Cambia la beauty routine, meno profumi, più saponi

La pandemia e le norme anti-contagio cambiano le abitudini anche per quanto riguarda la cosmesi e il beauty, l’uso dei prodotti e gli acquisti. L’emergenza non solo ha contratto il comparto a livello globale, che registra un -12,8% di fatturato, e in Italia un -10,2%, ma ha prodotto un calo delle esportazioni del 16,5% e una contrazione del mercato interno pari al 9,6%, per un valore della bilancia commerciale vicino a 1,9 miliardi di euro.  A cambiare però sono anche le priorità. Ad esempio, sono calati i consumi di profumeria alcolica (-20 %), mentre sono aumentati quelli di saponi liquidi (+38%), così come sono cresciute le tinture per capelli fai da te (+30%). Il quadro del settore è stato delineato con l’indagine congiunturale presentata dal Centro Studi di Cosmetica Italia.

Ridotto l’acquisto dei rossetti a favore del make up occhi

“Il cosmetico resta un bene indispensabile, come la stessa pandemia ci ha ricordato, e le prospettive di ripresa per il 2021 sono legate alla natura anticiclica del comparto – spiega Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia -. Il percorso sarà solo più lungo del previsto, torneremo ai livelli del 2019 non prima del 2022”. Secondo l’indagine risulta ridotto anche l’acquisto dei rossetti, a favore del make up occhi, e per la pelle del viso, sottoposta allo ‘stress’ da mascherina. Sono tornati poi in auge i cosmetici per lo skincare in grado di lenire, idratare, e rigenerare.

Contrazioni per le vendite dirette, dati positivi per l’e-commerce

La stragrande maggioranza degli operatori è comunque ottimista, e il 46,1% è convinto che la ripresa sia già in corso, mentre per il 36,8% avverrà entro l’anno. Si tratta di un settore da 36.000 addetti, che arrivano a 400.000 con l’intera filiera, penalizzato soprattutto nei canali professionali, a causa dei lunghi mesi di chiusura. L’estetica ha registrato infatti un -30,5% e le acconciature -28,5%. Pesanti contrazioni anche per le vendite dirette (porta a porta e per corrispondenza), che chiudono l’anno a -30% rispetto al 2019, quelle in profumeria (-27%) e in erboristeria (-26%). Mostra dati positivi invece l’e-commerce, che secondo i dati preconsuntivi vale 700 milioni di euro, +42% rispetto al 2019, riporta Ansa.

Tendenze: si alla sostenibilità, precipita l’anti-age

Il settore sembra tuttavia orientato a sfruttare quanto di positivo ha insegnato l’emergenza, che ha accelerato fenomeni già destinati a concretizzarsi a medio termine, come il cambiamento dei modelli di comportamento, ad esempio la dilatazione della beauty routine. Nel futuro dell’industria cosmetica la parola chiave però è sostenibilità, seguita da naturale o biologico, mentre precipita all’ultimo posto anti-age. Segnale di un cambio di passo che è cominciato sotto l’emergenza, ma si consoliderà nel tempo.

Valorizzare il soggiorno con gli specchi

Posizionare uno specchio in soggiorno è sempre un’ottima idea, in quanto ci permette di aumentare e migliorare la luce in questo ambiente così vissuto di casa. Inoltre, è un buona soluzione dare una sensazione di maggiore spaziosità.

Sia che si tratti di uno specchio piccolo o grande, se messo nel posto giusto, donerà all’intero ambiente tutti i benefici che è lecito attendersi in termini di eleganza e luminosità. Se vuoi rendere il tuo soggiorno “più grande” e luminoso, il consiglio è quello di scegliere uno specchio grande. Se questa zona di casa tua non ha abbastanza luce, uno specchio grande ed elegante sarà la mossa giusta per rimediare.

Specchi di design nel soggiorno

Non è un segreto infatti, che gli specchi possano far sembrare gli ambienti ancora più grandi. Si tratta di un trucco che molti interior designer utilizzano. Se invece il tuo soggiorno è piccolo, potresti ad esempio appendere uno specchio sopra un mobile, facendo attenzione che questo abbia  la stessa larghezza del mobile per rispettare le geometrie e valorizzarne la figura.

