Arredo luxury per un soggiorno unico

Parlare di lusso significa fare riferimento all’esclusività e alla creatività, aspetti che dobbiamo considerare quando si progetta uno spazio di svago e condivisione. Uno degli ambienti di cui bisogna tenere particolarmente conto per rendere casa nostra un ambiente esclusivo, elegante con un tocco moderno è sicuramente il soggiorno. 

La selezione degli arredi del soggiorno definisce non solo il design dell’ambiente ma anche la tua personalità, e garantisce il comfort necessario per i momenti di relax.

Attualmente esiste un’ampia varietà di scelta per quel che riguarda l’arredo luxury per soddisfare i tuoi gusti . Ma quando si sceglie un arredo di questo tipo è necessario tenere conto di diversi aspetti, tra cui la dimensione dello stesso affinché si adatti allo spazio, nonchè i colori che si devono armonizzare con il resto della casa.

Se stai pensando di rinnovare il look al tuo soggiorno, scegli degli arredi con materiale di qualità che garantisca durata nel tempo e che offra uno stile moderno.

La scelta del divano

Indubbiamente, il divano per il soggiorno è un elemento indispensabile che fornisce non solo comfort ma anche un gradevole impatto estetico quando viene scelto in armonia con gli altri elementi presenti nella stanza. 

Oggi vengono preferiti i divani comodi ma che lasciano intravedere uno stile molto sofisticato, ce ne sono di tutti i tipi: dal tessuto più colorato al più sobrio, dai tessuti più delicati a quelli particolarmente resistenti.

 Il tavolo imprime il tuo stile

Crea un design particolare con un’atmosfera esclusiva e attraente preferendo un tavolo di design,  un elemento di arredo che dà vita d ogni tua stanza e offre spunti decorativi unici, degni del miglior designer di interni. Ne esistono di diverse dimensioni, forme e design adattandosi perfettamente al tuo living

Lampade come fonte di illuminazione e elemento decorativo

Le lampade sono un elemento ideale per diffondere calore e delicatezza in casa. Un aspetto eccezionale e di grande importanza per la decorazione di una stanza è proprio l’illuminazione, poiché ci permette di apprezzare gli elementi che ci circondano e creano dei gradevoli giochi di luce e ombra. 

Così come selezioniamo i mobili in base allo stile, è bene anche scegliere le lampade più adeguate ai nostri ambienti, così che questo elemento decorativo possa garantire in tutti gli spazi non solo la luce, ma anche esaltare le forme.

Ci sono dunque diverse opzioni per chi desidera acquistare nuovi mobili ed elementi decorativi di lusso, e basta solo un po’ di gusto per trasformare ogni spazio di casa in un ambiente ideale in cui puoi vivere momenti di tranquillità, ma anche di divertimento e divertimento con la famiglia e gli amici.

Valorizzare il soggiorno con gli specchi

Posizionare uno specchio in soggiorno è sempre un’ottima idea, in quanto ci permette di aumentare e migliorare la luce in questo ambiente così vissuto di casa. Inoltre, è un buona soluzione dare una sensazione di maggiore spaziosità.

Sia che si tratti di uno specchio piccolo o grande, se messo nel posto giusto, donerà all’intero ambiente tutti i benefici che è lecito attendersi in termini di eleganza e luminosità. Se vuoi rendere il tuo soggiorno “più grande” e luminoso, il consiglio è quello di scegliere uno specchio grande. Se questa zona di casa tua non ha abbastanza luce, uno specchio grande ed elegante sarà la mossa giusta per rimediare.

Specchi di design nel soggiorno

Non è un segreto infatti, che gli specchi possano far sembrare gli ambienti ancora più grandi. Si tratta di un trucco che molti interior designer utilizzano. Se invece il tuo soggiorno è piccolo, potresti ad esempio appendere uno specchio sopra un mobile, facendo attenzione che questo abbia  la stessa larghezza del mobile per rispettare le geometrie e valorizzarne la figura.

Un altro modo per sfruttare al meglio i grandi specchi è quello di posizionarli dietro una fonte di luce, ad esempio una lampada o una finestra, così da rifletterla ampliando l’illuminazione complessiva nella stanza. Un altro consiglio da tenere a mente è che se intendi decorare una piccola stanza con grandi specchi di design, fai bene sceglierne uno che abbia una cornice liscia, smussata o che non abbia direttamente la cornice. In questo modo si “fonderà” con il muro senza tagliare lo spazio.

Più specchi piccoli anziché uno specchio grande

In alternativa alla possibilità di posizionare uno specchio grande, c’è quella di utilizzare più specchi piccoli, ma bisogna sapere dove posizionarli. Una buona idea, infatti, è quella di posizionarli come punto focale su una singola parete oppure distribuirli in diversi punti strategici della stanza per riflettere la luce. 

Potresti infine anche sostituire un grande specchio rettangolare con molti della stessa larghezza, ma di altezza inferiore posizionandoli insieme su una parete verticale, dando così maggior risalto al risultato finale.

La Spettrometria Ottica

Grazie alla spettrometria ottica è possibile identificare materiali e classificarli, sia che questi siano organici o no. Tale tecnica trova applicazione nei settori più svariati, che vanno da quello medico a quello industriale e scientifico.

