Tecnologie, l’Italia accelera su quelle emergenti

Nel mondo dell’innovazione, dove ogni mese sembra valere un anno, l’Italia sta vivendo una fase interessante. Le aziende si stanno rimboccando le maniche per capire come restare al passo e, possibilmente, giocare d’anticipo.

Non è un compito semplice, ma il nuovo rapporto Innovation Telescope – Zoom Italy di Indra Group prova a mettere un po’ d’ordine e a raccontare cosa sta davvero muovendo il settore IT nazionale.

L’intelligenza artificiale non è più in “prova”

Se fino a poco tempo fa l’IA sembrava una novità per pochi appassionati, oggi è entrata a gamba tesa nella vita delle aziende. Il rapporto dice che il 65 per cento delle organizzazioni italiane usa già l’IA generativa in modo stabile, almeno in una funzione interna. Non parliamo di fantascienza, ma di strumenti che fanno risparmiare tempo, soldi e, in molti casi, aiutano a prendere decisioni più sensate.

Sanità, scuola, industria manifatturiera, finanza: sono i settori dove questa piccola rivoluzione si vede di più. Merito anche della capacità, ormai diffusa, di leggere i dati in modo più intelligente.

Il calcolo quantistico: da tema da convegno a realtà

Poi c’è la questione del calcolo quantistico, una frontiera che fino a ieri sembrava quasi un esercizio teorico. E invece no: anche in Italia ci si sta muovendo. Università, centri di ricerca e aziende hanno iniziato a collaborare per capire come usare queste tecnologie in campi delicati come la sicurezza, la logistica o la simulazione di processi complessi.

Lo Stato ha messo sul piatto 227,4 milioni di euro con la Strategia Nazionale per le Tecnologie Quantistiche, e non è poco. Nel mondo, questo mercato potrebbe valere quasi 100 miliardi entro il 2035. Insomma, conviene esserci.

Robot, cloud e sicurezza: tre fronti in continuo cambiamento

Un’altra trasformazione riguarda la robotica, che non è più confinata alle fabbriche. I robot di nuova generazione stanno entrando in ospedali, centrali energetiche, uffici pubblici: macchine duttili, che imparano in fretta e possono affiancare le persone senza stravolgere l’ambiente di lavoro.
Anche il cloud sta vivendo un momento particolare. Molte imprese stanno tornando a guardare al private cloud, spinte sia dai costi crescenti dei servizi pubblici sia dal tema della sovranità digitale, che inizia a pesare sempre di più.

Sul fronte della sicurezza, inutile girarci attorno: con il digitale che avanza, aumentano anche i rischi. Le aziende stanno correndo ai ripari con modelli Zero Trust e sistemi basati su IA per individuare le minacce prima che si trasformino in problemi veri. E con i deepfake che ormai compaiono ovunque, cresce anche la necessità di strumenti più solidi per capire cosa è autentico e cosa no.

Lavorare con l’IA: una futuro già presente

Secondo le previsioni, entro un paio d’anni metà dei lavoratori d’ufficio italiani avrà accanto, in una forma o nell’altra, un supporto basato sull’IA. Realtà aumentata, piattaforme collaborative e analisi avanzata dei dati stanno cambiando il modo in cui ci si organizza, ci si confronta e si prendono decisioni. Oggi quasi otto aziende su dieci usano già strumenti intelligenti.

Come ricorda Erminio Polito, CEO di Indra Group Italia, siamo davanti a una trasformazione che non riguarda solo la tecnologia in sé, ma la capacità delle organizzazioni di restare competitive e resilienti. E, in fondo, questo rapporto ci dice proprio questo: il futuro non va rincorso, va capito. E possibilmente anticipato.

Black Friday: gli italiani spenderanno 3 miliardi

Quest’anno, nei giorni del Black Friday, il 28 novembre, e del Cyber Monday, 1 dicembre, solo per gli elettrodomestici circa 13 milioni di italiani spenderanno in media 233 euro. Il che equivale a una previsione di spesa complessiva prossima a 3 miliardi di euro, poiché oltre a coloro che approfitteranno di queste giornate per acquistare uno o più elettrodomestici, circa 20 milioni decideranno in base agli sconti effettivamente disponibili.