Un altro modo per sfruttare al meglio i grandi specchi è quello di posizionarli dietro una fonte di luce, ad esempio una lampada o una finestra, così da rifletterla ampliando l’illuminazione complessiva nella stanza. Un altro consiglio da tenere a mente è che se intendi decorare una piccola stanza con grandi specchi di design, fai bene sceglierne uno che abbia una cornice liscia, smussata o che non abbia direttamente la cornice. In questo modo si “fonderà” con il muro senza tagliare lo spazio.

Più specchi piccoli anziché uno specchio grande

In alternativa alla possibilità di posizionare uno specchio grande, c’è quella di utilizzare più specchi piccoli, ma bisogna sapere dove posizionarli. Una buona idea, infatti, è quella di posizionarli come punto focale su una singola parete oppure distribuirli in diversi punti strategici della stanza per riflettere la luce. 

Potresti infine anche sostituire un grande specchio rettangolare con molti della stessa larghezza, ma di altezza inferiore posizionandoli insieme su una parete verticale, dando così maggior risalto al risultato finale.

A gennaio 346mila entrate nel lavoro, -25%

Per il mese di gennaio sono poco meno di 346mila i contratti di lavoro che le imprese intendono stipulare, il 25% in meno di quanto preventivato a gennaio 2020. Una tendenza al ribasso confermata anche dal 23% in meno di entrate previste per il trimestre gennaio-marzo. Nonostante questo, i primi segnali di crescita si intravedono per le costruzioni (+2,6% nel mese e +13,3% nel trimestre gennaio-marzo) e per i servizi informatici e delle telecomunicazioni (+4% nel trimestre). A recuperare più velocemente saranno le regioni del Nord Ovest, soprattutto Lombardia e Piemonte. Tecnici, specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali, ma anche operai specializzati, le figure professionali che saranno maggiormente ricercate.

L’impatto dell’emergenza si farà ancora sentire soprattutto su alloggio e ristorazione

Da quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, l’impatto dell’emergenza si farà ancora sentire sulle attività legate ad alloggio e ristorazione (-52,2% la flessione nel mese e -47,2% nel trimestre), i servizi operativi di supporto alle imprese (-34,3% e -36,6%), nonché su alcuni comparti del manifatturiero, fra cui le industrie della carta, cartotecnica e stampa (-46,0% e -56,5%), industrie tessili, abbigliamento e calzature (-27,7% e -31,1%). Accanto alle costruzioni e ai servizi legati al digitale, primi segnali di recupero della domanda si registrano anche per le industrie del legno e del mobile (-19,0% nel mese e nel trimestre), i servizi avanzati di supporto alle imprese (-2,0% e -0,3%), e le industrie meccaniche ed elettroniche (-27,9% e -13,2%).

Le figure più ricercate sono quelle utili all’accelerazione della trasformazione digitale

La prima categoria professionale richiesta delle imprese riguarda i profili tecnici (71mila nel mese di gennaio), mentre le professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione (-12,4%), così come le figure operaie specializzate (-14,9%), confermano la polarizzazione della domanda di lavoro.

Fra le figure maggiormente ricercate, si segnalano gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (9mila i contratti da stipulare a gennaio, il 52,6% in più dello scorso anno). In pratica, quelle che hanno supportato l’accelerazione della trasformazione digitale indotta dalla pandemia.

Si acuisce la difficoltà di reperimento

Per la ripresa le aziende puntano su profili con elevate competenze. per i quali, già prima degli eventi del 2020, si registrava un maggiore mismatch fra domanda e offerta, ma che ora si acuisce portando a livelli ancora più elevati la difficoltà di reperimento. Pertanto, riporta Askanews, sono difficili da reperire il 43% delle professioni intellettuali, scientifiche e a elevata specializzazione, il 43,5% delle professioni tecniche, e il 43,6% degli operai specializzati.