L’analisi e l’identità dei materiali avviene solitamente all’interno di una particolare telecamera detta camera iperspettrale. Questo particolare tipo di strumento ha il grande vantaggio di riuscire ad abbinare le tecniche di analisi e di misura sfruttando la spettroscopia ottica.

Questo è dunque un componente molto importante dell’intero processo di analisi, in quanto consente di monitorare ogni processo produttivo al fine di garantire sempre una elevata qualità della produzione e dunque di fare in modo che tutti i prodotti offerti al cliente finale superino gli standard di qualità richiesti.

Il funzionamento di uno spettrometro

Tali strumenti hanno la capacità di riuscire a misurare le radiazioni provenienti dagli oggetti e in questa maniera riescono ad intuirne quella che è la composizione chimica. Ciò avviene grazie alla capacità degli spettrometri di riuscire a misurare e classificare il comportamento della luce su una piccola parte dello spettro elettromagnetico, in maniera da riuscire ad identificare i materiali che lo compongono. Questa caratteristica unica consente agli spettrometri di essere adoperati nei settori più impensabili che vanno ben oltre l’utilizzo medico-scientifico: parliamo infatti anche del settore militare, astronomico e automotive.

Miglioramento generale della qualità di produzione

Optoprim srl è un’azienda che offre tale tecnologia, e lo fa tramite un vasto catalogo che annovera strumenti di ogni tipo in grado di soddisfare le necessità di realtà provenienti da ogni tipo di settore. La consulenza offerta da Optoprim Srl consente di individuare esattamente il macchinario più adatto in base alle necessità specifiche, e rappresenta un valido aiuto anche per quel che riguarda l’integrazione della tecnologia prescelta all’interno del processo produttivo.

Grazie a tale tecnologia, è realistico affermare che la qualità di produzione di un impianto o di un settore di qualsiasi tipo è chiaramente destinata a migliorare.

Decorare il bagno con le strisce led

Le strisce led vengono sempre più adottate in casa grazie alla loro versatilità di utilizzo e facilità di applicazione. Eppure, sebbene siano davvero in tanti a ricorrere al loro utilizzo per illuminare e valorizzare determinati ambienti di casa, pochi sembrano aver colto l’idea e l’opportunità di impiegarle anche in bagno per dargli un nuovo volto grazie all’ottima luce che le strisce led sono in grado di produrre. In che modo è possibile applicare le strisce led in bagno e quali sono i posti in cui è preferibile piazzarle per valorizzare al meglio questo ambiente così intimo e privato di casa? Al riguardo gli interior designers più famosi non hanno dubbi e propongono con fermezza l’adozione delle strisce led anche per il bagno, da posizionare ad esempio alle spalle della specchiera sia sul lato superiore che su quello inferiore, in maniera tale da creare un fascio di luce che si dirige in maniera uniforme verso il basso e che illumina bene tutta la zona del lavandino.

Sempre per quel che riguarda il bagno, è possibile applicare le strisce led ad esempio sotto i bordi delle mensole o dei ripiani, così da incentrare l’attenzione su tutti quegli oggetti che sono posti al di sotto creando un’atmosfera decisamente più elegante. È una soluzione piuttosto adottata in soggiorno, basti pensare alle librerie e ripiani nei quali posizioniamo un po’ di tutto, ma che trova applicazione anche nella sala da bagno. Le strisce led vengono solitamente vendute in bobine della lunghezza di 2.5 o 5 metri, e possono essere accorciate a piacimento nel caso in cui si necessiti di strisce più piccole. All’interno del sito www.lucefaidate.it è possibile farsi un’idea visionando in anticipo le diverse tipologie di strisce led disponibili, e scegliere in base al tipo di luce desiderata (caldo o fredda ad esempio), nonché alla dimensione della bobina.

Rilevazione presenze negli uffici pubblici

Oggi il tema della rilevazione presenze dei dipendenti all’interno di uffici pubblici è tornato di grande attualità, considerando i recenti fatti di cronaca che hanno interessato la pubblica amministrazione e sottolineato ancora una volta l’importanza di poter disporre di un sistema che consenta di sapere, in qualsiasi momento, quanti e quali dipendenti si trovino all’interno dei locali in cui viene svolta l’attività lavorativa. Non si tratta unicamente di una misura volta a controllare più efficacemente i lavoratori, ma al tempo stesso una soluzione in grado di migliorare l’intero livello di sicurezza dei locali. In caso di incendio o imminente necessità di evacuare i locali infatti, diventa indispensabile sapere esattamente quanti lavoratori si trovino ancora all’interno della struttura e quanti siano invece già riusciti a mettersi in salvo, così da facilitare anche il lavoro dei soccorritori che sin dall’inizio sapranno quante persone sono ancora presenti all’interno ed in quale area della struttura essi si trovino.