Numeri di questo tipo fanno gola anche ai malintenzionati, ed è proprio in periodi caldi per lo shopping che si moltiplicano i tentativi di truffa. Infatti, secondo un’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research lo scorso anno 2,8 milioni di italiani sono stati truffati o hanno subito un tentativo di frode mentre erano alle prese con lo shopping online.

Il budget a disposizione

In ogni caso, per i giorni del Black Friday 2025 il 51% del campione intervistato ha messo a budget fino a 1.000 euro e circa 80mila italiani fino a 10.000 euro.
Ma, sempre secondo l’indagine, addirittura 400mila italiani dichiarano di non sapere cosa siano Black Friday e Cyber Monday.

Per quanto riguarda coloro che invece compreranno nuovi elettrodomestici, oltre alla possibilità di risparmiare, quali sono le ragioni per cui approfitteranno delle giornate di sconti per acquistarli? In più di un caso su due (65%) perché si disferanno di un oggetto ‘troppo vecchio’ o eccessivamente energivoro (21%), mentre quasi 1,9 milioni di italiani vogliono sfruttare gli sconti per ampliare l’attrezzatura domestica, e 2,6 milioni intendono sostituire l’elettrodomestico semplicemente perché è rotto.

La top ten degli elettrodomestici più desiderati

Tra gli elettrodomestici che gli italiani vogliono comprare durante il Black Friday e il Cyber Monday al decimo posto si trova il forno, indicato dal 7,6% degli intervistati, preceduto da lavatrice (7,7%) e frigorifero (7,8%).

Al settimo posto, il forno a microonde’8,9%), mentre un gradino più in alto si trova il robot da cucina (10,4%). Quinto e quarto posto sono occupati, rispettivamente, dall’aspirapolvere (13,3%) e dal robot-aspirapolvere (13,5%), mentre sul podio, al terzo posto, la macchinetta del caffè (15,7%) e al secondo il televisore (15,8%). Vince il titolo di oggetto più desiderato per questo Black Friday la friggitrice ad aria; indicata dal 16,8%, circa 6 milioni di individui.

Verificare sempre lo sconto

Poiché alcune aziende gonfiano i prezzi pochi giorni prima che partano gli sconti, così da far sembrare il risparmio ancora più importante, prima di comprare è sempre bene verificare che il prezzo sia effettivamente scontato. Esistono diversi strumenti online che possono aiutare a monitorare i prezzi nel tempo.

E nessuna fretta. Quando si acquista online, è meglio prendersi sempre tutto il tempo necessario per fare le opportune verifiche, onde evitare gli acquisti “di pancia”. Spesso i malfattori cercano di prendere in contropiede i consumatori con super offerte in (finta) scadenza. Fare quindi attenzione: in quella fretta potrebbe nascondersi una truffa.

Lavoro: a novembre previste 443mila assunzioni


Il mercato del lavoro italiano si prepara ad affrontare l’ultima parte dell’anno con numeri importanti ma non privi di ombre.
Secondo il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro, le imprese prevedono quasi 443mila assunzioni nel mese di novembre e oltre 1,3 milioni entro gennaio 2026.

Una mole notevole, che però mostra una lieve frenata rispetto allo scorso anno: circa dodicimila posizioni in meno nel confronto mensile e ventiquattromila in meno su base trimestrale.

Domanda sì, candidati no

A pesare non è tanto la flessione della domanda, quanto l’ormai cronica difficoltà nel trovare i profili giusti. Quasi la metà delle posizioni ricercate – il 45,7% – rischia infatti di rimanere vacante. Le imprese parlano soprattutto di carenza di candidati, una sorta di “deserto” che rende complicato reperire le figure necessarie, e solo in parte di competenze insufficienti.

Agricoltura, industria e servizi: chi cerca di più

Nel settore primario, a novembre sono attesi circa 27mila ingressi che diventano 77mila guardando al trimestre. Le coltivazioni ad albero e quelle di campo guidano la richiesta, mentre crescono i servizi collegati all’agricoltura, segnale di una filiera che prova a innovarsi.