Confermato il Bonus auto per tutto il 2021

La maggioranza in Commissione Attività Produttive alla Camera ha chiuso l’accordo sul settore automotive, che prevede il rifinanziamento dell’extra-bonus di 2000 euro l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi per tutto il 2021, e un nuovo incentivo di 1500 euro per le Euro 6, le automobili anche a benzina e diesel. “In entrambi i casi – spiega il capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio, Gianluca Benamati – in presenza di rottamazione e con uno sconto aggiuntivo di 2000 euro richiesto al venditore”. Inoltre, con l’adeguamento ai nuovi standard di misurazione sale il limite delle emissioni: 61-135 g/Km di CO2.

Complessivamente saranno stanziati 420 milioni

Più in particolare, secondo lo schema individuato dalla commissione Attività produttive, saranno stanziati 420 milioni, di cui 120 milioni dedicati alle auto green, 250 milioni alle Euro 6 e 50 milioni per il ricambio dei veicoli commerciali. Per le auto a basse emissioni, ovvero da 0 a 60 g/km di Co2, si confermerebbero quindi gli incentivi già previsti, che con rottamazione e sconto del venditore, possono arrivare fino a 10 mila euro.

La misura si propone di introdurre anche incentivi per la sostituzione di veicoli commerciali con un plafond di 50 milioni, di cui 10 dedicati all’elettrico.

Alzata la fascia termica le emissioni ammissibili: dai 61 ai 135 g/Km di CO2

Per le Euro 6, con emissioni da 61 e 135 g/Km di Co2 (finora il massimo era 110 g/km), il nuovo sconto dovrebbe valere per i primi sei mesi del 2021 e arrivare a 3.500 euro, di cui 1.500 dello Stato e 2.000 del venditore, sempre a fronte di rottamazione di auto vecchie almeno 10 anni, riporta Ansa. Con un adeguamento ai nuovi standard di misurazione previsti per le emissioni, per quanto riguarda la fascia termica le emissioni ammissibili ora va dai 61 ai 135 g/Km di CO2, “dal momento che ora tutte le nuove automobili vanno sottoposte alla procedura di omologazione europea WLT”, spiega ancora Benamati.

Una misura che unisce il sostegno al comparto a un forte impatto ambientale

“Da un punto di vista delle risorse sul sistema auto – continua l’esponente dem – queste iniziano a essere significanti. Si tratta nel 2021 di circa 500 milioni per il comparto elettrico, con i 120 previsti in legge di bilancio e i 370 già stanziati, e 250 per le motorizzazioni Euro 6 di più recente immatricolazione, a cui si aggiungono i veicoli commerciali”.

Si tratta di una misura “che unisce il sostegno a un comparto trainante per l’economia nazionale – aggiunge  Benamati – a un forte impatto ambientale per la sostituzione di modelli vecchi con nuovi assai meno inquinati, e che può lenire i grandi problemi occupazionali che si prospettano nel settore”.

 

Black Friday e Natale, grande successo per le Pmi di tutto il mondo

Per supportare le Piccole e medie imprese e gli artigiani in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria, quest’anno Amazon ha dato il via alla stagione natalizia prima del solito, con grandi sconti e offerte a partire dal mese di ottobre. Rispetto agli altri anni sempre più clienti di Amazon hanno approfittato dell’occasione, acquistando in anticipo e risparmiando sui regali e sui prodotti tipici di questa stagione. L’edizione 2020 del Black Friday e del Cyber Monday è stata la migliore di sempre per i partner di vendita in tutto il mondo, principalmente per le Piccole e medie imprese, che hanno ottenuto una crescita delle vendite del 60% rispetto allo scorso anno.

Superati 100.000 di dollari di vendite

Le principali categorie di prodotto offerte dalle Piccole e medie imprese italiane in cui i clienti hanno fatto maggiori acquisti sono la casa e l’arredo, la telefonia cellulare, giochi e bellezza, mentre i prodotti più venduti dai partner di vendita italiani su Amazon.it includono telefonia cellulare, dispositivi di protezione personale e i cioccolatini della Ricerca Airc.

