La complessità del panorama politico globale frena la crescita

Emerge dall’Osservatorio sull’attrattività dell’Italia presso gli investitori esteri (Rapporto di primavera 2024) realizzato dal Censis per Aibe, Associazione Italiana Banche Estere. Sono due i fattori chiave che potrebbero influenzare significativamente le dinamiche della comunità internazionale: la possibile rielezione di Trump alle presidenziali americane (61,4%) e l’eventuale vittoria della Russia nei confronti dell’Ucraina (52,6%).

Fattore di rilievo anche il protrarsi della guerra in Palestina (24,6%), che solleva interrogativi sulla possibile escalation e l’estensione del coinvolgimento regionale. Parallelamente, preoccupa il rischio di un conflitto per l’indipendenza di Taiwan. 

La UE dopo le elezioni

Le elezioni europee di giugno 2024 assumono un’importanza fondamentale, poiché delineeranno il percorso futuro dell’Unione e la sua capacità di prosperare, o meno, in un contesto tutt’altro che stabile dal punto di vista politico e da quello economico. Su questo piano, meno di un terzo degli intervistati (29,8%) è ottimista, il 42,1% è piuttosto pessimista e il 28,1% non si esprime.

La convinzione che le prossime elezioni possano segnare un momento epocale nella costruzione dell’Unione è alimentata dalla prospettiva di una vittoria degli schieramenti europeisti, che rafforzerebbe gli sforzi di riforma e promuova l’adozione di politiche comuni in settori cruciali come difesa, politica fiscale e gestione della doppia transizione.

Strategia politica di difesa comune ed Eurobond

Considerando il livello di incertezza nel continente e nelle regioni circostanti, il 43,9% del panel sottolinea la necessità di un rafforzamento dell’attenzione verso il completamento della politica europea di Difesa Comune.

Tale iniziativa appare come cruciale per il progresso e l’unità dell’Unione, nonostante il Consiglio europeo si presenti ancora una volta diviso sulla possibilità di finanziare le nuove sfide, che si presentano con un nuovo debito emesso direttamente dall’Ue. La maggior parte degli esperti ritiene che l’emissione di Eurobond rappresenti una strategia preferenziale (53,6%).

Inflazione e ritardi del PNRR condizionano le prospettive dell’Italia

Tra gli eventi e i fenomeni che potrebbero condizionare prevalentemente la situazione economica e finanziaria dell’Italia nel 2024 le opinioni convergono su due fattori, il protrarsi dell’inflazione (57,9%) e i ritardi nell’attuazione del Pnrr (56,1%).

L’inflazione costante potrebbe erodere il potere d’acquisto delle famiglie frenando l’attività economica del Paese, mentre i ritardi nell’attuazione del Pnrr e delle riforme potrebbero compromettere gli investimenti e la competitività dell’Italia rallentando il processo di ripresa economica.

Minacce importanti sono anche i prezzi ancora elevati di materie prime ed energia (40,4%), e la recessione della Germania (36,8%). Ma preoccupa anche il ritorno del Patto di Stabilità e di Crescita e il rischio deflattivo per contenere il deficit e il debito pubblico (33,3%).

Dark web: oltre 7,5 miliardi di dati rubati, +45% nel 2023

I dati in circolazione nel dark web, o accessibili su piattaforme di messaggistica, nel 2023 sono stimati per oltre 7,5 miliardi a livello globale, il 44,8% in più rispetto al 2022. E sempre sul dark web, le segnalazioni di dati rilevati sono 1.801.921 (+15,9%).

Insomma, nel 2023 aumentano le credenziali di account compromessi combinati ad altri dati preziosi per gli hacker. L’indirizzo e-mail, ad esempio, è un dato prezioso, perché consente di accedere a diversi servizi. Infatti, risulta spesso in combinazione con la password, esponendo la vittima a ricevere messaggi fraudolenti più accurati e credibili, come quelli di finti pagamenti da autorizzare o account bloccati. Questi messaggi di phishing contengono link malevoli che inducono la vittima a cliccare e fornire ulteriori dati ai frodatori. È quanto emerge dall’Osservatorio Cyber di CRIF.

