Il 50% dei giovanissimi è vittima di cyberbullismo

Durante la pandemia i bambini e gli adolescenti europei sono stati sempre più coinvolti in esperienze spiacevoli online. Uno studio europeo mette in evidenza come in Italia il 20% dei ragazzi abbia avuto la percezione di essere stato infastidito o turbato online in maniera maggiore da quando è iniziata la pandemia rispetto al periodo precedente. E il 50% dei bambini e adolescenti italiani ha affermato di essere stato vittima di bullismo in maniera più frequente.

Per questo, in occasione dell’Internet Safwer Day, ToothPic, startup torinese della cybersecurity, ha condiviso 6 consigli per accompagnare i più giovani verso una maggiore sicurezza online.

L’importanza di un’educazione ‘cyber’

Al primo posto dei consigli di ToothPic c’è l’importanza di un’educazione ‘cyber’, che informi i minori dotandoli delle competenze necessarie per un uso sicuro e responsabile del web. Questo è un presupposto fondamentale per poterli tutelare.

Un altro alert lanciato dalla startup italiana è quello di fare attenzione alle e-mail, uno dei mezzi preferiti da chi vuole impossessarsi di informazioni e dati riservati, riporta Adnkronos. Ma un altro suggerimento di ToothPic riguarda le applicazioni di Parental Control.

“Una misura efficace che garantisce un maggiore controllo e protezione da eventuali contatti con i malintenzionati è installare applicazioni di parental control sui dispositivi dei propri figli”, spiega il ceo & co-founder di ToothPic, Giulio Coluccia.

Rendere le reti domestiche più sicure

Inoltre, aggiunge Coluccia, “è doveroso spiegare ai ragazzi che è necessario creare password con combinazioni alfanumeriche complesse, non banali e difficili da indovinare”.

Utilizzare schemi di autenticazione multi-fattore risulta poi fondamentale per aumentare il livello di sicurezza dei propri account Internet.

Gli esperti di ToothPic puntano anche sulla necessità di rendere le reti domestiche più sicure.
Come? Dall’aggiornamento del firmware del router all’installazione di firewall fino all’utilizzo di una rete virtuale privata che si interpone tra i propri dispositivi e Internet, e che permetta di mascherare il proprio indirizzo IP e nascondere le proprie attività online.

Utilizzare Internet in maniera più sicura e consapevole

“Quello della sicurezza online per i più giovani è un tema sempre più attuale: i bambini, infatti, cominciano a collegarsi a Internet a un’età sempre più giovane, e a passare sempre più tempo navigando sul web, totalmente inconsapevoli dei rischi in cui incorrono – sottolinea il ceo -. È dovere di genitori e insegnanti fornire ai ragazzi gli strumenti necessari per utilizzare la rete in maniera più sicura e consapevole”.

Italiani e spesa online, nel carrello più frutta e verdura

Negli ultimi due anni gli italiani hanno scoperto nuove potenzialità offerte dal web e una delle più significative è senza dubbio l’opportunità di fare la spesa online. Dopo il primo boom della pandemia del 2020, concomitante con il lockdown più duro, e dopo un altro anno di tempo, come sono cambiate le abitudini di consumo dei nostri connazionali? A questa domanda risponde il terzo Report Annuale di Everli, che svela le tendenze che hanno caratterizzato la spesa online lungo tutto lo Stivale negli ultimi 12 mesi. In particolare, il rapporto evidenzia trend e curiose differenze tra le diverse regioni e province, indagando se e come siano cambiati i comportamenti di acquisto in Italia.

Shopping healty, verdura e frutta i prodotti più acquistati

Ma quali sono le categoria id prodotto maggiormente acquistate? In base al report relativo al 2021, la classifica delle 10 tipologie di prodotto più acquistate dai consumatori del Bel Paese è parecchio cambiata rispetto allo scorso anno, con una crescente tendenza a comprare prodotti salutari. Nello specifico, si conferma capolista di questo speciale ranking la categoria “verdura”, subito seguita da “frutta” (2° posto), spodestando la categoria merendine, che nel 2021 si ritrovano solo al settimo posto. Questa tendenza “healthy” si conferma anche guardando al resto della classifica, che vede quest’anno posizioni più alte occupate da categorie quali pasta di semola corta (3°), insalate pulite e lavate (6°), pane (9°) e agrumi (10°) e registra l’uscita dalla top 10 di categorie particolarmente apprezzate nel 2020, come formaggi e salumi, latte e burro, gelati e scatolame, così come le farine e i preparati per pane e pizza fatti in casa (che nel 2020, complice il lockdown, avevano raggiunto uno stellare +5.046% rispetto al 2019).

