Cotini srl, azienda della provincia di Milano da sempre all’avanguardia nel settore della rilevazione delle presenze, propone soluzioni tecnologicamente avanzate ed in grado di rendere più semplice ed efficace la gestione del personale. I lettori di badge e biometrici permettono di rendere veloce la rilevazione presenze, tramite il pratico utilizzo di badge e la garanzia del riconoscimento dell’utente attraverso impronte digitali o biometria del viso. Grazie infatti ad appositi lettori badge e lettori biometrici (in grado dunque di leggere le impronte digitali o la fisionomia del volto) sarà possibile attivare tornelli e sistemi di apertura che registreranno qualsiasi movimento in ingresso o in uscita, e trasmettendo al tempo stesso questi dati ai vari uffici per mezzo di appositi software, così da rendere più veloce anche la trasmissione dei dati. Programmando a piacimento la centralina è possibile inoltre limitare gli accessi ad una determinata area dell’edificio (inibendo così l’ingresso ad altre aree della struttura) o regolarli in base ai giorni della settimana o alle fasce orarie. Grazie a questo tipo di soluzione è oggi molto più semplice rilevare le presenze dei dipendenti e gestire gli accessi, nonché trasmettere i dati ai vari uffici interni.

E-commerce di cialde per il caffè? Eccone alcuni

Il mercato delle cialde per il caffè è in rivoluzione: alle capsule e cialde originali, ovvero quelle prodotto e commercializzate dai vari sistemi (Lavazza, Nespresso o Dolce Gusto, solo per citare i più famosi… ma anche Bialetti, Illy o Caffitaly), si stano affiancando in modo sempre più importante quelle proposte dai vari siti e-commerce che, giorno dopo giorno, stanno letteralmente spuntando come funghi. Il vantaggio e la comodità di acquistare online un prodotto la cui fornitura non può mai mancare è innegabile, ed gli e-shop si danno battaglia a suon di promozioni, bundle e sconti imperdibili sopratutto sulle cialde e sulle capsule legate al loro brand.

Un esempio è Caffè Agostani, che sul suo sito www.tuttocialde.it propone praticamente ogni tipologia di cialda esistente ai prezzi unitari spesso migliori tra quelli che si possono trovare sul web: il sito è bruttino ed obsoleto, ma la procedura di acquisto decisamente snella ed efficace. Inoltre all’utente vengono suggeriti prodotti correlati che consentono di andare ad azzerare spesso le spese di spedizione. Nota negativa che ci è stata segnalata: un servizio cliente non proprio impeccabile. C’è poi www.caffecaffeshop.com, e-commerce decisamente più moderno e gradevole, che propone un contributo di spedizione davvero molto basso e prezzi aggressivi: molto interessante, inoltre, la scheda riassuntiva dei singoli prodotti per quanto riguarda aroma, intensità e tostatura, una piccola guida per l’utente magari spaesato da tante offerte. Non ci è piaciuta la scarsa disponibilitòà di alcuni prodotti e la totale mancanza di altri.

Infine www.cialdamia.it ci è sembrato decisamente il migliore dei tre: le offerte sono forse meno imperdibili sui bassi quantitativi, ma l’assortimento è davvero immenso in termini di compatibili Nespresso, Lavazza, Dolce Gusto e tutte le altre. Ciò che ci è piaciuto moltissimo è il servizio clienti, preciso e disponibile sia via chat che telefono: non a caso, il sito ha collezionato migliaia di recensioni positive e può mostrare il badge Trust Pilot con 5 stelle.

Sicuramente ciò che non manca è il risparmio, online è davvero possibile fare affari imperdibili azzerando spesso i costi di spedizione e riempiendo la propria dispensa di centinaia di capsule e cialde diverse senza scomodarsi da casa.

Per lo shopping online di Natale 2021 speso oltre 1 trilione di dollari

Nel 2021 la corsa allo shopping natalizio è cominciata con largo anticipo, con il 30% delle vendite globali registrate già nelle prime tre settimane di novembre. E se nel 2021 la Cyber Week ha visto una crescita digitale debole, i picchi di inizio novembre e fine dicembre hanno aiutato i retailer a battere nuovi record di vendita. A livello globale infatti sono stati spesi 1,14 trilioni di dollari, di poco superiori ai 1,1 trilioni di dollari spesi nel 2020.
Si tratta di alcuni dati emersi dal 2021 Holiday Shopping Report, l’analisi degli acquisti nel periodo delle festività su oltre un miliardo di consumatori condotta da Salesforce, azienda globale nel CRM. 