L’industria, nel complesso, mette sul piatto 118mila opportunità nel mese e oltre 350mila fino a gennaio. La meccatronica resta il motore principale, seguita dalla metallurgia e dal comparto alimentare. Bene anche le costruzioni, che continuano a manifestare una fame di manodopera non ancora sazia.
Nel terziario la domanda tocca livelli ancora più alti: 298mila contratti previsti a novembre e quasi 900mila nel trimestre. Turismo, commercio e servizi alla persona si confermano settori vivaci, nonostante i continui cambi di stagione economica.

Tipologie contrattuali e profili difficili da reperire

Il tempo determinato resta la formula più gettonata, seguito dai contratti stabili e dalla somministrazione.

Ma ciò che colpisce davvero è la lista delle figure difficili da reperire: dagli ingegneri agli analisti software, dai tecnici specializzati agli operatori estetici, fino ai meccanici e agli addetti delle lavorazioni tessili. In alcuni casi, come nei meccanici artigiani o nei conduttori di macchine agricole, le percentuali di irreperibilità superano il 70%.

Territori a confronto

Il Nord-Est rimane l’area dove il mismatch si fa più sentire: oltre la metà delle posizioni risulta complessa da coprire.

Seguono Nord-Ovest, Centro e Sud, con gradi di difficoltà via via inferiori ma comunque significativi.

Password rubate: 183 milioni a livello globale per 3,5 terabyte di dati

Lo riporta Forbes: ammontano a 183 milioni le password rubate dai criminali informatici a livello globale. L’incidente è avvenuto nel mese di aprile dell’anno in corso, ma è stato rivelato solo di recente dall’azienda di sicurezza informatica Synthiest. Si tratta di una quantità pari a 3,5 terabyte di dati, ovvero, 23 miliardi di righe di testo raccolte dagli hacker. L’elenco include gli indirizzi e-mail e le relative password utilizzati da decine di milioni di utenti per accedere a vari siti web, tra cui i servizi di posta elettronica di Gmail, Outlook e Yahoo Mail.

Gli utenti di Gmail, Outlook e altri servizi online farebbero bene a controllare i propri account dopo questa rivelazione. Ma come verificare se si è una delle vittime del furto?

Un database dove cercare se il proprio indirizzo è stato compromesso

In un post sul proprio blog Synthiest ha dichiarato di aver scoperto le password rubate nell’ultimo anno su alcuni forum ‘chiusi’ utilizzati dagli hacker. La società in seguito ha trasmesso i dati a Have I Been Pwned (HIBP), che gestisce un database di password rubate.

Poiché è probabile che molti utenti non siano a conoscenza del fatto che i loro account sono stati compromessi, per verificare se gli account sono stati rubati è possibile visitare il sito HIBP e inserire il proprio indirizzo di posta elettronica nell’elenco di ricerca.

Molte credenziali già divulgate sul canale Telegram ALIEN TXTBA

Il sito web Have I Been Pwned verificherà se l’indirizzo è presente o meno negli elenchi pubblicati dagli hacker. 

In ogni caso, a quanto sembra pare che molte di queste password fossero state precedentemente compromesse e ora stiano riemergendo, ha affermato Troy Hunt, proprietario di HIBP.
Hunt ha esaminato un campione di 94.000 indirizzi e-mail e ha scoperto che il 92% era già stato divulgato a partire dal mese di febbraio a un canale Telegram chiamato ALIEN TXTBA.

I consigli per rendere più difficile il furto

Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, raccomanda a chi scopre di essere stato hackerato di cambiare immediatamente le password. Se non lo si ha già fatto, è necessario attivare la verifica in due passaggi, che invia un codice al proprio telefono per consentire di accedere al proprio account.

È inoltre consigliabile non utilizzare la stessa password per servizi diversi, poiché violarne una permette ai malintenzionati di accedere automaticamente anche agli altri.
Gli esperti raccomandano poi di utilizzare password composte da almeno 16 caratteri, che dovrebbero includere lettere minuscole e maiuscole, simboli e numeri.

Quando l’IA impara dai social: uno studio lancia l’allarme

Le intelligenze artificiali oggi leggono e producono una quantità enorme di contenuti, molti dei quali passano dai social network. Ma cosa succede quando questi sistemi si nutrono di post virali e testi superficiali?