Il 51,7% degli utenti italiani ha ricevuto almeno un alert

Le attività di monitoraggio e contrasto degli hacker continuano ad avere una grande rilevanza anche nel nostro Paese, dove si registra un numero di consumatori allertati sul dark web in crescita del +13,9%.

Infatti, in Italia, dove il 51,7% degli utenti ha ricevuto almeno un alert nel 2023, si rileva, in particolare, un aumento delle segnalazioni inviate relativamente a furto di dati monitorati sul dark web.
In questo caso, gli utenti allertati sono il 77,5%, mentre il 22,5% è la quota degli utenti allertati per dati rilevati sul web pubblico.

Il CF è il dato più rubato sull’open web 

Sempre in Italia, i tipi di dati più frequentemente rilevati sull’open web, quindi pubblicamente accessibili da chiunque sulla rete, sono stati il codice fiscale (57,5% dei dati rilevati) e l’e-mail (30,1%), seguiti a distanza dal numero di telefono (8,2%).

Tra le caratteristiche degli utenti privati italiani che sono stati avvisati, le fasce di età maggiormente coinvolte sono quelle degli over 60 (26,5%) e dei 51-60enni (25,8%), seguite dagli 41-50enni (25,3%).
Le regioni in cui vengono allertate più persone sono invece Lazio (19,6%), Lombardia (13,6%) e Sicilia (8,4%).

La maggior parte degli account violati riguarda siti di intrattenimento

A livello globale, la classifica degli account e-mail più rilevati sul dark web vede nelle prime 3 posizioni Gmail, Yahoo e Hotmail.
La maggior parte degli account violati sono riferibili a siti di intrattenimento (56,6%), seguiti da e-commerce (16,4%) e social media (11,9%).

Il rischio di furto di tali dati può portare a conseguenze economiche dirette per le vittime. Al quarto e quinto posto si collocano il furto degli account di forum e siti web di servizi a pagamento (6,2%) e finanziari (4,8%), come quelli bancari.
Relativamente alle carte di credito, oltre al numero della carta, molto frequentemente sono presenti nel dark web anche cvv e data di scadenza (96,9% dei casi). E tra i continenti più soggetti a questo scambio illecito di dati, il Nord America è in cima alla classifica (54,5% del volume totale), seguito dall’Europa (23,8%). Tra i paesi più soggetti a scambio di dati di carte di credito, l’Italia è al 16° posto.

Salone Del Mobile 2024: e-commerce e tendenze per l’arredamento

Secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, il settore italiano dell’arredamento e del design guida l’evoluzione del mercato online, dove l’home living rappresenta il 20% del valore totale dell’e-commerce di prodotto nel nostro Paese, superando i 4 miliardi di euro. 

Fari puntati sul Salone del Mobile, quindi, che si appresta ad accogliere i visitatori dal 16 al 21 aprile a Milano. Un’occasione per fare il punto su un comparto che nei prossimi mesi prevede, secondo il Centro Studi FederlegnoArredo, una crescita complessiva del 4,5%, di cui l’8,5% in export e 1,7% nel mercato interno.

Marcrosistema arredamento: export +10%

Nel dettaglio del macrosistema arredamento, la stima indica un +6,4% totale, equivalente a un +10% di export e +2,9% di mercato italiano, mentre per il legno la previsione è più modesta, +1,5% totale, +4.9% export e +0,2% mercato interno. 
Altra situazione per il mercato e-commerce, che nel corso del 2023 ha mantenuto una traiettoria di crescita moderata ma significativa.
Questo è particolarmente evidente nel comparto dell’arredamento e dell’home living, dove sempre più italiani scelgono la comodità degli acquisti online.