La corsa agli acquisti è cominciata con largo anticipo

A causa dell’ansia di assicurarsi i regali desiderati, ed evitare problemi di ritardo di spedizione e prodotti esauriti, il 30% delle vendite globali è stato completato entro il 22 novembre. Gli acquisti effettuati nel corso della Cyber Week hanno rappresentato il 23% delle vendite globali, in lieve calo rispetto al 24% del 2020. Poiché i consumatori hanno perso le date limite per la spedizione online e sono aumentate le preoccupazioni per le nuove varianti di Covid-19, il 23% delle vendite digitali globali è stato effettuato tra il 18 e il 31 dicembre.
Nello stesso periodo di tempo, i negozi che hanno offerto opzioni di ritiro in negozio, o tramite punti di raccolta, hanno registrato il 62% di queste vendite globali.

Il social commerce influenza il comportamento dei consumatori

Dalla ricerca emerge che durante le festività natalizie del 2021 le spese si sono orientate maggiormente ai desideri piuttosto che ai bisogni essenziali.
Le borse di lusso hanno registrato infatti la crescita globale più alta su base annua, con un aumento del 45% delle vendite online, mentre l’arredo per la casa e le calzature hanno registrato una crescita rispettivamente del 34% e del 32%. Inoltre, il 4% delle vendite digitali globali su dispositivi mobili è stato effettuato tramite un’app di social media, e il 10% del traffico mobile ha avuto origine attraverso i social network. Man mano che i retailer iniziano a costruire spazi virtuali nel Metaverso anche i consumatori, quindi, si dimostrano pronti ad acquistare attraverso nuovi canali.

Il ruolo in continua evoluzione del negozio fisico

Un sondaggio condotto su 1.600 consumatori in tutto il mondo per la quarta edizione del Report Connected Shopper di Salesforce, ha rilevato che entro il 2023 il 25% degli acquisti avverrà al di fuori di store online, app proprietarie o negozi fisici dei brand. Ma durante le ultime festività i negozi fisici hanno svolto un ruolo fondamentale. Sebbene i consumatori abbiano continuato ad abbracciare il digitale per lo shopping natalizio, il 60% delle vendite digitali globali è stato influenzato dai punti vendita fisici, dalla proposta al soddisfacimento della domanda. Il nuovo ruolo in continua evoluzione del negozio, almeno durante lo shopping natalizio dell’ultimo anno, ha perciò contribuito a ridurre l’attrito tra i punti di contatto digitali e fisici.

E-commerce: le opportunità del Livestream shopping per i retailer italiani

Sono sempre più le realtà italiane che implementano nel proprio modello di business il Livestream Shopping, dalle dirette live sui social, come sul marketplace di Facebook, o sul sito e-commerce del negozio. In questo modo infatti l’utente può acquistare direttamente i prodotti mostrati dallo ‘streamer’ nel corso della diretta live. Nato in Cina come format di intrattenimento per i fan degli streamer, il Livestream Shopping nel 2021 è sbarcato anche in Italia, producendo un impatto dirompente sulle vendite online, e si conferma come un trend di successo per il commercio digitale anche nel 2022. Con il Livestream Shopping, infatti, il tasso di conversione può essere anche cinque volte superiore rispetto alla vendita digitale tradizionale, e la stima per il 2022 è del +669% sulle vendite dei siti e-commerce che hanno sposato questo modello.

Bilancio positivo per la prima sessione di vendita live di uno store milanese

A ‘mettere sul tavolo’ i numeri del successo di un’attività grazie al Livestream Shopping è la piattaforma B2B di Livestream Shopping Marlene, sviluppata da Flyer Tech. Più in particolare, Marlene ha fatto un bilancio della prima sessione di vendita in diretta online dello store Bath & Body Works di Milano in via Torino. Durante la sessione la store manager di Bath & Body Works e una collega in poco meno di un’ora sono riuscite a mostrare 11 prodotti dello store, rispondendo a tutte le domande poste via chat dai numerosi partecipanti.