Nel corso di questa stagione Amazon continua ad aiutare le Pmi sostenendole con un investimento di 85 milioni di euro nella stagione natalizia. E dal Black Friday al Cyber Monday i partner di vendita hanno superato i 4,8 miliardi di dollari di vendite a livello mondiale, con una crescita del 60% dall’ultimo anno. Finora più di 71.000 Pmi a livello mondiale hanno superato 100.000 di dollari di vendite nella stagione natalizia, e le Pmi italiane hanno venduto finora una media di 203 prodotti al minuto.

I dati sulle Piccole e medie imprese in Italia su Amazon

Dai dati sulle vendite delle Piccole e medie italiane nel periodo dal 26 ottobre al 30 novembre risulta che Bakai di Napoli, Velovendo Shop di Bolzano, e NaturaleBio di Roma sono state le Pmi che hanno registrato il maggior numero di vendite. Dalle Piane Cashmere di Prato, Dulàc Farmaceutici di Torino, e Tipiliano di Siracusa sono stati invece tra i partner di vendita che hanno registrato il maggior numero di vendite nella vetrina Made in Italy.

I prodotti più acquistati durante il Black Friday

Sempre nel periodo italiane nel periodo tra il 26 ottobre e il 30 novembre oltre il 60% delle Pmi italiane presenti su Amazon.it ha venduto all’estero, così come più del 45% delle aziende che fanno parte della vetrina Made in Italy di Amazon.it. Nella vetrina Made in Italy i prodotti più acquistati durante il Black Friday sono stati Stampo a forma di Pandoro, Nuvò Crema viso antirughe alla bava di lumaca, Caffè Borbone Miscela Blu, Coppia di cuscini Baldiflex, e Portachiavi in legno da parete Lac.

La crescita dei contagi frena le richieste di credito da parte delle famiglie

Il mese di ottobre segna una contrazione del numero di richieste di credito da parte delle famiglie. In particolare, scendono le richieste relative a nuovi mutui e surroghe, in calo del -7,5% rispetto allo stesso mese del 2019, del -16,3% quelle relative a prestiti personali, e del -3,1% a prestiti finalizzati.

L’incertezza causata dalla nuova ondata di contagi si riflette quindi sui comportamenti degli italiani, indotti a posticipare a momenti più propizi le decisioni sull’investimento sulla casa e sugli impegni di spesa più onerosi.

Una contrazione dell’importo dei finanziamenti

Dopo un quadrimestre caratterizzato dal recupero verso i volumi pre-crisi, nelle ultime settimane la dinamica positiva si è affievolita, fino a far segnare un’inversione di tendenza parallela al crescere dei timori causati dall’aumento dei contagi di Covid-19. Altro campanello d’allarme emerso dalle ultime rilevazioni del Sistema di Informazioni Creditizie gestito da CRIF è rappresentato dalla contemporanea contrazione dell’importo dei finanziamenti richiesti, che nell’ultimo mese si è attestato a 133.251 euro per i mutui (-0,3%) a fronte di 9.279 euro per i prestiti (-1,5%). Per quanto riguarda i prestiti finalizzati l’importo medio richiesto si è attestato a 6.966 euro, mentre per i prestiti personali è risultato pari a 12.620 euro.

Si allungano i piani di rimborso dei finanziamenti

A conferma dell’accentuazione della tendenza a prediligere soluzioni che impattino il meno possibile sul bilancio familiare, si evidenzia anche il progressivo allungamento dei piani di rimborso dei finanziamenti accesi, con oltre il 76% delle richieste di mutuo con durata superiore ai 15 anni.

Analogamente, per quanto riguarda i prestiti le richieste con piani di rimborso superiori ai 2 anni arrivano a spiegare il 66,4% del totale, con la classe superiore ai 5 anni che da sola ha un’incidenza superiore al 25%. Un altro dato è rappresentato dalla contrazione del numero di richieste presentate dalle fasce di popolazione più giovani, con il peso degli under 35 pari al 27,4% per i mutui, e al 22,9% per i prestiti.