Una nuova ricerca condotta dall’Università del Texas ad Austin, insieme alla Texas A&M e alla Purdue University, avverte che i modelli linguistici possono subire una sorta di “declino cognitivo”, paragonabile a quello umano quando viene bombardato da contenuti di bassa qualità.

Cosa hanno scoperto i ricercatori

Lo studio ha analizzato due modelli open source molto utilizzati: Llama di Meta e Qwen di Alibaba. Gli studiosi li hanno esposti a una grande quantità di contenuti tipici dei social media: frasi sensazionalistiche, slogan accattivanti, “wow”, “non crederai a ciò che stai per vedere”. In poche parole, ciò che attira i clic, ma non arricchisce davvero.

Qual è stato il risultato? Da brividi, per certi versi: si è visto che anche per le AI diminuivano le capacità di ragionamento, la memoria peggiorava e i modelli hanno iniziato a rispondere in modo meno equilibrato e meno rispettoso delle regole etiche. Secondo altri indicatori, le risposte sono diventate più impulsive e più vicine a quelle che i ricercatori definiscono “tendenze psicopatiche”.

Un danno che non si cancella facilmente

L’aspetto più problematico è che, anche dopo un nuovo addestramento con dati di qualità, i modelli non hanno recuperato completamente le abilità iniziali. Una volta che “l’inquinamento informativo” entra nelle reti neurali, lasciando quella che gli scienziati chiamano una sorta di “brain tot”, ovvero il rimbambimento digitale”, non è poi così facile tornare indietro. 

Questo ricorda un fenomeno che riguarda anche gli esseri umani: l’effetto negativo che contenuti banali e manipolatori possono avere sulla nostra concentrazione e sul nostro pensiero critico. Non a caso, espressioni come “brain rot” hanno iniziato a circolare sempre più spesso online, fino a diventare parola dell’anno secondo Oxford Dictionary nel 2024.

Il rischio del circolo vizioso

Se l’IA crea contenuti pensati solo per ottenere interazioni, e questi contenuti tornano nuovamente nei dataset di addestramento, si genera una spirale difficile da fermare.
La qualità si abbassa progressivamente e, con essa, le capacità dei modelli.

Un monito per il futuro

“Non tutte le informazioni sono create per informare”, ha spiegato uno dei ricercatori, Junyuan Hong. Oggi l’obiettivo di molti contenuti è catturare l’attenzione più che trasmettere verità o conoscenza. Se l’intelligenza artificiale impara da materiali poveri, imparerà a sua volta ad essere povera.

Lo studio invita quindi a prestare molta più attenzione alla selezione dei dati e a evitare che le piattaforme social diventino la principale fonte di apprendimento tecnologico.

Riscaldamento al via: quanto ci costerà quest’inverno?

Inverno, ci fai un po’ paura. Non solo per l’arrivo dei primi freddi, ma anche perchè con l’accensione dei termosifoni si rischia di pagare bollette salate. Da metà ottobre in molte zone d’Italia si sono accesi i caloriferi. Ma quest’anno riscaldare casa sarà un po’ più caro.

Secondo l’ultima analisi di Facile.it, la spesa media per il gas nel 2025 sarà di circa 1.024 euro a famiglia, considerando le attuali tariffe del mercato libero.
Una cifra non indifferente, che spinge molti italiani a chiedersi come ridurre i consumi senza rinunciare al comfort. Gli esperti di Facile.it hanno raccolto alcuni consigli pratici per contenere la bolletta: semplici accorgimenti che, messi insieme, possono far risparmiare anche diverse centinaia di euro.

 Non serve esagerare con la temperatura

Spesso bastano piccoli gesti per fare la differenza. Tenere il riscaldamento un solo grado più basso permette di risparmiare fino a 100 euro l’anno. Anche ridurre di un’ora al giorno il tempo di accensione può tagliare altri 30-40 euro.

Chi dispone di valvole termostatiche, poi, può regolare il calore stanza per stanza e scaldare solo dove serve davvero.

Caldaia in forma e buone abitudini

Una caldaia ben tenuta consuma meno e dura di più. Il controllo dei fumi è obbligatorio, ma è buona norma fare una revisione completa almeno una volta l’anno, così da evitare guasti e sprechi.

Anche alcune attenzioni quotidiane possono aiutare: non coprire i termosifoni con tende o mobili, evitare di aprire troppo le finestre quando l’impianto è acceso e chiudere tapparelle e persiane la sera per trattenere il calore.