Streamer e strategia sono alla base del successo

Oltre alla tecnologia della piattaforma (nel caso di Bath & Body Works la piattaforma B2B Marlene), alla base del Livestream Shopping è lo streamer il fattore determinante del successo di una live, insieme ovviamente all’impostazione di una giusta strategia. E durante la sessione di vendita organizzata per Bath & Body Works sulla diretta ospitata dal brand in soli 55 minuti sono ‘atterrati’ centinaia di utenti in contemporanea, e il Conversion rate durante e nelle ore successive alla live è più che raddoppiato.

Creare e coltivare una community

“Una strategia vincente prende in considerazione vari elementi, dalla creazione di un calendario ben studiato alla scelta dei prodotti da mostrare e delle promozioni da riservare durante le dirette – spiega Marianna Chillau, ceo e co-founder di Marlene e Transactionale, nonché presidente e fondatrice di 4eCom, Associazione di soluzioni digitali nel mondo dell’e-commerce -. Nell’impostazione della strategia non può mancare l’instaurazione delle giuste partnership con gli influencer e gli streamer più in grado di creare e coltivare una community”. 

Luce a gas, fino a 515 euro di risparmio per chi ha scelto il mercato libero

Chi ha scelto il mercato libero per la propria fornitura di luce e gas nel corso del 2021 probabilmente ha fatto un buon affare. A dirlo è l’analisi condotta da Facile.it, che evidenzia come – anche a fronte del rinvio al 2024 della fine del mercato tutelato – chi ha preferito il mercato libero ha visto bollette più vantaggiose del 29% rispetto a chi non lo ha fatto.

“Un anno negativo sotto il profilo dei consumi energetici”

“Il 2021 è stato un anno estremamente negativo dal puto di vista dei costi energetici” ha detto Silvia Rossi, Bu Director Gas & Power di Facile.it “e sappiamo già che nella prima parte del 2022 le tariffe saranno alte, forse addirittura superiori a quelle attuali. Valutare di passare al mercato libero potrebbe essere una strategia per ridurre almeno in parte il peso della bolletta, soprattutto se si sceglie una tariffa bloccata mettendosi così al riparo da ulteriori aumenti. Per evitare brutte sorprese, però, è fondamentale scegliere con attenzione il fornitore e optare, fra le società che operano nel mercato libero, quelle che offrono un prezzo più conveniente rispetto al tutelato”.

Libero o bloccato, bollette a confronto

La vera differenza la fa la capacità di scegliere il miglior fornitore – e la migliore offerta – in base alle proprie esigenze, esplorando quello che ha da offrire il mercato libero. Tanto che, rivela ancora l’indagine, guardando alle migliori offerte del mercato libero disponibili online a gennaio 2021, una famiglia che ha scelto a inizio anno una tariffa con prezzo bloccato per 12 mesi ha speso, tra luce e gas, 1.256 euro, vale a dire il 29% in meno rispetto ad una famiglia servita nel mercato tutelato (1.771 euro). Nello specifico, la bolletta dell’energia elettrica per la famiglia nel mercato libero è stata di 465 euro, vale a dire il 26% in meno rispetto a quella nel tutelato (631 euro). Per quanto riguarda la bolletta del gas nel mercato libero, invece, la spesa è stata di 791 euro, il 31% in meno rispetto a quella del regime di tutela (1.140 euro). Per una maggiore completezza di informazioni, la ricerca avverte che per le stime e il risparmio  sono stati calcolati prendendo in considerazione una famiglia con consumo di gas naturale pari a 1.400 smc residente a Milano e, per l’energia elettrica, consumo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW. 

Natale 2021, sui regali pesano bollette e inflazione

Quest’anno per i regali di Natale si spenderà di meno: complessivamente, 6,9 miliardi rispetto ai 7,4 miliardi dello scorso anno. In termini pro capite, 158 euro rispetto ai 164 del Natale 2020, l’8% in meno rispetto al 2019 e oltre il 36% in meno rispetto al 2009. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio a pesare sono il clima di fiducia in calo delle famiglie, la forte ripresa dell’inflazione e i rincari delle bollette.
“La crescita dei consumi a Natale rischia di essere frenata dai timori per la pandemia, dall’inflazione e dai costi dei consumi obbligati – afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli -. Per rilanciare la fiducia occorre accelerare il previsto taglio delle tasse, a cominciare da Irpef e oneri contributivi a carico delle imprese”.