Come si organizza la spesa

Per quanto riguarda l’organizzazione della spesa, le abitudini degli italiani sono parzialmente cambiate rispetto all’anno precedente: infatti, se nel 2020 era il lunedì il giorno preferito per ordinare la spesa online, nel 2021 è il venerdì la giornata abitualmente deputata a questa attività. La domenica, invece, anche nel 2021 rimane il giorno in cui si registrano meno ordini sulla piattaforma. Sul fronte orari, il mattino si conferma il momento più gettonato per ordinare la spesa online, soprattutto tra le 10 e le 11. Infine, l’app per la spesa è di gran lunga preferita dagli abitanti del Bel Paese rispetto alla versione web (68% vs 31%), con una crescita di ben 7 punti percentuali rispetto al 2020.

Per lo shopping online di Natale 2021 speso oltre 1 trilione di dollari

Nel 2021 la corsa allo shopping natalizio è cominciata con largo anticipo, con il 30% delle vendite globali registrate già nelle prime tre settimane di novembre. E se nel 2021 la Cyber Week ha visto una crescita digitale debole, i picchi di inizio novembre e fine dicembre hanno aiutato i retailer a battere nuovi record di vendita. A livello globale infatti sono stati spesi 1,14 trilioni di dollari, di poco superiori ai 1,1 trilioni di dollari spesi nel 2020.
Si tratta di alcuni dati emersi dal 2021 Holiday Shopping Report, l’analisi degli acquisti nel periodo delle festività su oltre un miliardo di consumatori condotta da Salesforce, azienda globale nel CRM. 

La corsa agli acquisti è cominciata con largo anticipo

A causa dell’ansia di assicurarsi i regali desiderati, ed evitare problemi di ritardo di spedizione e prodotti esauriti, il 30% delle vendite globali è stato completato entro il 22 novembre. Gli acquisti effettuati nel corso della Cyber Week hanno rappresentato il 23% delle vendite globali, in lieve calo rispetto al 24% del 2020. Poiché i consumatori hanno perso le date limite per la spedizione online e sono aumentate le preoccupazioni per le nuove varianti di Covid-19, il 23% delle vendite digitali globali è stato effettuato tra il 18 e il 31 dicembre.
Nello stesso periodo di tempo, i negozi che hanno offerto opzioni di ritiro in negozio, o tramite punti di raccolta, hanno registrato il 62% di queste vendite globali.

Il social commerce influenza il comportamento dei consumatori

Dalla ricerca emerge che durante le festività natalizie del 2021 le spese si sono orientate maggiormente ai desideri piuttosto che ai bisogni essenziali.
Le borse di lusso hanno registrato infatti la crescita globale più alta su base annua, con un aumento del 45% delle vendite online, mentre l’arredo per la casa e le calzature hanno registrato una crescita rispettivamente del 34% e del 32%. Inoltre, il 4% delle vendite digitali globali su dispositivi mobili è stato effettuato tramite un’app di social media, e il 10% del traffico mobile ha avuto origine attraverso i social network. Man mano che i retailer iniziano a costruire spazi virtuali nel Metaverso anche i consumatori, quindi, si dimostrano pronti ad acquistare attraverso nuovi canali.