Cotini srl, azienda della provincia di Milano da sempre all’avanguardia nel settore della rilevazione delle presenze, propone soluzioni tecnologicamente avanzate ed in grado di rendere più semplice ed efficace la gestione del personale. I lettori di badge e biometrici permettono di rendere veloce la rilevazione presenze, tramite il pratico utilizzo di badge e la garanzia del riconoscimento dell’utente attraverso impronte digitali o biometria del viso. Grazie infatti ad appositi lettori badge e lettori biometrici (in grado dunque di leggere le impronte digitali o la fisionomia del volto) sarà possibile attivare tornelli e sistemi di apertura che registreranno qualsiasi movimento in ingresso o in uscita, e trasmettendo al tempo stesso questi dati ai vari uffici per mezzo di appositi software, così da rendere più veloce anche la trasmissione dei dati. Programmando a piacimento la centralina è possibile inoltre limitare gli accessi ad una determinata area dell’edificio (inibendo così l’ingresso ad altre aree della struttura) o regolarli in base ai giorni della settimana o alle fasce orarie. Grazie a questo tipo di soluzione è oggi molto più semplice rilevare le presenze dei dipendenti e gestire gli accessi, nonché trasmettere i dati ai vari uffici interni.

E-commerce di cialde per il caffè? Eccone alcuni

Il mercato delle cialde per il caffè è in rivoluzione: alle capsule e cialde originali, ovvero quelle prodotto e commercializzate dai vari sistemi (Lavazza, Nespresso o Dolce Gusto, solo per citare i più famosi… ma anche Bialetti, Illy o Caffitaly), si stano affiancando in modo sempre più importante quelle proposte dai vari siti e-commerce che, giorno dopo giorno, stanno letteralmente spuntando come funghi. Il vantaggio e la comodità di acquistare online un prodotto la cui fornitura non può mai mancare è innegabile, ed gli e-shop si danno battaglia a suon di promozioni, bundle e sconti imperdibili sopratutto sulle cialde e sulle capsule legate al loro brand.

Un esempio è Caffè Agostani, che sul suo sito www.tuttocialde.it propone praticamente ogni tipologia di cialda esistente ai prezzi unitari spesso migliori tra quelli che si possono trovare sul web: il sito è bruttino ed obsoleto, ma la procedura di acquisto decisamente snella ed efficace. Inoltre all’utente vengono suggeriti prodotti correlati che consentono di andare ad azzerare spesso le spese di spedizione. Nota negativa che ci è stata segnalata: un servizio cliente non proprio impeccabile. C’è poi www.caffecaffeshop.com, e-commerce decisamente più moderno e gradevole, che propone un contributo di spedizione davvero molto basso e prezzi aggressivi: molto interessante, inoltre, la scheda riassuntiva dei singoli prodotti per quanto riguarda aroma, intensità e tostatura, una piccola guida per l’utente magari spaesato da tante offerte. Non ci è piaciuta la scarsa disponibilitòà di alcuni prodotti e la totale mancanza di altri.

Infine www.cialdamia.it ci è sembrato decisamente il migliore dei tre: le offerte sono forse meno imperdibili sui bassi quantitativi, ma l’assortimento è davvero immenso in termini di compatibili Nespresso, Lavazza, Dolce Gusto e tutte le altre. Ciò che ci è piaciuto moltissimo è il servizio clienti, preciso e disponibile sia via chat che telefono: non a caso, il sito ha collezionato migliaia di recensioni positive e può mostrare il badge Trust Pilot con 5 stelle.

Sicuramente ciò che non manca è il risparmio, online è davvero possibile fare affari imperdibili azzerando spesso i costi di spedizione e riempiendo la propria dispensa di centinaia di capsule e cialde diverse senza scomodarsi da casa.

Approvate le nuove linee guida sui cookie per non essere tracciati online

Rafforzare il potere di decisione degli utenti riguardo all’uso dei loro dati personali quando navigano in rete. Questo è l’obiettivo del nuovo provvedimento sulla privacy, il Garante per la privacy ha infatti approvato nuove Linee guida sui cookie per non essere tracciati mentre si naviga online: ora basterà solo un clic sul banner. Il Garante auspica però che si arrivi presto anche a una codifica universalmente accettata dei cookie, oggi assente, che consenta di distinguere in maniera oggettiva i cookie tecnici da quelli analytics, o da quelli di profilazione. In attesa che ciò avvenga, il Garante richiama i publisher a rendere manifesti nell’informativa almeno i criteri di codifica dei tracciatori adottati da ciascuno. I titolari dei siti avranno sei mesi di tempo per conformarsi ai principi contenuti nel provvedimento.

Troppi reclami, segnalazioni, e tracciatori particolarmente invasivi 

L’aggiornamento delle precedenti Linee guida si è reso necessario alla luce delle innovazioni introdotte dal Regolamento europeo in materia di privacy, ma anche in base ai numerosi reclami e segnalazioni sulla non corretta attuazione delle modalità per rendere l’informativa agli utenti e per l’acquisizione del consenso all’uso dei loro dati. Ulteriore motivazione, il crescente uso di tracciatori particolarmente invasivi, e la moltiplicazione delle identità digitali degli utenti, che favorisce l’incrocio dei dati e la creazione di profili sempre più dettagliati. Il meccanismo di acquisizione del consenso dovrà innanzitutto garantire che per impostazione predefinita al momento del primo accesso a un sito nessun cookie o altro venga posizionato all’interno del dispositivo dell’utente, né venga utilizzata altra tecnica di tracciamento attiva o passiva.