A dicembre le famiglie spenderanno circa 110 miliardi di euro in beni e servizi 

Considerando anche i consumi di chi non beneficia degli emolumenti auspicati, cioè l’area del lavoro autonomo, complessivamente la spesa media per famiglia a dicembre, inclusi affitti, bollette e utenze, si attesta a 1.645 euro, lo 0,5% in più rispetto all’anno scorso, ma ancora molto al di sotto rispetto al 2019 (-7,5%). In totale per dicembre si stimano circa 110 miliardi di euro di spesa complessiva, 10 in meno rispetto al 2019. Per le sole spese commercializzabili di beni e servizi la stima è di 76 miliardi, calcola Confcommercio. Nel 2020, questa spesa, fortemente correlata al benessere economico delle famiglie, era scesa a circa 66 miliardi di euro correnti.

A novembre il clima di fiducia è in calo

Le stime effettuate per il 2021 non considerano improvvisi deterioramenti del quadro pandemico, ma al di là della situazione sanitaria qualche spunto di preoccupazione emerge dal versante economico. A novembre, il clima di fiducia delle famiglie, pur attestandosi a livelli storicamente elevati, ha ripiegato per il secondo mese consecutivo. Questa situazione, se confermata nei prossimi mesi, rischia di avere ripercussioni nella parte iniziale del 2022 oltre che comprimere, seppure marginalmente, le spese di dicembre e per i regali di Natale.

La ripresa dell’inflazione colpisce i consumi obbligati

Il deterioramento è correlato in buona parte al riemergere dell’inflazione, riporta Adnkronos, che per la parte inattesa, cioè quella eccedente l’1,5%-2%, potrebbe comprimere il potere d’acquisto delle famiglie, riverberando principalmente in una contrazione degli acquisti di beni e servizi commercializzabili. Infatti, la ripresa dell’inflazione sta colpendo in prevalenza, e almeno per adesso, i beni e servizi a cui le famiglie non possono rinunciare, ovvero i cosiddetti consumi obbligati. Nell’arco di dodici mesi si è passati da un contesto di deflazione a una variazione dei prezzi al consumo superiore al 3% (3,8% a novembre 2021). Il nuovo scenario non ha intaccato orientamenti e propensioni delle famiglie fino a modificarne i comportamenti, ma il suo protrarsi non potrà non incidere sulle scelte di consumo.

La spesa degli italiani, dopo il Covid i fattori di scelta sono salute e sostenibilità

Il Covid non ha cambiato solo le nostre abitudini, a partire da quelle di acquisto, ma anche le ragione per cui acquistiamo un prodotto piuttosto che un altro quando facciamo la spesa. Se fino a poco tempo fa il fattore chiave per prediligere una marca rispetto ad un’altra poteva essere rappresentato dal prezzo, oggi non è più così. Dopo l’emergenza sanitaria, infatti, i nostri connazionali si sono scoperti attenti alla salute e alla sostenibilità quando si parla di scelte alimentari. “Nel giro di un anno, i consumatori italiani si sono maggiormente interessati sull’influenza che l’alimentazione può avere sulla salute. La spesa è sempre più guidata dai valori dei consumatori: ne sono la prova l’orientamento verso alimenti che siano salutari, provenienti dal territorio e preparati in casa, nel il tentativo di ridurre gli sprechi”, commenta Eugenio Puddu, Consumer Products Sector Leader di Deloitte Italia.

Obiettivo, consumare cibi sani e “buoni” 

Salute (86%) e sostenibilità (70%) costituiscono criteri di scelta sempre più strategici nell’alimentazione dei consumatori europei e italiani, un trend che si è rafforzato nel corso degli ultimi 12 mesi. I consumatori italiani si dicono più interessati all’influenza che l’alimentazione può avere sulla propria salute (69%) e hanno cambiato i propri comportamenti d’acquisto alla luce delle nuove priorità: più verdura (64%) e meno carne (51%), prediligendo prodotti locali (64%). A ciò si aggiunge anche l’aumento della preparazione dei pasti a casa (54%) e il risparmio di packaging, impiegato ad esempio nel delivery (47%).