Il ruolo in continua evoluzione del negozio fisico

Un sondaggio condotto su 1.600 consumatori in tutto il mondo per la quarta edizione del Report Connected Shopper di Salesforce, ha rilevato che entro il 2023 il 25% degli acquisti avverrà al di fuori di store online, app proprietarie o negozi fisici dei brand. Ma durante le ultime festività i negozi fisici hanno svolto un ruolo fondamentale. Sebbene i consumatori abbiano continuato ad abbracciare il digitale per lo shopping natalizio, il 60% delle vendite digitali globali è stato influenzato dai punti vendita fisici, dalla proposta al soddisfacimento della domanda. Il nuovo ruolo in continua evoluzione del negozio, almeno durante lo shopping natalizio dell’ultimo anno, ha perciò contribuito a ridurre l’attrito tra i punti di contatto digitali e fisici.

E-commerce: le opportunità del Livestream shopping per i retailer italiani

Sono sempre più le realtà italiane che implementano nel proprio modello di business il Livestream Shopping, dalle dirette live sui social, come sul marketplace di Facebook, o sul sito e-commerce del negozio. In questo modo infatti l’utente può acquistare direttamente i prodotti mostrati dallo ‘streamer’ nel corso della diretta live. Nato in Cina come format di intrattenimento per i fan degli streamer, il Livestream Shopping nel 2021 è sbarcato anche in Italia, producendo un impatto dirompente sulle vendite online, e si conferma come un trend di successo per il commercio digitale anche nel 2022. Con il Livestream Shopping, infatti, il tasso di conversione può essere anche cinque volte superiore rispetto alla vendita digitale tradizionale, e la stima per il 2022 è del +669% sulle vendite dei siti e-commerce che hanno sposato questo modello.

Bilancio positivo per la prima sessione di vendita live di uno store milanese

A ‘mettere sul tavolo’ i numeri del successo di un’attività grazie al Livestream Shopping è la piattaforma B2B di Livestream Shopping Marlene, sviluppata da Flyer Tech. Più in particolare, Marlene ha fatto un bilancio della prima sessione di vendita in diretta online dello store Bath & Body Works di Milano in via Torino. Durante la sessione la store manager di Bath & Body Works e una collega in poco meno di un’ora sono riuscite a mostrare 11 prodotti dello store, rispondendo a tutte le domande poste via chat dai numerosi partecipanti.

Streamer e strategia sono alla base del successo

Oltre alla tecnologia della piattaforma (nel caso di Bath & Body Works la piattaforma B2B Marlene), alla base del Livestream Shopping è lo streamer il fattore determinante del successo di una live, insieme ovviamente all’impostazione di una giusta strategia. E durante la sessione di vendita organizzata per Bath & Body Works sulla diretta ospitata dal brand in soli 55 minuti sono ‘atterrati’ centinaia di utenti in contemporanea, e il Conversion rate durante e nelle ore successive alla live è più che raddoppiato.

Creare e coltivare una community

“Una strategia vincente prende in considerazione vari elementi, dalla creazione di un calendario ben studiato alla scelta dei prodotti da mostrare e delle promozioni da riservare durante le dirette – spiega Marianna Chillau, ceo e co-founder di Marlene e Transactionale, nonché presidente e fondatrice di 4eCom, Associazione di soluzioni digitali nel mondo dell’e-commerce -. Nell’impostazione della strategia non può mancare l’instaurazione delle giuste partnership con gli influencer e gli streamer più in grado di creare e coltivare una community”. 

Luce a gas, fino a 515 euro di risparmio per chi ha scelto il mercato libero

Chi ha scelto il mercato libero per la propria fornitura di luce e gas nel corso del 2021 probabilmente ha fatto un buon affare. A dirlo è l’analisi condotta da Facile.it, che evidenzia come – anche a fronte del rinvio al 2024 della fine del mercato tutelato – chi ha preferito il mercato libero ha visto bollette più vantaggiose del 29% rispetto a chi non lo ha fatto.

“Un anno negativo sotto il profilo dei consumi energetici”

“Il 2021 è stato un anno estremamente negativo dal puto di vista dei costi energetici” ha detto Silvia Rossi, Bu Director Gas & Power di Facile.it “e sappiamo già che nella prima parte del 2022 le tariffe saranno alte, forse addirittura superiori a quelle attuali. Valutare di passare al mercato libero potrebbe essere una strategia per ridurre almeno in parte il peso della bolletta, soprattutto se si sceglie una tariffa bloccata mettendosi così al riparo da ulteriori aumenti. Per evitare brutte sorprese, però, è fondamentale scegliere con attenzione il fornitore e optare, fra le società che operano nel mercato libero, quelle che offrono un prezzo più conveniente rispetto al tutelato”.