Le regole del consenso e dello scrolling

Resta comunque confermato l’obbligo della sola informativa per i cookie tecnici, mentre si raccomanda che i cookie analytics, usati per valutare l’efficacia di un servizio, siano utilizzati solo a scopi statistici. Per quanto riguarda il consenso, per i cookie di profilazione sarà sempre necessario richiederlo attraverso un banner ben distinguibile sulla pagina web, attraverso il quale dovrà anche essere offerta agli utenti la possibilità di proseguire la navigazione senza essere in alcun modo tracciati. Riguardo allo scrolling, il Garante precisa che il semplice spostamento in basso del cursore non rappresenta una idonea manifestazione del consenso.

Il cookie wall è illegittimo

Riguardo al cookie wall, il sistema che vincola gli utenti all’espressione del consenso, il Garante chiarisce che questo meccanismo è da ritenersi illegittimo. L’Autorità sottolinea inoltre che la ripresentazione del banner a ogni nuovo accesso per la richiesta di consenso agli utenti che in precedenza l’abbiano negato non trova ragione negli obblighi di legge e risulta una misura ridondante e invasiva. La scelta dell’utente, dunque, dovrà essere debitamente registrata e non più sollecitata, e resta fermo il diritto degli utenti di revocare in qualsiasi momento il consenso precedentemente prestato.

Il Covid dark effect, per il 44% degli italiani peggiora il benessere mentale

Negli ultimi 12 mesi gli italiani sono passati dal timore del contagio, spesso tradotto in paura dell’altro, alla voglia di riabbracciarsi, in un’alternanza di sentimenti differenti: paura, responsabilità e speranza, solitudine, incertezza, e voglia di ripartire e rinascere. Nell’ultimo anno però il 44% ha anche registrato un peggioramento del benessere mentale, e 4 italiani su 10 temono di non riuscire a tornare a una vita “normale”. Colpa del Covid dark effect, che mette a rischio anche le relazioni sociali. Si tratta di alcune evidenze tratte dall’Osservatorio The World After Lockdown Nomisma e CRIF, che ha l’obiettivo di valutare i cambiamenti di valori, abitudini e sentiment degli italiani durante l’emergenza causata dalla pandemia.

Numerosi segnali di ansia e stress

Non stupisce, quindi, che nell’ultimo anno il 57% degli italiani abbia avuto un umore altalenante. Nonostante le preoccupazioni e gli interrogativi sul futuro, gli italiani hanno dimostrato di essere capaci di reagire positivamente: 1 su 3 ha mantenuto un umore buono o eccellente per la maggior parte del tempo. Non è però da sottovalutare la forte pressione emotiva a cui la popolazione è stata sottoposta. Sebbene gli italiani non abbiano permesso che lo sconforto prendesse il sopravvento, sono numerosi i segnali di ansia e stress che hanno portato a un peggioramento complessivo del benessere mentale (44%), superiore addirittura a chi ha registrato un peggioramento del benessere economico (37%).

Il Covid Dark Effect interessa anche i rapporti sociali

Dall’inizio della pandemia 9 italiani su 10 si sono sentiti tesi, nervosi o irritabili, il 44% ha dichiarato di trovarsi in questa condizione con una frequenza quasi continuativa, e il 68% ha manifestato difficoltà ad addormentarsi. Dati confermati dall’aumento delle vendite di ansiolitici, cresciute del +12% nel corso del 2020 (Fonte: Nomisma su dati AIFA). Il Covid Dark Effect non si esaurisce con gli effetti prodotti sull’equilibrio mentale, ma interessa anche i rapporti sociali. Se da un lato la lontananza ha alimentato la voglia di socialità, dall’altro c’è anche chi teme che non sia più possibile tornare a una vita normale (38%), o non riesce a rapportarsi con gli amici con la stessa serenità con cui faceva prima della pandemia (17%) e preferisce rifugiarsi in una bolla di solitudine (8%).

La propensione a vaccinarsi alimenta la speranza di uscire dall’emergenza

Oggi l’elevata propensione a vaccinarsi contro il Covid-19 alimenta la speranza di uscire presto dall’emergenza pandemica e di vivere nel tanto atteso New Normal, pur mantenendo una certa cautela nei comportamenti. Per il 68% degli italiani infatti il Covid è ancora un problema da non sottovalutare.
Gli allentamenti alle misure restrittive e la graduale riapertura delle attività hanno giovato agli italiani, che manifestano un netto miglioramento dell’umore nel 46% dei casi. È con questo mood che gli italiani si apprestano a vivere un’estate che fa meno paura dello scorso anno.

Crescono innovazione e investimenti per le Pmi

La pandemia da Covid-19 non ha bloccato gli investimenti digitali delle piccole e medie imprese italiane, e nel biennio 2020-21 un’azienda su due ha adottato almeno una nuova tecnologia. Chimica-farmaceutica e sistema casa sono i settori con la maggiore spinta negli investimenti tecnologici, rispettivamente con il 76% e 63% delle imprese che affermano di avere introdotto un’innovazione. A questi segue la tecnologia, con una quota pari al 60%.
È quanto emerge da una indagine dell’osservatorio Market watch Pmi di Banca Ifis, realizzata tra marzo e aprile 2021 insieme a Format research su un campione rappresentativo di 1.800 imprese italiane.