Gli italiani chiedono la sospensione delle rate dei contratti

In questo scenario gli italiani trovano supporto negli interventi governativi e di categoria in materia di sostegno del credito e dei redditi, determinanti per mitigare nel breve termine gli effetti della pandemia sul deterioramento del credito. Nello specifico, le moratorie e la finanza agevolata hanno avuto un perimetro di applicazione piuttosto ampio, tanto che circa il 25% del totale degli impieghi bancari sono stati interessati da questi interventi.

Dall’analisi prodotta da CRIF emerge che tra i contratti che hanno beneficiato della sospensione del pagamento delle rate quasi la metà è rappresentata da mutui immobiliari (48,7% del totale), il 14,2% delle moratorie ottenute dalle famiglie riguarda mutui di liquidità, l’8,7% i prestiti finalizzati e il 5,7% i contratti di leasing e altri prodotti rateali.

La Spettrometria Ottica

Grazie alla spettrometria ottica è possibile identificare materiali e classificarli, sia che questi siano organici o no. Tale tecnica trova applicazione nei settori più svariati, che vanno da quello medico a quello industriale e scientifico.

L’analisi e l’identità dei materiali avviene solitamente all’interno di una particolare telecamera detta camera iperspettrale. Questo particolare tipo di strumento ha il grande vantaggio di riuscire ad abbinare le tecniche di analisi e di misura sfruttando la spettroscopia ottica.

Questo è dunque un componente molto importante dell’intero processo di analisi, in quanto consente di monitorare ogni processo produttivo al fine di garantire sempre una elevata qualità della produzione e dunque di fare in modo che tutti i prodotti offerti al cliente finale superino gli standard di qualità richiesti.

Il funzionamento di uno spettrometro

Tali strumenti hanno la capacità di riuscire a misurare le radiazioni provenienti dagli oggetti e in questa maniera riescono ad intuirne quella che è la composizione chimica. Ciò avviene grazie alla capacità degli spettrometri di riuscire a misurare e classificare il comportamento della luce su una piccola parte dello spettro elettromagnetico, in maniera da riuscire ad identificare i materiali che lo compongono. Questa caratteristica unica consente agli spettrometri di essere adoperati nei settori più impensabili che vanno ben oltre l’utilizzo medico-scientifico: parliamo infatti anche del settore militare, astronomico e automotive.

Miglioramento generale della qualità di produzione

Optoprim srl è un’azienda che offre tale tecnologia, e lo fa tramite un vasto catalogo che annovera strumenti di ogni tipo in grado di soddisfare le necessità di realtà provenienti da ogni tipo di settore. La consulenza offerta da Optoprim Srl consente di individuare esattamente il macchinario più adatto in base alle necessità specifiche, e rappresenta un valido aiuto anche per quel che riguarda l’integrazione della tecnologia prescelta all’interno del processo produttivo.

Grazie a tale tecnologia, è realistico affermare che la qualità di produzione di un impianto o di un settore di qualsiasi tipo è chiaramente destinata a migliorare.

Hamburger, gli italiani lo vogliono Usa in salsa Made in Italy

Comparso oltreoceano per la prima volta in un menù del 1836, l’iconico panino ha conquistato anche l’Italia, dove è diventato un cult con l’arrivo dei ristoranti McDonald’s negli anni Ottanta. E dall’inaugurazione dei primi fast food, il panino ha continuato a riscuotere sempre più successo, fino a entrare, nel nuovo millennio, anche nell’alta cucina. Ma quando si tratta di hamburger gli italiani hanno le idee chiare: grinta americana, ma in salsa Made in Italy, e soprattutto nessuna preoccupazione per le calorie. Questa la ricetta che emerge dall’Osservatorio social realizzato da Al.ta Cucina sulla propria community nel corso del progetto ideato per Uber Eats, in occasione della burger week (14-20 settembre) organizzata dal brand di delivery.