Libero o bloccato, bollette a confronto

La vera differenza la fa la capacità di scegliere il miglior fornitore – e la migliore offerta – in base alle proprie esigenze, esplorando quello che ha da offrire il mercato libero. Tanto che, rivela ancora l’indagine, guardando alle migliori offerte del mercato libero disponibili online a gennaio 2021, una famiglia che ha scelto a inizio anno una tariffa con prezzo bloccato per 12 mesi ha speso, tra luce e gas, 1.256 euro, vale a dire il 29% in meno rispetto ad una famiglia servita nel mercato tutelato (1.771 euro). Nello specifico, la bolletta dell’energia elettrica per la famiglia nel mercato libero è stata di 465 euro, vale a dire il 26% in meno rispetto a quella nel tutelato (631 euro). Per quanto riguarda la bolletta del gas nel mercato libero, invece, la spesa è stata di 791 euro, il 31% in meno rispetto a quella del regime di tutela (1.140 euro). Per una maggiore completezza di informazioni, la ricerca avverte che per le stime e il risparmio  sono stati calcolati prendendo in considerazione una famiglia con consumo di gas naturale pari a 1.400 smc residente a Milano e, per l’energia elettrica, consumo pari a 2.700 kWh con una potenza impegnata di 3 kW. 

Natale 2021, sui regali pesano bollette e inflazione

Quest’anno per i regali di Natale si spenderà di meno: complessivamente, 6,9 miliardi rispetto ai 7,4 miliardi dello scorso anno. In termini pro capite, 158 euro rispetto ai 164 del Natale 2020, l’8% in meno rispetto al 2019 e oltre il 36% in meno rispetto al 2009. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio a pesare sono il clima di fiducia in calo delle famiglie, la forte ripresa dell’inflazione e i rincari delle bollette.
“La crescita dei consumi a Natale rischia di essere frenata dai timori per la pandemia, dall’inflazione e dai costi dei consumi obbligati – afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli -. Per rilanciare la fiducia occorre accelerare il previsto taglio delle tasse, a cominciare da Irpef e oneri contributivi a carico delle imprese”.

A dicembre le famiglie spenderanno circa 110 miliardi di euro in beni e servizi 

Considerando anche i consumi di chi non beneficia degli emolumenti auspicati, cioè l’area del lavoro autonomo, complessivamente la spesa media per famiglia a dicembre, inclusi affitti, bollette e utenze, si attesta a 1.645 euro, lo 0,5% in più rispetto all’anno scorso, ma ancora molto al di sotto rispetto al 2019 (-7,5%). In totale per dicembre si stimano circa 110 miliardi di euro di spesa complessiva, 10 in meno rispetto al 2019. Per le sole spese commercializzabili di beni e servizi la stima è di 76 miliardi, calcola Confcommercio. Nel 2020, questa spesa, fortemente correlata al benessere economico delle famiglie, era scesa a circa 66 miliardi di euro correnti.

A novembre il clima di fiducia è in calo

Le stime effettuate per il 2021 non considerano improvvisi deterioramenti del quadro pandemico, ma al di là della situazione sanitaria qualche spunto di preoccupazione emerge dal versante economico. A novembre, il clima di fiducia delle famiglie, pur attestandosi a livelli storicamente elevati, ha ripiegato per il secondo mese consecutivo. Questa situazione, se confermata nei prossimi mesi, rischia di avere ripercussioni nella parte iniziale del 2022 oltre che comprimere, seppure marginalmente, le spese di dicembre e per i regali di Natale.