Digitalizzazione dei processi e sostenibilità le aree a maggiore investimento

Si tratta di una dinamica in crescita, e la stima dell’osservatorio è di un aumento del 6% la quota delle Pmi che investiranno entro il 2023.
Quanto agli utilizzi individuati per gli investimenti, salgono sul podio dotazione di macchinari (54%), formazione per aumentare le competenze del personale (38%), e infrastruttura digitale (26%). In ogni caso, nel prossimo biennio le aree in cui le aziende prevedono di investire maggiormente sono la digitalizzazione dei processi (34%) e la sostenibilità (32%). Quanto alle risorse, il 56% delle Pmi intervistate ha fatto ricorso all’autofinanziamento, mentre il 35% a finanziamenti bancari. Solo il 7% ha impiegato sostegni pubblici.

Sempre più cruciale il ruolo delle tecnologie 4.0

Il ruolo delle tecnologie 4.0 è sempre più cruciale per le Pmi italiane. Il 73% degli intervistati dichiara infatti di utilizzarle già o di volerle adottare nel biennio 2022-2023. Al momento le tecnologie più presenti in azienda sono cyber security (31%), Crm (29%), e Cloud (25%).
Segnalati però anche investimenti nell’industrial IoT, nell’internet delle cose (16%), la supply chain management (15%), la stampa 3d e la produzione additiva (8%), i big data e l’intelligenza artificiale (8%).

L’innovazione non riguarda nella stessa misura tutte le Pmi 

Minori gli investimenti invece per robot collaborativi e interconnessi, segnalati dal 7% degli intervistati nell’ultimo biennio, per la realtà aumentata (5%), e per le nanotecnologie e i materiali intelligenti, con un 1% di investimenti già realizzati, ma con un +6% di crescita prevista nel prossimo biennio.
Tuttavia, segnala l’osservatorio ripreso da Ansa, l’innovazione non riguarda nella stessa misura tutte le Pmi. Nelle imprese che contano tra 50 e 249 dipendenti la percentuale raggiunge il 70%, nelle piccole, con 20-49 addetti, il 55%, mentre nelle micro imprese, quelle sotto i 20 dipendenti, è pari al 47%.

Covid e sport: le conseguenze sui giovani italiani

L’impatto del Covid-19 su ogni aspetto della nostra vita quotidiana è indiscusso, compreso quello sullo sport e l’attività fisica. L’interruzione della pratica sportiva ha giocato un ruolo importante in questa fase di emergenza sanitaria, e sicuramente la ripresa dell’attività fisica avrà un ruolo decisivo nel periodo post-pandemia, soprattutto per i più giovani. L’indagine di Ipsos dal titolo L’impatto del Covid sull’attività sportiva dei giovani, fornisce una fotografia della popolazione sportiva, che a causa della pandemia è stata costretta a cambiare improvvisamente il proprio stile di vita. Nello specifico, l’indagine ha definito le ripercussioni che tale cambiamento ha avuto sul settore, ma soprattutto sullo stato di salute psicologico e fisico degli sportivi, con un focus particolare sui minorenni.

L’impatto della pandemia su chi ha smesso di fare sport 

L’obiettivo principale dell’indagine, condotta per il Dipartimento per lo Sport e realizzata con la collaborazione dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive dello Spallanzani, il Policlinico Gemelli e l’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù, è quello di misurare l’impatto quantitativo determinato dai cambiamenti nell’attività sportiva dei giovani italiani, confrontando le pratiche pre- e in-Covid. Nonché quello di misurare l’impatto emotivo e le implicazioni in termine di salute mentale e fisica, generato dalle restrizioni legate all’emergenza sanitaria. 

Le ricadute a livello fisico e psicologico 

Gli attivi che praticavano sport nel periodo pre-Covid erano il 73% nella fascia 6-13 anni, il 59% in quella 14-19 anni, e il 20% tra gli adulti.  Con l’avvento della pandemia però gli abbandoni sono stati molto elevati: il 48% tra i piccoli, il 30% tra i ragazzi e il 26% tra gli adulti. Un terzo di coloro che hanno continuato ha cambiato attività, e più della metà ha cambiato modo di fare sport, con attività all’aperto e home fitness. Le ricadute psicologiche delle restrizioni dovute al Covid, invece, hanno avuto un impatto sullo stato d’animo in particolar modo dall’83% delle bambine e bambini appartenenti alla fascia 6-13 anni, e dall’85% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni.

Peggiorano le condizioni mentali dei ragazzi

Per quanto riguarda le condizioni mentali tra coloro che hanno dovuto smettere di fare sport, e i sentimenti maggiormente provati dai giovani italiani, rientrano stati di tristezza (55% tra i giovanissimi e 69% tra i ragazzi), apatia (53% tra i giovanissimi e 58% tra i ragazzi), ansia (40% tra i giovanissimi e 56% tra i ragazzi) e irascibilità (46% tra i giovanissimi e 43% tra i ragazzi). Quanto al ritmo sonno-veglia, il cambiamento è stato dichiarato dal 31% delle bambine e bambini appartenenti alla fascia 6-13 anni (di cui il 29% si è rivolo a un medico), e dal 39% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni (di cui il 25% ha assunto farmaci). 