Investire oggi per risparmiare domani

Chi ha la possibilità di fare lavori in casa può puntare sull’efficienza energetica. Cappotto termico, isolamento del tetto o nuovi infissi sono interventi che possono ridurre i consumi fino al 20%.

Si tratta di spese importanti, ma nel 2025 è ancora disponibile il Bonus ristrutturazione, che permette di recuperare parte dei costi sostenuti.

Quando la tecnologia aiuta il portafoglio

Il termostato intelligente è ormai un alleato prezioso: regola automaticamente la temperatura in base alle condizioni meteo e si controlla anche da smartphone. In questo modo il riscaldamento si accende solo quando serve davvero.

Esistono anche centraline evolute che gestiscono l’intero impianto, evitando sprechi e mantenendo costante la temperatura.

Scegliere bene il fornitore di gas

Non tutti i contratti sono uguali. Le differenze tra le offerte del mercato libero possono arrivare fino al 34%, con scostamenti anche di 300 euro l’anno.
Vale quindi la pena confrontare le tariffe e, se necessario, cambiare fornitore. Il passaggio è gratuito, non comporta interruzioni e può portare un risparmio immediato in vista dell’inverno.

Autunno, “ci sta”: come trasformare i doveri in (quasi) piaceri

L’autunno è quella stagione che divide: c’è chi la ama per i suoi colori caldi e chi la sopporta solo pensando già al Natale. Ma una cosa è certa: con le giornate che si accorciano e il solito tran tran che torna a bussare alla porta, tutti ci ritroviamo a fare i conti con nuove abitudini e vecchi buoni propositi.

E, a sorpresa, molte di queste sfide non solo “ci stanno”, ma diventano addirittura momenti da vivere con piacere. A dirlo è un sondaggio realizzato da Sanbittèr con metodologia SWOA, che ha messo in fila le cinque abitudini più gettonate dagli italiani in questo periodo.

Serate sul divano, il relax da rivalutare

Dopo i mesi estivi passati fuori casa, il 65% degli italiani riscopre quanto sia bello starsene sul divano. Un libro, una serie, una tisana calda e il gioco è fatto: la serata perfetta non sempre prevede grandi uscite, anzi.
La casa diventa lo spazio ideale per ricaricarsi.

Palestra: che fatica, ma “ci sta”

Il 59% dei nostri connazionali torna ad allenarsi. All’inizio la palestra pesa, lo ammettiamo tutti, ma poi diventa quella valvola di sfogo che rimette in moto corpo e testa.
È un “dovere” che si trasforma in una coccola per sé stessi.

L’aperitivo che salva la giornata

Al terzo posto, con il 54% delle preferenze, si piazza l’aperitivo post lavoro. È il momento che alleggerisce anche le giornate più lunghe: due chiacchiere, uno spritz o un analcolico, e il rientro in ufficio sembra meno duro.
Una piccola oasi di leggerezza da dividere con amici o colleghi.

Fare ordine per fare spazio

Il 48% degli italiani approfitta dell’autunno per mettere mano ad armadi e progetti. Sistemare, riorganizzare e pianificare non è solo un obbligo, ma un modo per sentirsi più liberi e pronti a ripartire.
Insomma, buttare via vecchi oggetti diventa quasi terapeutico.

Check up: meglio farli ora

Il 43% degli italiani sceglie questo periodo per i controlli di routine. Certo, non è l’attività più entusiasmante del mondo, ma sapere di prendersi cura della propria salute dà quella sensazione di tranquillità che… “ci sta”.

La filosofia del “ci sta”

Dallo studio emerge che per sei italiani su dieci il “ci sta” è un modo ironico e leggero per accettare cose che sembrano faticose, ma che poi fanno bene. È la chiave con cui affrontiamo le sfide autunnali trasformandole in piccoli piaceri condivisi.

Morale? L’autunno non è solo pioggia e ritorno alla scrivania: è la stagione in cui scoprire che, in fondo, certe routine non sono niente male, anzi, ci stanno proprio bene.