“L’augurio è che queste stime possano essere confermate, consapevoli che ormai risulta davvero complesso, per non dire impossibile, fare previsioni a lungo termine, visto il panorama internazionale così instabile”, commenta il Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo.

I mobili si acquistano sullo smartphone

Sebbene la crescita nel 2023 sia stata leggermente inferiore alla media generale (+8%), con un aumento del 7%, ci si aspetta che la traiettoria positiva continui nel 2024, consolidandosi ulteriormente.
Mobili per interni ed esterni, oggettistica e decorazioni, accessori per la cucina, tessile e illuminazione rimangono le categorie più popolari, con lo smartphone che emerge come il canale preferito per gli acquisti di arredamento online.

L’offerta di servizi a valore aggiunto è un ulteriore elemento chiave. Consegne flessibili, montaggio, ritiro dell’usato e personalizzazioni stanno contribuendo alla crescita del commercio digitale di prodotti per il design d’interni.
A questo proposito, il potenziamento dei servizi logistici e l’adozione di soluzioni quanto più sostenibili stanno rendendo l’e-commerce ancora più attrattivo per i consumatori.

Con AI e RA il futuro per il design d’interni è promettente

L’utilizzo della realtà aumentata per la visualizzazione dei prodotti e l’Intelligenza artificiale per l’assistenza durante il processo di acquisto stanno rivoluzionando l’e-commerce nel settore dell’arredamento, offrendo esperienze di shopping più coinvolgenti e personalizzate.
Le aziende devono quindi investire nell’offerta online e nell’innovazione della customer experience, utilizzando tecnologie come la realtà aumentata e l’Intelligenza artificiale per massimizzare le opportunità offerte dall’e-commerce.

Con un focus continuo sulla sostenibilità e sui servizi a valore aggiunto, sono ancora molte le opportunità da cogliere per le Pmi e i top retailer disposti ad abbracciare il cambiamento e ad anticipare le esigenze dei consumatori.

Gioco online: l’innovazione tech arriva al casinò

Secondo uno studio di Farantube.com, realtà virtuale (VR), realtà aumentata (AR) e Intelligenza artificiale (AI), così come avviene in altri ambiti, sono fra le principali responsabili della rivoluzione anche nel settore del gaming e del gambling online.
Grazie a VR e AR gli spazi dei casinò virtuali diventano veri luoghi di socializzazione tra utenti, mentre gli algoritmi dell’AI permettono di analizzare il comportamento di gioco e le preferenze dei giocatori, in modo da far vivere esperienze sempre più personalizzate.

Ma il potenziale innovativo tech è impiegato anche in favore della sicurezza. Blockchain e criptovalute, introdotte come metodo di pagamento, offrono elevati livelli di sicurezza e trasparenza nelle transazioni. Tanto che nei cosiddetti casinò crypto vengono utilizzate esclusivamente le criptovalute, perché offrono un livello di anonimato più alto, con commissioni più basse e tempi di prelievo più rapidi.

L’IoT al servizio del design

Insomma, le innovazioni apportate dall’evoluzione della tecnologia permettono di offrire ai giocatori esperienze di gioco più immersive, realistiche e coinvolgenti da parte dell’industria dei casinò online.
Ma il settore del gambling è stato raggiunto anche dall’Internet delle cose (IoT), che permette di raccogliere informazioni sui comportamenti e sulle preferenze di gioco degli utenti per migliorare il design e l’esperienza di gioco in generale.

Una grande opportunità per creare un gioco sempre più personalizzato, anche se l’IoT non è troppo rigido riguardo la salvaguardia delle informazioni dei giocatori, la sicurezza dei dati e la protezione della privacy.

Il ruolo cruciale degli sviluppatori

Le tante applicazioni di casinò mobile e i siti web ottimizzati per device mobili danno la possibilità di giocare in maniera flessibile e accessibile da qualsiasi luogo e propongono una selezione di giochi diversificata, garantendo una navigazione fluida e metodi di pagamento sicuri.