La ripresa dell’inflazione colpisce i consumi obbligati

Il deterioramento è correlato in buona parte al riemergere dell’inflazione, riporta Adnkronos, che per la parte inattesa, cioè quella eccedente l’1,5%-2%, potrebbe comprimere il potere d’acquisto delle famiglie, riverberando principalmente in una contrazione degli acquisti di beni e servizi commercializzabili. Infatti, la ripresa dell’inflazione sta colpendo in prevalenza, e almeno per adesso, i beni e servizi a cui le famiglie non possono rinunciare, ovvero i cosiddetti consumi obbligati. Nell’arco di dodici mesi si è passati da un contesto di deflazione a una variazione dei prezzi al consumo superiore al 3% (3,8% a novembre 2021). Il nuovo scenario non ha intaccato orientamenti e propensioni delle famiglie fino a modificarne i comportamenti, ma il suo protrarsi non potrà non incidere sulle scelte di consumo.

La spesa degli italiani, dopo il Covid i fattori di scelta sono salute e sostenibilità

Il Covid non ha cambiato solo le nostre abitudini, a partire da quelle di acquisto, ma anche le ragione per cui acquistiamo un prodotto piuttosto che un altro quando facciamo la spesa. Se fino a poco tempo fa il fattore chiave per prediligere una marca rispetto ad un’altra poteva essere rappresentato dal prezzo, oggi non è più così. Dopo l’emergenza sanitaria, infatti, i nostri connazionali si sono scoperti attenti alla salute e alla sostenibilità quando si parla di scelte alimentari. “Nel giro di un anno, i consumatori italiani si sono maggiormente interessati sull’influenza che l’alimentazione può avere sulla salute. La spesa è sempre più guidata dai valori dei consumatori: ne sono la prova l’orientamento verso alimenti che siano salutari, provenienti dal territorio e preparati in casa, nel il tentativo di ridurre gli sprechi”, commenta Eugenio Puddu, Consumer Products Sector Leader di Deloitte Italia.

Obiettivo, consumare cibi sani e “buoni” 

Salute (86%) e sostenibilità (70%) costituiscono criteri di scelta sempre più strategici nell’alimentazione dei consumatori europei e italiani, un trend che si è rafforzato nel corso degli ultimi 12 mesi. I consumatori italiani si dicono più interessati all’influenza che l’alimentazione può avere sulla propria salute (69%) e hanno cambiato i propri comportamenti d’acquisto alla luce delle nuove priorità: più verdura (64%) e meno carne (51%), prediligendo prodotti locali (64%). A ciò si aggiunge anche l’aumento della preparazione dei pasti a casa (54%) e il risparmio di packaging, impiegato ad esempio nel delivery (47%).

Il prezzo resta però un elemento chiave nelle scelte di acquisto

Anche se è vero che gli italiani sono diventati più attenti e scrupolosi in fatto di sostenibilità e soprattutto di salute, tanto che questi sono diventati i driver determinanti nelle scelte di acquisto dei prodotti alimentari, è altrettanto vero che il prezzo continua a rappresentare una determinante nelle opzioni di acquisto. Sebbene il peso di ciascun fattore che veicola le decisioni in fatto di spesa sia importante, la salute rappresenta il principale driver quando i consumatori si trovano a dover scegliere tra i tre. Infatti, l’80% dei consumatori italiani la predilige al prezzo e il 91% alla sostenibilità. Nonostante il 61% dei consumatori dichiari che il prezzo li influenzi di più della sostenibilità, il 78% degli intervistati italiani afferma di essere disposto a pagare almeno il 5% in più per alimenti sostenibili, ma anche per generi alimentari locali (79%), biologici e fair trade (entrambi 76%).  

Dieci motivi per fare colazione tutti i giorni


“Mancare l’appuntamento con la prima colazione comporta inevitabilmente uno scadimento delle nostre performance nelle prime ore della giornata – spiega la dottoressa Martina Donegani, biologa nutrizionista -. I ragazzi che trascurano la colazione evidenziano una minore capacità di concentrazione a scuola e una peggiore resistenza durante l’attività fisica”. 
Da una ricerca realizzata nel 2019 nell’ambito dell’Osservatorio Doxa-UnionFood ‘Io comincio bene’ emerge che 2 ragazzi su 10 (18%) preferiscono non mangiare nulla appena svegli, esponendosi a gravi conseguenze per la salute e il benessere psicofisico, e 1 adolescente su 4 (25, 5%) non consuma un pasto adeguato al risveglio. Per questo motivo, la dottoressa Donegani ha messo a punto un decalogo di buone ragioni per non saltare il pasto più importante della giornata.