ChatGpt è in prevalenza “rosa”: nel 2025 boom di utenti donna

Cresce continuamente l’utilizzo di ChatGpt da parte degli utenti di tutto il mondo, soprattutto a livello personale più che professionale. Ma l’aspetto che oggi sorprende di più riguarda soprattutto il profilo degli utenti: per la prima volta, nel 2025, le donne hanno superato gli uomini.

Secondo uno studio congiunto tra OpenAI e il National Bureau of Economic Research, l’uso da parte delle donne del chatbot è passato in poco più di un anno dal 37% al 52%. Le quote rosa sono diventate quindi la maggioranza assoluta.

Più consigli per la vita quotidiana, meno per quella professionale

Il dato forse più interessante riguarda il motivo per cui si utilizza ChatGpt. Ben il 73% degli utenti, riferisce Ansa, dichiara di rivolgersi all’intelligenza artificiale per fini personali, mentre solo il 27% la impiega in un contesto professionale. Questo significa che, sempre più spesso, l’IA diventa un compagno di studio, un consulente per le attività quotidiane o una fonte di ispirazione creativa.

Le interazioni più frequenti, spiegano i ricercatori, rientrano nella categoria della “guida pratica”: suggerimenti, idee, consigli personalizzati. Seguono la ricerca di informazioni e l’assistenza nella scrittura. Questi tre ambiti, messi insieme, coprono circa tre quarti delle conversazioni analizzate.

Scrittura? Serve soprattutto come supporto 

In campo lavorativo, ChatGpt si conferma un alleato soprattutto nella revisione dei testi. Circa il 40% delle richieste professionali riguarda infatti la scrittura, ma non tanto la creazione di contenuti da zero quanto la correzione, la traduzione o il perfezionamento di testi già esistenti. Una tendenza che suggerisce come l’IA venga percepita meno come un “sostituto” e più come uno strumento per migliorare produttività ed efficienza.

Tre macro-modi di usare ChatGpt

Lo studio distingue le interazioni in tre grandi macro-aree: “chiedere”, “fare” ed “esprimere”. A luglio 2025, circa la metà delle conversazioni rientrava nella prima categoria, segno che gli utenti vedono nel chatbot soprattutto un consulente a cui domandare spiegazioni, chiarimenti o opinioni. Nell’ambito professionale, invece, prevale il “fare”, cioè l’esecuzione di compiti pratici e specifici.

Espansione record nei Paesi a reddito medio-basso

Oltre ai dati demografici di genere, la ricerca mette in luce un altro fenomeno: l’espansione di ChatGpt nei Paesi a reddito medio e basso. A metà 2025, la base di utenti aveva raggiunto il 10% della popolazione adulta mondiale, dimostrando che l’accesso agli strumenti di intelligenza artificiale non è più appannaggio esclusivo delle economie più avanzate.

Un cambiamento che apre nuove prospettive sull’uso quotidiano dell’IA: meno formalità lavorative e più supporto nella vita di tutti i giorni, con un pubblico sempre più ampio e diversificato.

Assunzioni: a settembre previsti 569mila nuovi contratti

Il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, delinea lo scenario relativo alle previsioni occupazionali per il mese di settembre e il trimestre settembre- novembre. Secondo le previsioni a settembre sono quasi 569mila le opportunità lavorative offerte dalle imprese, e salgono a oltre 1,5 milioni nel trimestre.

Le previsioni evidenziano una flessione di -15mila ingressi programmati (-2,6%) rispetto a settembre 2024, e -30mila (-1,9%) nel confronto con il trimestre settembre-novembre 2024. Rispetto allo scorso, risultano in leggera flessione anno la difficoltà di reperimento dei profili ricercati dalle imprese (45,6%).

Settore primario 44mila, Industria 147mila, Servizi 377mila lavoratori cercasi

Il settore primario programma circa 44mila contratti nel mese e poco meno di 114mila nel trimestre. A ricercare maggiormente manodopera sono le imprese del comparto coltivazioni ad albero (quasi 20mila, circa 47mila) e delle coltivazioni di campo (circa 12mila, 33mila). 