Il prezzo resta però un elemento chiave nelle scelte di acquisto

Anche se è vero che gli italiani sono diventati più attenti e scrupolosi in fatto di sostenibilità e soprattutto di salute, tanto che questi sono diventati i driver determinanti nelle scelte di acquisto dei prodotti alimentari, è altrettanto vero che il prezzo continua a rappresentare una determinante nelle opzioni di acquisto. Sebbene il peso di ciascun fattore che veicola le decisioni in fatto di spesa sia importante, la salute rappresenta il principale driver quando i consumatori si trovano a dover scegliere tra i tre. Infatti, l’80% dei consumatori italiani la predilige al prezzo e il 91% alla sostenibilità. Nonostante il 61% dei consumatori dichiari che il prezzo li influenzi di più della sostenibilità, il 78% degli intervistati italiani afferma di essere disposto a pagare almeno il 5% in più per alimenti sostenibili, ma anche per generi alimentari locali (79%), biologici e fair trade (entrambi 76%).  

Dieci motivi per fare colazione tutti i giorni


“Mancare l’appuntamento con la prima colazione comporta inevitabilmente uno scadimento delle nostre performance nelle prime ore della giornata – spiega la dottoressa Martina Donegani, biologa nutrizionista -. I ragazzi che trascurano la colazione evidenziano una minore capacità di concentrazione a scuola e una peggiore resistenza durante l’attività fisica”. 
Da una ricerca realizzata nel 2019 nell’ambito dell’Osservatorio Doxa-UnionFood ‘Io comincio bene’ emerge che 2 ragazzi su 10 (18%) preferiscono non mangiare nulla appena svegli, esponendosi a gravi conseguenze per la salute e il benessere psicofisico, e 1 adolescente su 4 (25, 5%) non consuma un pasto adeguato al risveglio. Per questo motivo, la dottoressa Donegani ha messo a punto un decalogo di buone ragioni per non saltare il pasto più importante della giornata.

Una ricarica dopo il digiuno notturno

La prima colazione deve costituire un pasto vero e proprio, leggero e digeribile, per rifornire l’organismo, soprattutto in età adolescenziale, dopo il prolungato digiuno notturno. Dovrebbe apportare quindi circa il 20% del fabbisogno energetico giornaliero, provenienti da un mix di carboidrati, proteine e grassi, vitamine e sali minerali. Inoltre, senza un adeguato rifornimento di glucosio, il carburante primario del cervello, ne risentono anche le performance cognitive. Ma acquisire fin da giovani l’abitudine a una prima colazione bilanciata consente di avere in età adulta una maggior facilità nella gestione del peso corporeo, e una minore tendenza a ingrassare, prevenendo lo sviluppo di obesità e malattie metaboliche.

Migliora l’umore e protegge il cuore

Il buonumore dipende dalla presenza equilibrata nell’organismo di serotonina, noradrenalina e dopamina, e già dalla mattina il cibo fornisce all’organismo il materiale necessario per costruire questi tre neurotrasmettitori del benessere. Grazie al suo aiuto nel mantenere un peso corporeo sano, la prima colazione favorisce anche la salute cardiovascolare. E una colazione bilanciata a livello di nutrienti consente di evitare bruschi innalzamenti dei livelli di zucchero nel sangue. È buona regola poi fare colazione almeno 30 minuti prima di un’eventuale attività sportiva, privilegiando alimenti facilmente digeribili e garantendo il corretto stato di idratazione.

Migliora l’efficienza metabolica e aiuta a scandire i ritmi della giornata

Una volta svegli, non rifornire il corpo dei nutrienti e dell’energia consumata significa tenere l’organismo in una situazione di ‘risparmio energetico’, con una conseguente riduzione dell’efficienza metabolica. Iniziare la giornata con una buona colazione aiuta a rispettare la suddivisione in cinque pasti che garantisce il massimo del benessere al fisico e alla mente, mentre saltarla implica la necessità di fare uno spuntino a metà mattina troppo abbondante, che rovina l’appetito per il pranzo. Che a sua volta risulterà sbilanciato, portando poi a una merenda eccessiva, che comprometterà la cena, innescando un pericoloso circolo vizioso per l’equilibrio alimentare.

Multicanalità, nel 2021 46,1 milioni di consumatori sfruttano il digitale

Nel 2021 sono 46,1 milioni gli utenti che usano i servizi di e-commerce, o per i quali il digitale ha un ruolo nel proprio percorso di acquisto, pari all’88% della popolazione italiana con più di 14 anni. Crescono sia gli utenti più evoluti (+17,9%), coloro che utilizzano la rete ovunque, hanno maggiore familiarità con social media e pagamenti digitali, e sono i più attenti ai consigli degli influencer (+24,6%), sia i Digital Engaged, (+13,6%), ovvero gli utenti molto disinvolti nell’uso dei canali online, soprattutto da smartphone, ma più legati al negozio fisico. Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Multicanalità, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da NielsenIQ.

