Scopriamo il documento di valutazione dei rischi

Il documento di valutazione dei rischi, abbreviato spesso dagli addetti ai lavori in DVR, è il documento di riferimento per la sicurezza aziendale: esso propone nero su bianco un elenco dei principali rischi presenti nel contesto aziendale e, contestualmente, le misura precauzionali predisposte dall’azienda stessa al fine di evitarli. Il DVR è obbligatorio per tutte le aziende che abbiano dei lavoratori, dipendenti e non, al proprio interno, e va compilato dal datore di lavoro.

Le informazioni che il documento di valutazione dei rischi (il link conduce al nostro partner Area 81, che si occupa di consulenza in ambito sicurezza sul lavoro) deve assolutamente contenere possono essere sintetizzate in:

a) Elenco accurato dei rischi per l’incolumità e la salute del lavoratore, intesi come elementi presenti all’interno dell’azienda
b) Relative misure di prevenzione messe in atto dall’azienda al fine di limitare al massimo i rischi di cui sopra
c) Interventi programmati e misura ulteriori finalizzati a migliorare il livello della sicurezza aziendale nel corso del tempo

Adempimenti

Il principale adempimento per l’azienda è la conservazione del DVR firmato e datato: essa può avvenire sia in forma cartacea che elettronica. Le firme apposte, a dimostrazione della presa visione e successiva completa approvazione del documento, devono essere del datore di lavoro, dell’RSPP, del medico competente, se presente in azienda, e dell’RLS (rappresentante dei lavoratori per la sicurezza).

Ulteriore adempimento è l’aggiornamento del DVR a seguito di particolari eventi quali:

1. Modifiche importanti ed impattanti al processo di produzione, quali a titolo esemplificativo: introduzione di nuovi macchinari o variazioni del luogo di lavoro abituale per l’addetto
2. Infortuni sul luogo di lavoro, inclusi accadimenti che potevano generarne
3. Segnalazioni da parte di ASL o altri incaricati alle indagini sanitarie, che mettano in evidenza potenziali problemi di salute che possano derivare dello svolgimento delle mansioni da parte dei lavoratori (es. rischio tumore)

L’aggiornamento deve avvenire entro e non oltre i 30gg dal verificarsi dell’evento.

Lotta ai contenuti violenti: YouTube investe nel team di controllo

No ai contenuti violenti ed estremisti, no alle trappole tese dai pedofili e no ai filmati pubblicitari poco adatti agli investitori pubblicitari. Per trasformare tutti questi “no” in realtà, YouTube investe nel team di controllo, che entro il 2018 sarà composto da oltre 10mila persone. Numeri di tutto rispetto, ma appena sufficienti per affrontare il compito di filtrare i contenuti di una piattaforma sulla quale ad ogni minuto vengono caricate 400 ore di nuovi filmati.

L’importanza dei revisori umani

“I revisori umani rimangono essenziali sia per rimuovere i contenuti sia per addestrare i sistemi di Intelligenza artificiale”, ha detto Susan Wojcicki, Ceo di YouTube -. Il giudizio umano è fondamentale per prendere decisioni che tengano conto del contesto di ciascun contenuto”.

Per dare un’idea dell’attività, da giugno 2017 sono stati rivisti manualmente circa due milioni di video con contenuti violenti ed estremisti, contribuendo ad addestrare la tecnologia di machine learning in modo da rendere più precisa l’identificazione di contenuti simili in futuro. Oltre al controllo umano, infatti, i contenuti della piattaforma vengono filtrati grazie a sistemi di intelligenza artificiale che, come ha sottolineato Wojcicki “consentono di rimuovere circa il 70% dei video di estremismo violento entro otto ore dal caricamento”.

YouTube come Facebook      

Revisori umani e non solo algoritmi è, del resto, anche la strada imboccata qualche mese fa da Facebook, in seguito alla diffusione dell’ennesimo video shock. Grazie all’inserimento di 3.000 nuovi revisori, il team di controllo della piattaforma di Mark Zuckerberg conta oggi 7.500 persone. Ma, anche qui, si parla di grandissimi numeri, visto che gli utenti del social sono circa 2 miliardi.

Caccia ai pedofili

Aumentare la sicurezza dei bambini è tra i primi obiettivi della stretta sui controlli di YouTube. A questo proposito, la piattaforma ha annunciato di aver intensificato la collaborazione con le organizzazioni mondiali che si occupano di tutela dell’infanzia, “per segnalare comportamenti e account di predatori sessuali”. A far scattare l’allarme, recentemente, sono stati i contenuti non adatti all’infanzia ma mascherati come cartoni animati e fiabe.

Anche la pubblicità al sicuro

Anche la pubblicità ha bisogno di essere “al sicuro”, in modo che gli annunci compaiano solo dove previsto e non, per esempio, in video con contenuti violenti o di terrorismo. Un “inconveniente”, quest’ultimo, che negli ultimi mesi ha fatto perdere  all’azienda quasi 23 miliardi di dollari per spot di grandi aziende finiti dove non dovevano essere.