I siti di gambling più all’avanguardia si sono poi muniti di una grafica avanzata e un design immersivo con l’integrazione di immagini HD, animazioni 3D ed effetti sonori autentici.
Gli sviluppatori di giochi ricoprono un ruolo fondamentale, devono tenersi costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie e sui metodi di progettazione più innovativi per creare giochi coinvolgenti e dal grande impatto visivo.

Si al tech no al gioco patologico

Insieme all’integrazione delle nuove tecnologie, che permettono ai giocatori di vivere un’esperienza di gioco più sicura, esiste la necessità e la responsabilità, da parte degli operatori del settore, di adottare tutte le misure necessarie a promuovere il gioco responsabile. Ovvero, garantire pratiche di gioco corrette e limitare il rischio del gioco patologico.

In ogni caso, ogni tecnologia innovativa stabilisce nuovi modelli di business e strategie operative più mirate. I casinò online, quindi, devono esplorare nuovi orizzonti, raggiungere nuovi mercati, offrire tipologie di giochi sempre diverse e interessanti e operare nel modo più efficiente e sicuro possibile.

World Happiness Day 2024: gli italiani sono felici?

L’esperienza del Covid ha spinto molte persone a rivedere la scala delle proprie priorità, e il ‘diritto alla felicità’ oggi è rivendicato anche nella sfera pubblica con molta più enfasi e legittimazione.
La giornata internazionale della felicità, celebrata in tutto il mondo ogni anno il 20 marzo, è stata istituita dall’ONU il 28 giugno 2012 e rappresenta un momento per riflettere sull’importanza della felicità nella nostra vita.

Secondo l’ONU la giornata internazionale della felicità ha lo scopo di riconoscere la rilevanza della felicità e del benessere come obiettivi universali e aspirazioni nella vita delle persone in tutto il mondo, sottolineando l’importanza che questi diventino obiettivo dell’azione politica dei governi e dei decisori pubblici.
Ma quanto sono felici gli italiani e le italiane? E quali sono le principali fonti di felicità?

Solo il 4% degli italiani è autenticamente felice

L’ultima rilevazione di Ipsos Public Affairs condotta proprio in occasione del World Happiness Day 2024 conferma che le persone in Italia sono complessivamente felici, ma allo stesso tempo anche molto preoccupate.
La preoccupazione è infatti l’emozione più provata dagli italiani in generale, seguita da stanchezza e speranza.

L’autentica felicità è piuttosto in basso nella classifica, solo per il 4%. Tuttavia, il 57% degli italiani valuta il proprio livello di felicità come almeno sufficiente e solo il 16% si considera gravemente infelice.

Una moderata serenità che non si distribuisce omogeneamente nella società

Una moderata serenità, quindi, che però non si distribuisce omogeneamente nella società. Gli uomini sono mediamente più felici, in particolare più speranzosi, ottimisti e sereni, mentre le donne tendono a essere più preoccupate, stanche e confuse.

A livello generazionale, sono più felici i giovani della Gen Z, che si dichiarano più determinati e spensierati della media degli italiani, e i Boomers, mediamente più speranzosi, mentre la Generazione X e soprattutto i Millennials sono decisamente meno felici. Rabbia e apatia caratterizzano i primi, stanchezza, frustrazione e malinconia i secondi.

La triade fondamentale: salute, relazioni famigliari, no preoccupazioni economiche

Le fonti di felicità per gli italiani dipendono principalmente dalla sfera relazionale, e oltre due terzi si dichiara soddisfatto. Salute (65%), qualità del tempo libero (62%) e sfera sentimentale (60%) sono altrettanto importanti. 

Per quanto riguarda la situazione economica i valori di soddisfazione diminuiscono: 54% soddisfatto per le condizioni economiche della propria famiglia, 48% per la situazione nella propria zona e 28% per la situazione economica nazionale.
Nelle aspirazioni degli italiani la triade fondamentale per la felicità è costituita da una buona salute (44%), lo stare bene con la propria famiglia (38%) e non avere preoccupazioni economiche (35%).
Ma una condizione di cattiva salute è considerata la principale minaccia alla felicità decisamente più della povertà economica.