L’industria nel suo complesso programma 147mila entrate a settembre e 404mila nel trimestre. Le imprese del manifatturiero ne ricercano circa 91mila lavoratori nel mese e 251mila tra settembre-novembre, mentre le costruzioni 56mila a settembre e 154mila nel trimestre.
Sono invece 377mila i contratti previsti dal settore dei servizi nel mese in corso e circa 1 milione nel trimestre. A offrire le maggiori opportunità sono servizi alle persone (97mila, 210mila), turismo (96mila, 255mila) e commercio (65mila e 207mila).

Difficoltà di reperimento e dimensione aziendale

Sotto l’aspetto dimensionale, positive le aspettative delle imprese fino a 9 dipendenti (+5mila nel mese, +27mila nel trimestre), mentre risultano in flessione le previsioni nelle restanti fasce dimensionali, con una maggiore intensità nelle imprese tra 50 e 250 dipendenti (-8,6%, -7,7%).
Il tempo determinato si conferma la forma contrattuale maggiormente proposta con circa 341mila unità, il 60,0% del totale, seguiti dai contratti a tempo indeterminato (97mila, 17,0%) e da quelli di somministrazione (50mila, 8,8%). 

A settembre, le imprese dichiarano difficoltà di reperimento per 259mila assunzioni programmate (45,6%), confermando come causa prevalente la “mancanza di candidati” (29,2%), mentre la “preparazione inadeguata” si attesta al 12,9%. 

Ricorso a manodopera straniera nel 19,3% dei casi

A risentire maggiormente del mismatch sono le industrie metallurgiche e metallifere (67,0%), le imprese delle costruzioni (63,5%) e le industrie del tessile, abbigliamento e calzature (56,4%).
Le imprese sono quindi alla ricerca di lavoratori immigrati per coprire circa 75mila ingressi programmati, pari al 19,3% del totale contratti.

Tra i settori che ricorrono maggiormente alla manodopera straniera, agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca (37,0%), servizi operativi di supporto a imprese e persone (31,5%), servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio (26,1%), turismo (21,3%), industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo (20,6%).

Coupon in Italia: nei primi sei mesi del 2025 superati i 182 milioni di euro

Il mondo dei coupon in Italia non conosce rallentamenti. Nei primi sei mesi del 2025 sono stati distribuiti oltre 115 milioni di buoni sconto, un dato in crescita del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ancora più significativo il valore complessivo, che ha toccato quota 182 milioni di euro, con un balzo del 12% sul 2024. Anche il valore medio di ciascun buono è aumentato, arrivando a 1,58 euro (+5,3%).

Questi dati emergono dall’Osservatorio sul mercato del couponing di Savi, società specializzata nella gestione e nell’analisi delle campagne promozionali, che ha preso in esame un network di oltre 40.000 realtà tra grande distribuzione, farmacie, drugstore e negozi specializzati.

I coupon digitali rappresentano il 18% del transato

Un ruolo sempre più importante è giocato dai coupon digitali, oggi arrivati a rappresentare il 18% del transato in cassa, contro il 17% rilevato nello stesso periodo del 2024. La loro diffusione va di pari passo con lo sviluppo del retail media: i buoni dematerializzati non solo stimolano l’acquisto, ma consentono anche di misurare le performance e tracciare il percorso del consumatore.

Oggi sette aziende partner su dieci utilizzano i digital coupon come parte integrante delle proprie strategie, a conferma di un cambiamento ormai strutturale nelle logiche di promozione.

“Tengono” i canali tradizionali

Se il digitale avanza, i formati “classici” non stanno certo a guardare. I coupon “instant on pack”, quelli applicati direttamente sul prodotto, hanno raggiunto una redemption media del 78%, ben oltre il 72% registrato un anno fa. Una performance che dimostra quanto sia efficace unire il messaggio promozionale al prodotto stesso.

Sul fronte online, i buoni distribuiti tramite siti web, email, newsletter e social media, spesso legati alle carte fedeltà, mostrano una redemption media del 23%, in lieve crescita rispetto al 22% del 2024.

Uno strumento anti-inflazione

“Il mercato dei coupon sta diventando sempre più digitale, integrato e misurabile”, spiega Angelo Tosoni, Managing Director di Savi Italia. Che ritiene che i buoni sconto rappresentino non solo un vantaggio per le aziende, che possono calibrare le proprie strategie in tempo reale, ma anche un supporto concreto per le famiglie italiane, in un contesto segnato dall’aumento dei prezzi.