La percezione e il rapporto con i brand

I canali digitali sono sempre più presenti in tutte le fasi del percorso di acquisto del consumatore, dalla scoperta del brand alla fase di ‘conversione’. Nell’ultimo anno il 69% degli utenti Internet è venuto a conoscenza di nuovi brand online, e il 76% ha usato la rete per confrontare marche di prodotti o servizi che vorrebbe acquistare. Oltre a una presenza sui canali digitali costante e coerente con i valori della marca, per i brand diventa sempre più importante l’attenzione alle tematiche etiche e sociali per attrarre i consumatori: il 73% della popolazione sopra i 14 anni valuta positivamente i marchi che prendono posizione su questi temi e il 57% li premia nelle proprie scelte di acquisto.

Il percorso di acquisto multicanale nei settori merceologici

Il comportamento multicanale dei consumatori varia in base alla categoria merceologica. Il primo settore per utenti digitali è quello dei Viaggi, con il 71% dei consumatori che si informa prevalentemente in rete sui prodotti e il 43% che acquista esclusivamente online, seguito da Elettronica/Informatica (70% e 14%), Assicurazioni (46% e 23%), Abbigliamento (34% e 4%), Beauty (35% e 3%). Il settore Farmaci e Integratori è tra i meno interessati dalla ricerca di informazioni e acquisti in rete: solo il 29% dei consumatori si informa prevalentemente online sui prodotti e solo il 3% acquista esclusivamente online. Nel Largo Consumo, poi, se il 29% dei consumatori ricerca informazioni prevalentemente online sui prodotti soltanto il 2% compra esclusivamente in rete.

Le motivazioni che spingono a comprare sul web

La principale motivazione che spinge gli Internet User del settore Viaggi ad acquistare un viaggio in rete è l’ampia possibilità di confronto, poi la facoltà di comprare H24 e il prezzo competitivo. Per gli acquirenti online di Elettronica/Informatica la prima ragione d’acquisto è la possibilità di confrontare i prodotti, mentre per le Assicurazioni è il prezzo spesso più favorevole. Per l’Abbigliamento la motivazione principale è invece la possibilità di comprare H24, e per il Beauty la comodità della consegna a domicilio, la medesima degli utenti che scelgono di acquistare online beni di Largo Consumo.

Milano e provincia, ottimo andamento per il mercato immobiliare

Il Covid-19 non ha fermato la corsa di Milano, almeno per quanto riguarda il mercato immobiliare, che è più dinamico che mai. A scattare la fotografia di un comparto in ottima salute è l’analisi “Rilevazione dei prezzi degli Immobili sulla piazza di Milano e Provincia”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, in collaborazione con FIMAA Milano Lodi Monza Brianza, Assimpredil ANCE Milano Lodi Monza e Brianza, Fiaip Lombardia, Anama Milano, ISIVI Milano, Ordine dei Geometri della Provincia di Milano e altre associazioni di categoria e ordini professionali del settore. Dal rapporto si scopre che il prezzo medio di una casa nuova in città è di 5.798 euro al mq, con una variazione positiva di +1,54% in un anno. La media in centro è di 10.141 euro al mq rispetto a 10.228 euro al mq del 2020, segnando una leggera flessione -0,85%. Nella zona nord, i prezzi passano da 4.335 euro al mq a 4.464 €/mq, +2,976%. Nel quadrante est la variazione più significativa con quotazioni che crescono a +3,07%. Nella zona ovest si passa da 5.177 €/mq a 5.307 €/mq, +2,51%. In crescita anche la zona sud, da 4.104 €/mq a 4.229 €/mq, con un incremento dei prezzi pari a +3,04%.

Un territorio premiato dalla resilienza

Tra i meriti di questo exploit, c’è una caratteristica tutta lombarda. “La resilienza di Milano non si è fatta attendere – afferma Andrea Marietti, Vicepresidente Commissione Prezzi Immobili della Camera di commercio. Se nel 2020 il leggero calo delle transazioni era stato compensato da una contenuta crescita dei prezzi, constatiamo oggi che il desiderio dei milanesi di case moderne, efficienti e salubri ha fatto decollare il mercato con numeri importanti, sia per quantità che per valori. Si consolida la riqualificazione delle periferie e anche la crescita della provincia, che finalmente trae vantaggio dall’energia della città. Anche il mercato della locazione sta riassorbendo lo sfitto ed i canoni stanno ritornando vicini a quelli pre-pandemia. Va poi detto che la Commissione Prezzi della Camera di commercio ha allargato la sua base di rilevazione, con l’importante apporto dei dati forniti da Assimpredil-Ance sulle case di nuova costruzione.”