Inflazione, quanto incide sui redditi reali degli italiani?

L’inflazione sta vanificando il recupero dei redditi delle famiglie italiane, riportandoli, in termini reali, al di sotto dei livelli pre-pandemia. In sintesi, l’inflazione ha causato una perdita complessiva di oltre 6 miliardi di euro rispetto al 2019. Nonostante un aumento nominale del reddito medio familiare da poco più di 38.300 euro a oltre 43.800 euro all’anno tra il 2019 e il 2023, l’incremento di circa 5.500 euro è stato nella realtà “annullato” dall’aumento dei prezzi.

Nel marzo 2023, a quattro anni dal lockdown, il reddito reale medio per famiglia è ancora inferiore di 254 euro (-0,7%) rispetto al 2019. Lo rivelano le elaborazioni su redditi e occupazione condotte da CER e Ufficio Economico Confesercenti, basate sui dati Istat.

Meglio i redditi medi da lavoro autonomo

La crescita del reddito medio da lavoro autonomo (professionisti, imprenditori, partite IVA) ha contribuito ad arginare il calo, superando i 43.600 euro nel 2023, quasi 1.600 euro in più rispetto al 2019. Anche il reddito da altre fonti, inclusi capitali, patrimoni e rendite finanziarie, è cresciuto di 1.178 euro rispetto a cinque anni prima. Tuttavia, il reddito medio da lavoro dipendente ha avuto solo un modesto aumento di 180 euro in termini reali nello stesso periodo.

I redditi da trasferimenti pubblici hanno subito un calo significativo (-1.819 euro), inclusi pensioni, indennità e altri sussidi, a causa dell’adeguamento parziale delle pensioni al caro-vita e dell’esaurimento progressivo del reddito di cittadinanza a partire dalla metà del 2023.

Le differenze a livello regionale

A livello regionale, il calo del reddito medio è differenziato, con alcune regioni del nord che registrano aumenti reali, mentre la maggior parte del paese rimane indietro. La Calabria si colloca agli ultimi posti, con un reddito medio reale di poco meno di 29.000 euro all’anno nel 2023. Nonostante le sfide economiche e la crisi globale, l’occupazione ha mostrato uno slancio positivo, con un aumento netto di quasi 394.000 occupati tra il 2019 e il 2023. Tuttavia, anche in questo caso esistono disparità regionali. La Puglia, ad esempio, è l’area che registra la maggiore crescita occupazionale.

I redditi reali sono indicatori affidabili

Confesercenti sottolinea l’importanza di valutare i livelli di reddito ‘reali’ come indicatore fondamentale per la salute e il benessere economico. Propone interventi fiscali mirati per sostenere i redditi e i consumi delle famiglie, sottolineando l’effetto positivo atteso dalla recente manovra di bilancio sulla spesa familiare. La riduzione permanente del cuneo contributivo e una rapida riforma fiscale sono considerate essenziali per il recupero del potere d’acquisto perso a causa dell’inflazione.

Italia, promossa in energie rinnovabili e raccolta differenziata

Continua il trend positivo del nostro Paese in ottica green. L’Italia si allinea infatti agli obiettivi europei di sviluppo sostenibile per la produzione di energia da fonti rinnovabili, con buoni risultati nella raccolta differenziata dei rifiuti e una diminuzione dello smaltimento in discarica.
Il quadro nazionale, come emerso dal quarto “Rapporto Ambiente” di Snpa, presenta un lento miglioramento della qualità dell’aria, successi nell’agricoltura biologica e un aumento dei controlli sugli impianti produttivi. 

Preoccupano emissioni di gas serra e consumo di suolo

Tuttavia, preoccupano le emissioni di gas serra, l’incidenza del turismo sui rifiuti urbani, la produzione di rifiuti speciali e il consumo di suolo, mentre rimane stabile la situazione dei piani di adattamento ai cambiamenti climatici, della gestione delle aree protette e del rumore.