Una ricarica dopo il digiuno notturno

La prima colazione deve costituire un pasto vero e proprio, leggero e digeribile, per rifornire l’organismo, soprattutto in età adolescenziale, dopo il prolungato digiuno notturno. Dovrebbe apportare quindi circa il 20% del fabbisogno energetico giornaliero, provenienti da un mix di carboidrati, proteine e grassi, vitamine e sali minerali. Inoltre, senza un adeguato rifornimento di glucosio, il carburante primario del cervello, ne risentono anche le performance cognitive. Ma acquisire fin da giovani l’abitudine a una prima colazione bilanciata consente di avere in età adulta una maggior facilità nella gestione del peso corporeo, e una minore tendenza a ingrassare, prevenendo lo sviluppo di obesità e malattie metaboliche.

Migliora l’umore e protegge il cuore

Il buonumore dipende dalla presenza equilibrata nell’organismo di serotonina, noradrenalina e dopamina, e già dalla mattina il cibo fornisce all’organismo il materiale necessario per costruire questi tre neurotrasmettitori del benessere. Grazie al suo aiuto nel mantenere un peso corporeo sano, la prima colazione favorisce anche la salute cardiovascolare. E una colazione bilanciata a livello di nutrienti consente di evitare bruschi innalzamenti dei livelli di zucchero nel sangue. È buona regola poi fare colazione almeno 30 minuti prima di un’eventuale attività sportiva, privilegiando alimenti facilmente digeribili e garantendo il corretto stato di idratazione.

Migliora l’efficienza metabolica e aiuta a scandire i ritmi della giornata

Una volta svegli, non rifornire il corpo dei nutrienti e dell’energia consumata significa tenere l’organismo in una situazione di ‘risparmio energetico’, con una conseguente riduzione dell’efficienza metabolica. Iniziare la giornata con una buona colazione aiuta a rispettare la suddivisione in cinque pasti che garantisce il massimo del benessere al fisico e alla mente, mentre saltarla implica la necessità di fare uno spuntino a metà mattina troppo abbondante, che rovina l’appetito per il pranzo. Che a sua volta risulterà sbilanciato, portando poi a una merenda eccessiva, che comprometterà la cena, innescando un pericoloso circolo vizioso per l’equilibrio alimentare.

Multicanalità, nel 2021 46,1 milioni di consumatori sfruttano il digitale

Nel 2021 sono 46,1 milioni gli utenti che usano i servizi di e-commerce, o per i quali il digitale ha un ruolo nel proprio percorso di acquisto, pari all’88% della popolazione italiana con più di 14 anni. Crescono sia gli utenti più evoluti (+17,9%), coloro che utilizzano la rete ovunque, hanno maggiore familiarità con social media e pagamenti digitali, e sono i più attenti ai consigli degli influencer (+24,6%), sia i Digital Engaged, (+13,6%), ovvero gli utenti molto disinvolti nell’uso dei canali online, soprattutto da smartphone, ma più legati al negozio fisico. Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Multicanalità, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da NielsenIQ.

La percezione e il rapporto con i brand

I canali digitali sono sempre più presenti in tutte le fasi del percorso di acquisto del consumatore, dalla scoperta del brand alla fase di ‘conversione’. Nell’ultimo anno il 69% degli utenti Internet è venuto a conoscenza di nuovi brand online, e il 76% ha usato la rete per confrontare marche di prodotti o servizi che vorrebbe acquistare. Oltre a una presenza sui canali digitali costante e coerente con i valori della marca, per i brand diventa sempre più importante l’attenzione alle tematiche etiche e sociali per attrarre i consumatori: il 73% della popolazione sopra i 14 anni valuta positivamente i marchi che prendono posizione su questi temi e il 57% li premia nelle proprie scelte di acquisto.