Acquisti e mobilità sempre più sostenibili

Gli italiani fanno più attenzione agli sprechi, scelgono cibi biologici, prodotti ecosostenibili o a basso impatto ambientale, e per averli sono disposti a spendere un po’ di più. Inoltre, adottano atteggiamenti più virtuosi. Insomma, la sostenibilità ambientale è un tema prioritario per molti italiani (48%), ed è in crescita di anno in anno: quasi due terzi degli italiani (64%), infatti sono più attenti a questo tema rispetto a 2-3 anni fa. 
Sono alcuni dei risultati emersi dall’Osservatorio Green condotto da Compass, che ha scoperto come per quasi la metà degli intervistati la sostenibilità ambientale sia un tema fondamentale, a cui si aggiunge un ulteriore 43% che la giudica ‘abbastanza importante’. 

Dalla lotta agli sprechi agli acquisti green

Ma quali sono le abitudini sostenibili degli italiani? Il 95% fa attenzione agli sprechi e il 94% svolge regolarmente la raccolta differenziata, ma a evolversi sono anche le abitudini di acquisto, con una maggior attenzione alla classe energetica degli elettrodomestici (92%), o ai cibi a km0 (69%). Gli italiani poi evitano di comprare prodotti in confezioni di plastica/monouso (68%), verificano se i vestiti, i cosmetici e gli accessori sono ecosostenibili (55%) o acquistano cibo biologico (55%). Per i prodotti ecosostenibili oltre l’80% dichiara poi di essere disposto a spendere di più.

Capitolo casa

L’attenzione agli sprechi passa attraverso le mura domestiche e il 62% degli italiani ha progetti importanti per la casa. Nelle abitazioni si iniziano ad adottare soluzioni più ecosostenibili, e sei intervistati su dieci hanno cambiato le lampadine con i Led a basso consumo, il 54% ha sostituito un vecchio elettrodomestico con uno nuovo di classe energetica superiore, il 24% ha dichiarato di avere effettuato interventi di efficientamento agli impianti di riscaldamento o trattamento aria, e il 17% ha sostituito gli infissi. Più basse le percentuali di chi ha recentemente effettuato un intervento di ristrutturazione della casa per migliorare l’efficientamento energetico, ma nei prossimi mesi il 36% pensa di usare il Superbonus, il 33% il Bonus Ristrutturazioni, e il 29% l’Ecobonus.

Mobilità, cresce l’uso della bicicletta

In tema di mobilità per i propri spostamenti gli italiani continuano a utilizzare l’auto (72%), anche se quasi la metà (49%) preferisce muoversi a piedi, ma aresce l’uso della bicicletta o delle e-bike private (19%). Per quanto riguarda le auto, riporta Adnkronos, il 66% in caso di acquisto sceglierebbe un modello ibrido, mentre il 47% si orienterebbe su un’auto completamente elettrica. E i dati dei primi quattro mesi dell’anno iniziano a confermare questo trend, con le auto ibride ed elettriche che raggiungono il 34,1% delle immatricolazioni totali. E il car sharing? Nelle città in cui è attivo, è usato dal 16% dei cittadini, con punte del 31% tra gli under 25. Tra i principali vantaggi della mobilità condivisa, gli italiani mettono al primo posto il basso impatto ambientale (39%), seguito dalla possibilità di rinunciare a mezzi privati (36%).

Maturità 2021, dubbi e timori degli studenti italiani

Mercoledì 16 giugno iniziano gli esami di Maturità, ma 6 studenti su 10 lamentano il fatto che i propri insegnanti si stanno concentrando più sulle valutazioni che sul sostegno alla preparazione dell’esame. Quest’anno infatti sembrano essere tanti i docenti che stanno approfittando di queste ultime settimane di lezione in presenza per recuperare compiti in classe e interrogazioni lasciate indietro a causa della Dad. Secondo un sondaggio di Skuola.net i carichi di lavoro sono piuttosto impegnativi: il 65% ritiene la mole di verifiche eccessiva, e un altro 23% la ritiene fattibile, ma senza dubbio intensa. Una situazione che sta creando non pochi grattacapi agli studenti, visto che solo 3 su 4 riescono a ritagliarsi del tempo per ripassare.

Abbandonati al proprio destino

Altri studenti sono invece costretti a studiare per recuperare qualche insufficienza di troppo (13%), se non addirittura per tentare di evitare di non essere ammessi alla prova finale (10%). Una ‘rifinitura’ che peraltro spesso deve essere svolta in maniera autonoma: solamente 1 maturando su 4 sta facendo simulazioni di maxi-orale (unica prova dell’esame di quest’anno) con la maggior parte dei professori, un altro 30% deve accontentarsi di qualche docente di buona volontà, mentre il 38% sostiene di essere stato abbandonato al proprio destino. Sono pochi infatti gli insegnanti che si rendono disponibili a supportare i singoli ragazzi. Nella maggior parte dei casi (55%) è veramente difficile trovarne uno disposto a rispondere ai dubbi sull’esame.