I quartieri più appetibili

Tra i quartieri che crescono di più, si collocano ai  primo posti i quartieri Pacini -Ponzio che segnano un incremento del 10,90% con quotazioni a 4.325 €/mq; bene anche Ripamonti e Vigentino con incrementi del 7,86% a quota 3.775 €/mq; Gallaratese e Trenno valgono 2.950 €/mq con aumento del 7,27%; oltre al 6% le crescite anche per Axum, San Carlo, Gioia, Baiamonti, Lagosta, stazione Garibaldi. 

La nuova transizione digitale post-pandemia investe la PA e l’informazione

Nel futuro, basta con file e richieste su carta stampata, largo a servizi e app per ottenere certificati e documenti con un clic. È questo il desiderio del 38,1% degli italiani. La PA digitale, infatti, è considerata irrinunciabile anche dopo la pandemia, ma anche e-commerce (29,9%), conto corrente online (24,3%) e home delivery (24,2%). Per il 20,2% invece è lo smart working a essere intoccabile, un dato che sale al 28,6% tra i 30-44enni. Insomma, la pandemia ha costituito un fattore di accelerazione del paradigma biomediatico, prefigurando l’alba di una nuova transizione digitale. Se poi il 48,7% ha già attivato lo Spid i divari sociali e territoriali pesano ancora: le percentuali più elevate si registrano nelle grandi aree metropolitane (59,5%) e tra le persone dotate di titoli di studio più alti (61,6%), mentre i picchi più bassi si riscontrano al Sud (40,2%) e tra gli anziani (32,1%).
Si tratta di alcuni risultati del 17° Rapporto sulla comunicazione del Censis, dal titolo I media dopo la pandemia. 

La necessità di rimanere sempre connessi

Durante e dopo la pandemia le tecnologie digitali hanno garantito la continuità di molte attività, pubbliche e private. Per il 58,6% degli italiani i dispositivi digitali hanno permesso di provvedere alle proprie necessità e sono stati d’aiuto per mantenere le relazioni sociali (55,3%), o grazie a essi si è potuto continuare a lavorare o a studiare (55,2%). Però adesso più della metà (52,8%) si sente stanco dell’uso continuo dei dispositivi digitali e vorrebbe ‘staccare la spina’: i device rubano troppo tempo (32,2%), tanto che se il 31,5% avverte il bisogno di connettersi continuamente il 22,8% dichiara di non riuscire a disconnettersi mai.

L’informazione durante l’emergenza sanitaria  

Anche durante l’emergenza sanitaria i telegiornali hanno mantenuto la posizione di vertice tra le fonti informative (60,1%), un riferimento per i 65-80enni (73,2%), e per il 42,3% dei 14-29enni. Al secondo posto c’è Facebook (30,1%), poi i motori di ricerca come Google, (22,9%) e le tv all news (22,5%), cresciute del 2,9%. I quotidiani cartacei registrano invece l’11,7% di utenza (-5,8% rispetto al 2019) e i quotidiani online hanno incrementato la loro utenza del 12,5% (+1,1%).

Le notizie scientifiche superano la politica

Sicuramente la regina delle notizie nel palinsesto degli italiani resta la politica (39,7%), ma la voglia di approfondire le informazioni sul Covid-19 ha determinato un crescente interesse per le notizie di tipo scientifico, medico e tecnologico, salite nelle preferenze del 33,4% degli italiani, rispetto al 27,7% del 2019. Le opinioni sulla presenza sulla ribalta mediatica degli esperti nei campi della medicina è positivo per il 54,2%: sono stati indispensabili per ottenere indicazioni sui comportamenti corretti da adottare (15,5%) o utili per comprendere quello che accadeva (38,7%). I giudizi sono invece negativi per il 45,8%, in quanto virologi ed epidemiologi hanno creato confusione e disorientamento (34,4%), o sono stati addirittura dannosi, perché hanno provocato allarme (11,4%).