In Italia il burger preferito resta grasso e ipercalorico

Al.ta Cucina ha chiesto alla propria community quali ingredienti rendere protagonisti del panino ideale poi ordinabile su Uber Eats. E le risposte parlano chiaro. Nonostante la crescente richiesta di ingredienti healthy in Italia il burger preferito resta unto e grasso. A farla da padrona è infatti ancora la carne, quella classica e intramontabile del manzo, scelto dal 71% degli intervistati, che supera pollo (17%), salmone (7%) e lascia decisamente indietro l’alternativa vegana (5%).  Anche per il topping croccante gli italiani puntano sulla carne, e tra gli insaccati proposti scelgono il guanciale (44%), lo speck (42%) e le fettine di prosciutto crudo (14%).

Pane Usa, formaggio italiano: vince la crema cacio e pepe

Allo stesso modo, sulla scelta del pane le alternative particolari come carbone vegetale (13%), barbabietola (5%) e spinaci (7%) sono nettamente superate dalle preferenze per il classico pane da hamburger (75%), morbido e con la classica copertura di sesamo. Ma se gli ingredienti prediletti sembrano far vincere la ricetta originale Made in the Usa, diversa è la situazione quando si parla di formaggio, che deve essere rigorosamente Made in Italy. Ed è Roma, con la crema cacio e pepe, la tipica salsa del piatto capitolino, che conquista il palato di tutti con uno schiacciante 85% di voti, a discapito di cheddar (23%), emmental (9%) e fromage (5%).

Mai senza verdure

In ogni burger che si rispetti, però, non possono mancare le verdure. Anche qui gli italiani vanno in controtendenza, le verdure piacciono sì, ma solo se sono fritte. Ecco allora che la vittoria va alle zucchine fritte (44%), sconfiggendo funghi alla piastra (22%) e cipolla cruda (29%). Davvero per pochi, invece, i piccantissimi peperoncini Jalapenos (5%).

Italiani popolo di cyborg: con la human augmentation potenziano il proprio corpo

Migliorare il corpo umano sfruttando la tecnologia. È la cosiddetta human augmentation, il processo che consente di potenziare le nostre capacità fisiche e mentali anche in modo permanente. Ma se un tempo si trattava di un concetto appannaggio esclusivo della fantascienza, oggi è sempre più vicino alla realtà. Del resto la tecnologia sta diventando parte sempre più importante della nostra vita quotidiana. Una ricerca commissionata dalla società di sicurezza Kaspersky ha rilevato che il 92% delle persone intervistate se potesse cambierebbe un aspetto del proprio fisico, mentre quasi due terzi (63%) prenderebbe in considerazione la possibilità di potenziare il proprio corpo con la tecnologia per migliorarlo in modo permanente o temporaneo. Lo studio, condotto su 14.500 utenti in 16 paesi in Europa e Nord Africa, ha scoperto che gli italiani sono i più propensi a considerare la human augmentation (81%) e gli inglesi sono i meno convinti (33%), mentre alcuni intervistati hanno addirittura espresso il desiderio di collegare al proprio corpo lo smartphone.

Obiettivo, migliorare la salute fisica o la vista

Per la maggior parte degli intervistati la human augmentation è da considerarsi solo se utilizzata per il bene dell’umanità, mentre per il 53% solo nel caso in cui serva a migliorare la qualità della vita. In generale, in ogni Paese coinvolto dall’indagine, l’obiettivo della human augmentation deve essere soprattutto quello di migliorare la salute fisica in generale (40%) o la vista (33%).

Permangono tuttavia alcuni dubbi. Il 69% degli intervistati ha dichiarato di temere che questa possibilità venga limitata esclusivamente ai ricchi (69%), mentre quasi nove persone su dieci (88%) dichiarano di temere che il corpo potenziato possa diventare bersaglio dei cyber criminali.