Consegna dell’elaborato, curriculum dello studente e PCTO

Quanto alla consegna dell’elaborato c’è chi l’ha praticamente finito, chi ha appena iniziato e chi, addirittura, deve ancora iniziarlo. Stessa cosa per il curriculum dello studente, grande novità di quest’anno. Sebbene la piattaforma del Ministero su cui caricare le informazioni sia attiva dall’inizio di aprile, a oggi solo il 34% l’ha già fatto, e il 41% lo farà più avanti. Gli altri o non hanno nulla da segnalare in aggiunta a quanto riportato dalla scuola (12%) o non erano a conoscenza della sua esistenza (13%). Troppo tardi, invece, per rimediare alle mancanze sui PCTO (l’ex alternanza scuola lavoro): il 19% non ha completato le ore previste per il proprio indirizzo, e il 13% dice di non averle fatte.

Solo 1 su 10 teme la scena muta Perfino le ipotetiche domande di Educazione civica basate solo sugli argomenti effettivamente trattati stanno agitando i ragazzi: solo il 44% ha tutto ben chiaro, mentre il 40%, pur avendola approfondita a scuola non si sente pronto a rispondere, sempre meglio di quel 16% che non l’ha affrontata quasi per niente. A preoccupare di più però sono le domande multidisciplinari a discrezione dei professori, indicate come nemico numero uno dal 60% dei maturandi. Questa è l’unica porzione del colloquio d’esame totalmente imprevedibile, con il candidato che dovrà essere in grado di sviluppare una trattazione multidisciplinare a partire da uno spunto proposto dalla commissione e svelato solo al momento. In ogni caso, solo 1 su 10 teme la scena muta, riporta Ansa.

Il mercato del vino nel 2020, l’e-commerce è il trend più… frizzante

Nel 2020 il mercato del vino ha subito profondi cambiamenti: da un lato è stata notevolmente potenziata la portata dei canali di e-commerce, offrendo di fatto nuove opportunità di business; dall’altro non mancano le criticità legate alla chiusura di ristoranti e bar, con la riduzione di turisti, avventori e consumatori in generale. Secondo Denis Pantini, responsabile dell’Osservatorio Wine Monitor di Nomisma, in questo anno così speciale “l’Italia è riuscita comunque a limitare i danni e il mercato del vino ha risposto in modo deciso e proattivo”. Ma quali sono stati i dati complessivi del mercato del vino nel 2020?

Crescono i consumi di vini fermi e frizzanti

Nel 2020, le vendite di vino nei canali GDO e vendita al dettaglio sono aumentate del 7% in valore e del 5,% in volume rispetto all’anno precedente. Questo dato significa che gli italiani non hanno rinunciato al consumo di vino, semplicemente lo hanno fatto in modo diverso,  indirizzando gli acquisti nella larga distribuzione piuttosto che nella ristorazione o nell’Horeca. Un altro elemento interessante è che le vendite di vini fermi e frizzanti sono aumentate dell’8%, mentre le vendite di spumante non hanno superato il 4%. Questo fenomeno è un po’ lo specchio dei tempi: si festeggia con lo spumante una situazione conviviale, di festa, occasioni che negli ultimi mesi sono mancate. La pandemia, quindi, ha anche influenzato le scelte verso una tipologia di vino piuttosto che un’altra.

L’e-commerce la vera novità

Tra i tanti cambiamenti del mercato del vino, il più eclatante è quello che vede diventare protagonista  l’e-commerce: le vendite online hanno superato i 200 milioni di euro e, in particolare, i siti “pure player” hanno intercettato l’85% delle vendite. Secondo Denis Pantini “questo trend ha assunto caratteri strutturali e non più solo congiunturali, e pertanto resterà in “territorio positivo” anche nei prossimi anni”. E per quanto riguarda le esportazioni? Il 2020 è stato un anno difficile per tutti, e pochi mercati hanno chiuso l’anno con un aumento delle importazioni di vino rispetto al 2019. Per quanto riguarda le esportazioni, al nostro Paese non è andata male: l’Italia, con un -2,4% si è posizionata tra i produttori che ha “limitato i danni” della pandemia nelle esportazioni di vino. E’ finita molto peggio ad altri paesi top exporter come Francia (-10,8%), Australia (-1,6%), Cile (-7%.) e Spagna (-3,4%).

La pandemia e le tendenze nelle abitudini di acquisto

L’impatto del Covid-19 ha reso i consumatori più attenti alla sostenibilità e alle implicazioni dei temi ESG, ovvero ambiente, sociale e governance, nelle scelte di acquisto. Nonostante le chiusure dei negozi fisici, in particolare nel non alimentare, i negozi rimangono però la scelta prioritaria per lo shopping a livello globale. E il settore retail ha dovuto reinventarsi per soddisfare le esigenze dei clienti in fatto di salute e sicurezza legati all’emergenza sanitaria, e al tempo stesso, desiderosi di ricominciare con le abitudini di acquisto pre-Covid. È quanto emerge dalla Global Consumer Insights Pulse Survey di PwC, che evidenzia i fattori che influenzeranno significativamente i comportamenti di acquisto nei vari canali per brand e prodotti.