Energie rinnovabili, superati gli obiettivi 

In termini positivi, l’utilizzo di energie rinnovabili è in crescita, superando l’obiettivo del 17% assegnato all’Italia nel 2020. Tuttavia, si registra un calo al 19% nel 2021. L’agricoltura biologica è in ascesa, coprendo il 18,7% della superficie agricola utilizzata nel 2022. La raccolta differenziata continua a crescere, raggiungendo il 65% a livello nazionale nel 2022, con la frazione organica come la più raccolta (38,3%).

Qualità dell’aria, valori da migliorare

Per quanto riguarda la qualità dell’aria, si osserva un trend decrescente del PM2,5 negli ultimi 10 anni grazie alla riduzione delle emissioni di particolato primario e dei precursori del secondario. Tuttavia, la maggior parte delle stazioni di monitoraggio supera il valore di riferimento annuale dell’OMS. Le emissioni di gas serra si riducono rispetto al 1990, ma la diminuzione non è sufficiente. Nel 2021, dopo la battuta d’arresto a causa del periodo pandemico, si è registrato un aumento dell’8,5% rispetto all’anno precedente. 

Negativo il trend sul consumo di suolo

Negativo il trend sul consumo di suolo: dal 2006 al 2022 è aumentato in Italia di oltre 120 mila ettari, riferisce Askanews. Nell’ultimo anno, il consumo di suolo netto registrato in Italia è stato in media, oltre 21 ettari al giorno pari a 2,4 m2 al secondo. Notizie poco rassicuranti anche per l’incidenza del turismo sui rifiuti urbani: dal 2006 al 2021, in Italia, la quota attribuibile al settore turistico mostra un andamento altalenante: in decremento fino al 2009, poi una crescita, seppur lieve, nel 2010 e nel 2011, per diminuire fino al 2013, e successivamente tornare ad aumentare.

Opportunità o minaccia? Gli italiani divisi sull’IA  

Qual è oggi l’opinione degli italiani sull’Intelligenza Artificiale? E’ questo un tema oggi particolarmente caldo, di cui si sente quotidianamente parlare su stampa, tv e social. Peer tale ragione è interessante scoprire quale siano le posizioni dei nostri connazionali: un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat ha rivelato che quasi 5 milioni di persone in Italia considerano l’AI come una minaccia.

I giovani sono i più ottimisti

Il dibattito sull’AI si sviluppa su due binari distinti: da una parte chi la percepisce come una minaccia e dall’altra chi la vede come un’opportunità. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo della popolazione, evidenzia che tra i più giovani prevale l’idea che l’AI possa essere un’opportunità. A livello nazionale, il 34,5% vede vantaggi nell’utilizzo dell’AI.

La percentuale di “fiduciosi” sale al 40,4% tra i 25-34enni e addirittura al 53,5% nella fascia di età 18-24 anni. Al contrario, al salire dell’età anagrafica aumentano anche i timori: il 18% degli intervistati oltre i 55 anni considera l’AI solo come minaccia, senza scorgerne le opportunità.

I rischi collegati all’Intelligenza Artificiale

Quali sono i rischi legati all’utilizzo dell’IA che più preoccupano gli italiani? Il 52,6% teme che l’AI possa essere sfruttata da malviventi per azioni fraudolente, mentre il 39,6% ha paura che questa tecnologia possa diventare incontrollabile dall’uomo. Il 39% si dichiara preoccupato dai contenuti falsi online generati dall’AI, mentre oltre 5,6 milioni di connazionali temono la perdita del lavoro. Quest’ultimo sentiment è espresso soprattutto dai giovani.