Il percorso di acquisto multicanale nei settori merceologici

Il comportamento multicanale dei consumatori varia in base alla categoria merceologica. Il primo settore per utenti digitali è quello dei Viaggi, con il 71% dei consumatori che si informa prevalentemente in rete sui prodotti e il 43% che acquista esclusivamente online, seguito da Elettronica/Informatica (70% e 14%), Assicurazioni (46% e 23%), Abbigliamento (34% e 4%), Beauty (35% e 3%). Il settore Farmaci e Integratori è tra i meno interessati dalla ricerca di informazioni e acquisti in rete: solo il 29% dei consumatori si informa prevalentemente online sui prodotti e solo il 3% acquista esclusivamente online. Nel Largo Consumo, poi, se il 29% dei consumatori ricerca informazioni prevalentemente online sui prodotti soltanto il 2% compra esclusivamente in rete.

Le motivazioni che spingono a comprare sul web

La principale motivazione che spinge gli Internet User del settore Viaggi ad acquistare un viaggio in rete è l’ampia possibilità di confronto, poi la facoltà di comprare H24 e il prezzo competitivo. Per gli acquirenti online di Elettronica/Informatica la prima ragione d’acquisto è la possibilità di confrontare i prodotti, mentre per le Assicurazioni è il prezzo spesso più favorevole. Per l’Abbigliamento la motivazione principale è invece la possibilità di comprare H24, e per il Beauty la comodità della consegna a domicilio, la medesima degli utenti che scelgono di acquistare online beni di Largo Consumo.

Milano e provincia, ottimo andamento per il mercato immobiliare

Il Covid-19 non ha fermato la corsa di Milano, almeno per quanto riguarda il mercato immobiliare, che è più dinamico che mai. A scattare la fotografia di un comparto in ottima salute è l’analisi “Rilevazione dei prezzi degli Immobili sulla piazza di Milano e Provincia”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, in collaborazione con FIMAA Milano Lodi Monza Brianza, Assimpredil ANCE Milano Lodi Monza e Brianza, Fiaip Lombardia, Anama Milano, ISIVI Milano, Ordine dei Geometri della Provincia di Milano e altre associazioni di categoria e ordini professionali del settore. Dal rapporto si scopre che il prezzo medio di una casa nuova in città è di 5.798 euro al mq, con una variazione positiva di +1,54% in un anno. La media in centro è di 10.141 euro al mq rispetto a 10.228 euro al mq del 2020, segnando una leggera flessione -0,85%. Nella zona nord, i prezzi passano da 4.335 euro al mq a 4.464 €/mq, +2,976%. Nel quadrante est la variazione più significativa con quotazioni che crescono a +3,07%. Nella zona ovest si passa da 5.177 €/mq a 5.307 €/mq, +2,51%. In crescita anche la zona sud, da 4.104 €/mq a 4.229 €/mq, con un incremento dei prezzi pari a +3,04%.

Un territorio premiato dalla resilienza

Tra i meriti di questo exploit, c’è una caratteristica tutta lombarda. “La resilienza di Milano non si è fatta attendere – afferma Andrea Marietti, Vicepresidente Commissione Prezzi Immobili della Camera di commercio. Se nel 2020 il leggero calo delle transazioni era stato compensato da una contenuta crescita dei prezzi, constatiamo oggi che il desiderio dei milanesi di case moderne, efficienti e salubri ha fatto decollare il mercato con numeri importanti, sia per quantità che per valori. Si consolida la riqualificazione delle periferie e anche la crescita della provincia, che finalmente trae vantaggio dall’energia della città. Anche il mercato della locazione sta riassorbendo lo sfitto ed i canoni stanno ritornando vicini a quelli pre-pandemia. Va poi detto che la Commissione Prezzi della Camera di commercio ha allargato la sua base di rilevazione, con l’importante apporto dei dati forniti da Assimpredil-Ance sulle case di nuova costruzione.”

I quartieri più appetibili

Tra i quartieri che crescono di più, si collocano ai  primo posti i quartieri Pacini -Ponzio che segnano un incremento del 10,90% con quotazioni a 4.325 €/mq; bene anche Ripamonti e Vigentino con incrementi del 7,86% a quota 3.775 €/mq; Gallaratese e Trenno valgono 2.950 €/mq con aumento del 7,27%; oltre al 6% le crescite anche per Axum, San Carlo, Gioia, Baiamonti, Lagosta, stazione Garibaldi.