I fattori ESG a un punto di non ritorno

Sebbene la devozione a proteggere il pianeta sia stata spesso associata ai consumatori europei, la ricerca PwC mostra come gli intervistati a livello mondiale si stanno orientando verso scelte più sostenibili. Il 55% dei consumatori, ad esempio, conferma di acquistare da aziende che tutelano il pianeta, mentre il 54% preferisce prodotti con imballaggi eco-friendly. I consumatori sono disposti a pagare di più per prodotti più salutari, locali e imballaggi sostenibili, a prescindere che l’acquisto avvenga online o in negozio.

I giovani e chi lavora in smart working preferisce fare la spesa online

Secondo le analisi PwC, il 64% dei consumatori che lavorano da casa preferisce fare la spesa online, rispetto al 55% di chi lavora fuori. Nel caso in cui lo smart working dovesse proseguire, le implicazioni per i grandi centri commerciali o i negozi nelle città più urbanizzate potrebbero essere notevoli, considerato che in base alle previsioni, la preferenza per gli acquisti di persona continuerà a scendere e si focalizzerà sui negozi più vicini al luogo di lavoro. Anche i giovani consumatori hanno più propensione ad acquistare online rispetto alle fasce di età più avanzata. Il 35% degli shopper della Generazione Z e il 43% dei Millennial sono più propensi a fare acquisti quotidiani o settimanali tramite il proprio cellulare rispetto alle controparti di età maggiore.

Chi dà priorità a salute e sicurezza compra meno nei negozi

Il 23% degli oltre 8.700 consumatori intervistati nella survey indica le “maggiori misure di salute e sicurezza” come fattori determinanti per gli acquisti in negozio. Questi stessi consumatori sono disposti anche a pagare di più per avere un prodotto più sano e più ecologico e svolgono più attività fra le mura domestiche. I consumatori della Grande Cina poi sono più interessati alla sostenibilità e meno a salute e sicurezza, e il 45% di loro acquista in negozio più di frequente rispetto all’Occidente. I consumatori della Grande Cina e del Medio Oriente inoltre sono più interessati alle tematiche ESG rispetto ad altre parti del mondo. Il 60% dei consumatori della Grande Cina e il 61% di quelli in Africa/Medio Oriente acquistano prodotti con imballaggi ridotti o ecologici.

Perché i dipendenti italiani vorrebbero cambiare lavoro nei prossimi 12 mesi

Il 32% dei dipendenti italiani sta pensando di cambiare lavoro nei prossimi 12 mesi. In un contesto caratterizzato dal perdurare della pandemia globale da Covid-19 i due fattori principali che spingono gli italiani a voler affrontare questo cambiamento sono l’aspirazione di ricevere uno stipendio più alto (44%), la voglia di trovare un lavoro più divertente (44%), e la necessità di ottenere un giusto equilibrio tra lavoro e vita privata (36%). Nonostante le incertezze del mercato del lavoro, secondo quanto emerge dal report Securing the Future of Work di Kaspersky, gli italiani non vogliono quindi rinunciare ad ambizioni e aspettative, in termini di miglioramento della propria posizione professionale.

Adattare la vita professionale a quella privata

Sebbene un intervistato su due non desideri cambiare lavoro (50%) sono molte le persone che vorrebbero poter adattare la loro vita professionale a quella privata. Durante il lockdown e il lavoro a distanza molte persone hanno avuto molto più tempo per riflettere sul futuro della propria carriera, per aggiornarsi e anche per imparare qualcosa di nuovo. Ma qualunque sia la direzione scelta, i motivi principali per cui gli italiani desiderano cambiare lavoro è quello di ottenere uno stipendio migliore e un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata. D’altronde, la ricerca di un ruolo più importante è il terzo motivo di voler cambiare lavoro per il 30% degli intervistati.

Un ruolo più importante senza rinunciare a hobby e famiglia

Gli eventi accaduti nel 2020 hanno permesso ai dipendenti di ripensare al loro lavoro, al valore del loro tempo e a come desiderano spenderlo. Dalla pandemia in molti hanno imparato la gioia di passare più tempo a casa con la propria famiglia, così come quella di perseguire interessi personali e hobby, e a tutto questo i dipendenti italiani non vogliono rinunciare.

“La pandemia ha offerto sicuramente a molti l’occasione di poter ripensare ai propri desideri e alle proprie capacità e questo sono certo che condurrà verso una nuova realtà lavorativa – commenta Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky -. Sia che decidano di cambiare lavoro o di mantenere il loro ruolo attuale, cercheranno comunque di mantenere i benefici del lavoro a distanza e di ambienti più confortevoli in cui lavorare”.

Imparare a essere flessibili e a lavorare in modo più intelligente

“Per raggiungere questo obiettivo – prosegue Lehn – i dipendenti dovranno adottare il giusto atteggiamento imparando a essere flessibili e a lavorare in modo più intelligente. E, naturalmente, dovranno organizzare il loro ambiente di lavoro rendendolo sicuro e affidabile. Dopo tutto, questo può anche diventare un vantaggio competitivo agli occhi del datore di lavoro”.