Potenziare il corpo per renderlo più attraente ha sedotto più di un terzo delle donne

Più in particolare, secondo la ricerca gli adulti intervistati che vivono nell’Europa meridionale (Spagna, Portogallo, Grecia, Italia, Marocco), sono tra i più aperti alla human augmentation, mentre più della metà degli adulti in Francia (53%) e nel Regno Unito (52%) ritiene che potrebbe essere pericolosa per la società. Inoltre, potenziare il corpo per renderlo più attraente ha sedotto più di un terzo (36%) delle donne e solo un quarto (25%) degli uomini. Gli uomini (23%) si sono dimostrati più interessati a potenziare la loro forza, rispetto alle donne (18%).

La human augmentation potrebbe aggravare le disuguaglianze esistenti

Per il professor Julian Savulescu, l’aspetto più importante della human augmentation è sicuramente quello psicologico: migliorare le capacità cognitive e quelle morali.

“La più grande minaccia che dobbiamo affrontare è la disuguaglianza nelle capacità comportamentali dell’essere umano, compreso il comportamento morale – avverte Savulescu -. La human augmentation ha il potenziale di aggravare le disuguaglianze esistenti, quindi la sfida per i governi di tutto il mondo è definire il modo in cui sfruttare le potenzialità della human augmentation per fare del bene”.

Con il 5G nella sanità ricavi per 399,8 milioni di dollari nel 2026

Con l’arrivo delle nuove reti la Sanità diventerà più smart. Secondo gli analisti di Abi Research il 5G modernizzerà in modo fondamentale i sistemi sanitari di tutto il mondo, che come ha dimostrato la pandemia da coronavirus, hanno un urgente bisogno di diventare più digitali. Gli analisti di Abi Research evidenziano inoltre che entro il 2026, con 4,6 milioni di connessioni, il 5G porterà il settore sanitario mondiale a generare ricavi per 399,8 milioni di dollari.

“Fornendo banda larga mobile potenziata – spiega l’analista Leo Gergs – una bassa latenza ultra affidabile e un’imponente comunicazione automatizzata di dati tra dispositivi, il 5G sarà un elemento fondamentale per sistemi sanitari più intelligenti ed efficienti”.

In Cina le reti di nuova generazione hanno consentito di effettuare diagnosi a distanza

La pandemia di Covid-19 ha reso evidente l’importanza di modernizzare l’infrastruttura sanitaria e ha accelerato l’adozione di reti 5G negli ospedali, specialmente nei Paesi più colpiti dal virus, come la Cina.

“Attraverso i consulti a distanza il 5G ha contribuito in modo significativo al contenimento del numero di infetti”, sottolinea Gergs.

Secondo Abi Research in Cina, dove lo sviluppo delle reti di nuova generazione è già ben avviato, il 5G ha consentito di introdurre strutture per effettuare diagnosi e consulti a distanza negli ospedali, evitando che pazienti potenzialmente infetti dovessero uscire di casa per ricevere una diagnosi preliminare.

L’adozione di tecnologie come la realtà aumentata e la realtà virtuale

Ma in futuro il cambiamento sarà ancora più profondo. “Con una grande ampiezza di banda e la bassa latenza, sotto i 10 millisecondi, il 5G – proseguono i ricercatori – sarà terreno fertile per l’adozione di tecnologie come la realtà aumentata e la realtà virtuale nel settore sanitario”.

Inoltre, il 5G consentirà un’adozione massiccia dell’intelligenza artificiale, che trasformerà gli attuali processi manuali in flussi di lavoro automatizzati, e smart.

La telemedicina permette a medici e pazienti di scambiarsi dati a distanza

La telemedicina è forse la pratica che per prima vedremo influenzare direttamente la nostra vita di tutti i giorni, perché permette a medici e pazienti di comunicare e scambiarsi dati a distanza. La telemedicina è possibile grazie allo sviluppo di soluzioni hardware sempre più efficienti, precise e comode, nonché alla diffusione del 5G, che fornirà un ottimo servizio in ambito sanitario senza doversi muovere di casa. E in totale economicità, sia per il sistema sanitario stesso sia per il paziente, riferisce key4biz.