La diffusione dei crimini informatici

Oltre che dell’IA, gli italiani hanno timore dei rischi sempre più diffusi legati alla tecnologia in generale. Dall’analisi emerge che in Italia quasi 13 milioni di individui sono stati vittime di un crimine informatico almeno una volta nella vita. Dai più comuni, come accessi non autorizzati agli strumenti di pagamento personali (oltre 6,5 milioni), al furto di identità/immagine (circa 2,5 milioni) e alla diffusione non autorizzata di materiale digitale (quasi 2,3 milioni). Ma si registrano anche casi di furto di identità con sottoscrizione di contratti a nome di altri (2,2 milioni) e vittime di cyberstalking, cyberbullismo e revenge porn.

Polizze contro i pericoli della tecnologia 

Con l’evolversi degli attacchi informatici, il mondo assicurativo risponde con polizze ad hoc. Eppure il 61,4% degli italiani non è ancora a conoscenza di questa opportunità, e solo il 3% del campione ha sottoscritto un’assicurazione del genere. Tra chi non ha una copertura, il 37,7% è intenzionato a farlo, con una percentuale che raggiunge il 43% tra i 25-34enni. 

Prevenire i malfunzionamenti dell’aria condizionata: consigli pratici

Grazie all’aria condizionata è possibile rendere più sopportabili anche le giornate più calde e afose, e ciò la rende un elettrodomestico cui non siamo disposti a rinunciare.

Chiaramente, come tutti i dispositivi, anche un impianto di aria condizionata può essere soggetto a malfunzionamenti che ne compromettono l’efficienza e dunque la capacità di raffreddare gli ambienti.

In alcuni casi ci sono dei guasti che sono indipendenti dal tipo di utilizzo che facciamo del dispositivo, mentre in altri casi si tratta di guasti che derivano principalmente dal nostro non saperlo gestire correttamente.

Ecco allora di seguito alcuni consigli pratici per prevenire i guasti più comuni che interessano i sistemi di aria condizionata ed i suggerimenti per avere sempre un perfetto funzionamento tutto l’anno.

Manutenzione periodica

La manutenzione periodica è fondamentale per prevenire i malfunzionamenti dell’impianto di aria condizionata.

Sia che si tratti di un impianto con split o che si tratti di un impianto di climatizzazione canalizzata, è consigliabile programmare un controllo da parte di un tecnico qualificato almeno una volta all’anno, in primavera o all’inizio dell’estate.

Durante la manutenzione, il tecnico verificherà il livello del gas refrigerante e provvederà eventualmente a ripristinarlo se necessario, pulirà i filtri, ispezionerà i componenti elettrici, lubrifichifierà le parti meccaniche e più in generale verificherà il corretto funzionamento dell’impianto e la sua capacità di raffreddare gli ambienti.

Pulizia dei filtri

I filtri dell’aria condizionata trattengono polvere, sporcizia e polline. Se sono sporchi o intasati, l’aria condizionata non funziona correttamente ed in particolare c’è il rischio che l’aria “inquinata” circoli dentro casa, con conseguenze poco piacevoli soprattutto per chi è interessato da patologie quali ad esempio l’asma.

È quindi importante pulire i filtri regolarmente, almeno una volta ogni anno. Per far ciò è sufficiente aprire lo split, togliere i filtri dal loro alloggio e pulirli con dell’aria compressa o panno umido prima di alloggiarli nuovamente nella posizione corretta.

Corretta impostazione della temperatura

Impostare una temperatura troppo bassa può causare sia un inutile ed eccessivo consumo di energia che un vero e proprio malfunzionamento dell’impianto.

È consigliabile per questo mantenere la temperatura interna tra i 25 ed i 27 gradi e comunque mai esageratamente più bassa rispetto quella esterna.

Posizionamento del condizionatore

Il posizionamento stesso del condizionatore è importante per garantirne l’efficienza e la capacità di durare a lungo. È consigliabile per questo installare il condizionatore lontano da fonti di calore e ostacoli che possano ostacolare il flusso d’aria.

Una pratica disattenta quanto dannosa ad esempio, è quella di installare il condizionatore troppo vicino al soffitto: in questa maniera la macchina non sarebbe in grado di far circolare correttamente l’aria fresca dall’alto verso il basso, lavorando più del necessario ed in maniera non efficiente.

Utilizzo corretto del dispositivo e controllo dei consumi

Evitare di lasciare le porte e le finestre aperte quando l’aria condizionata è in funzione. Questo può infatti essere causa di un calo di efficienza e un aumento dei consumi.

Inoltre, proprio a causa delle finestre aperte, il condizionatore non riuscirebbe a climatizzare l’ambiente come dovrebbe ed il compressore non andrebbe mai a “staccare”, rischiando di guastarsi.

Inoltre, monitorare i consumi del sistema di climatizzazione è utile per identificare eventuali anomalie. Se si verifica ad esempio un aumento improvviso dei consumi, questo potrebbe essere un possibile segno di un malfunzionamento.

Conclusione

Avendo cura di mettere in pratica questi pratici consigli, è possibile prevenire i malfunzionamenti più comuni dell’impianto di aria condizionata e fare in modo che il sistema funzioni correttamente più a lungo.

Ad ogni modo, in caso di dubbi o problemi, è sempre consigliabile consultare un tecnico esperto e qualificato.

Dipendenza da social in Italia, è allarme per gli under 23

La dipendenza da social media rappresenta un crescente motivo di preoccupazione, in particolare tra i giovanissimi. E le comunità maggiormente vulnerabili si trovano in Sicilia, Campania e Umbria. Sono alcuni dei dati emersi da una ricerca condotta da Demoskopika.

La Bergen Social Media Addiction Scale è stata utilizzata per individuare comportamenti problematici legati all’uso eccessivo dei social media, rivelando che oltre 1,1 milioni di individui sotto i 35 anni sono a rischio elevato di dipendenza. Un numero che corrisponde al 10,1% della popolazione giovanile italiana.

I giovanissimi sono il target più “fragile”

La relazione tra età e rischio di dipendenza sembra inversamente proporzionale, con i giovanissimi (18-23 anni) che rappresentano il 38% del totale a rischio. Segue poi la fascia d’età di quelli tra i 24 e i 29 anni (34,5%) e degli under 35 “più adulti” (30-35 anni) che superano i 308 mila individui. Il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio, sottolinea l’importanza di un ascolto attivo verso i giovani per contrastare la dipendenza dai social media, evidenziando la necessità di una maggiore consapevolezza digitale.

Si passa più tempo on line che con gli amici

I risultati evidenziano che l’85,7% degli intervistati preferisce le attività on line, come l’uso quotidiano dei social media (85,7%) e del personal computer (79,8%), rispetto a occupazioni “non mediate” come incontrare gli amici (36,7%) o trascorrere il tempo libero con la famiglia (17,3%).

Instagram guida la classifica come il social network più utilizzato (83,1%), seguito da Facebook (72,5%), YouTube (50,7%), e TikTok (37,6%). La Bergen Social Media Addiction Scale rivela che il 10,3% dei giovani presenta un alto rischio di dipendenza dai social media, mentre il 15,6% mostra una moderata propensione al pericolo di dipendenza. La maggioranza (74,1%) rientra nell’area “meno rischiosa”.

Al Sud il rischio sembra essere maggiore

Nella suddivisione per regioni, la Sicilia si posiziona al primo posto con l’11,155% di giovani a elevato rischio di dipendenza, seguita da Campania e Umbria. Alcune regioni presentano oltre un 10% di rischio, come Lazio, Toscana, Abruzzo, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Marche, Puglia, Basilicata, Molise e Piemonte.

Serve rafforzare la cultura digitale

In conclusione, la ricerca evidenzia la necessità di una campagna di comunicazione per rafforzare la cultura digitale, sensibilizzare sulle criticità legate all’uso eccessivo dei social media e attivare misure di sostegno per contrastare il lato oscuro della dipendenza dalla rete.