E-commerce di cialde per il caffè? Eccone alcuni

Il mercato delle cialde per il caffè è in rivoluzione: alle capsule e cialde originali, ovvero quelle prodotto e commercializzate dai vari sistemi (Lavazza, Nespresso o Dolce Gusto, solo per citare i più famosi… ma anche Bialetti, Illy o Caffitaly), si stano affiancando in modo sempre più importante quelle proposte dai vari siti e-commerce che, giorno dopo giorno, stanno letteralmente spuntando come funghi. Il vantaggio e la comodità di acquistare online un prodotto la cui fornitura non può mai mancare è innegabile, ed gli e-shop si danno battaglia a suon di promozioni, bundle e sconti imperdibili sopratutto sulle cialde e sulle capsule legate al loro brand.

Un esempio è Caffè Agostani, che sul suo sito www.tuttocialde.it propone praticamente ogni tipologia di cialda esistente ai prezzi unitari spesso migliori tra quelli che si possono trovare sul web: il sito è bruttino ed obsoleto, ma la procedura di acquisto decisamente snella ed efficace. Inoltre all’utente vengono suggeriti prodotti correlati che consentono di andare ad azzerare spesso le spese di spedizione. Nota negativa che ci è stata segnalata: un servizio cliente non proprio impeccabile. C’è poi www.caffecaffeshop.com, e-commerce decisamente più moderno e gradevole, che propone un contributo di spedizione davvero molto basso e prezzi aggressivi: molto interessante, inoltre, la scheda riassuntiva dei singoli prodotti per quanto riguarda aroma, intensità e tostatura, una piccola guida per l’utente magari spaesato da tante offerte. Non ci è piaciuta la scarsa disponibilitòà di alcuni prodotti e la totale mancanza di altri.

Infine www.cialdamia.it ci è sembrato decisamente il migliore dei tre: le offerte sono forse meno imperdibili sui bassi quantitativi, ma l’assortimento è davvero immenso in termini di compatibili Nespresso, Lavazza, Dolce Gusto e tutte le altre. Ciò che ci è piaciuto moltissimo è il servizio clienti, preciso e disponibile sia via chat che telefono: non a caso, il sito ha collezionato migliaia di recensioni positive e può mostrare il badge Trust Pilot con 5 stelle.

Sicuramente ciò che non manca è il risparmio, online è davvero possibile fare affari imperdibili azzerando spesso i costi di spedizione e riempiendo la propria dispensa di centinaia di capsule e cialde diverse senza scomodarsi da casa.

Milano, 13 mila assunzioni al mese nel turismo

Le opportunità sono tante e variegate: dall’e-boutique di moda dedicata ai mercati mediorientali e del Golfo all’organizzazione di vacanze intelligenti in Italia per le famiglie con figli, dall’app che attiva itinerari turistici quando ci si avvicina a un sito culturale alla community di giovani viaggiatori per scambiarsi informazioni e consigli sui locali più “in” nelle diverse città, dal tour operator specializzato in turismo esperienziale al network di palestre dedicato ai viaggiatori: il turismo incontra nuove idee imprenditoriali creative di giovani. Ecco alcune degli scenari emersi durante l’ultimo Tavolo Giovani, l’appuntamento internazionale promosso dalla Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi in collaborazione con Explora-inLombardia.

Spazio alle start-up

“Creatività e capacità di innovazione dei giovani che fanno impresa rivestono un ruolo importante per il tessuto economico del nostro territorio e vanno valorizzati. Per questo come Camera di commercio siamo impegnati con iniziative rivolte agli aspiranti e ai neo imprenditori che danno spazio alle idee più creative di start-up, a partire da un settore come quello del turismo che sta vivendo in questi anni una fase importante di sviluppo” ha dichiarato Alvise Biffi, consigliere della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi .

Turismo a Milano, un settore che “viaggia”

Il turismo a Milano rilancia l’occupazione giovanile. In media quasi 13 mila assunzioni al mese: complessivamente sono quasi 38 mila i lavori per gli under 29 ricercati dalle imprese tra settembre e novembre, secondo i dati della Camera di commercio. Sono 6 mila tra cuochi, camerieri e personale dei servizi turistici, 5.300 commessi tra dettaglio e ingrosso, 3.400 tecnici delle vendite e del marketing, quasi 2 mila addetti nella logistica e nei servizi di pulizia e alle persone, 1.700 operai metalmeccanici e personale amministrativo, 1.400 addetti all’accoglienza: sono i lavori più offerti per i giovani under 29 dalle imprese milanesi in questi mesi, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi  per le assunzioni relative al trimestre settembre-novembre 2017. Pesano il 38% sul totale delle assunzioni previste nel trimestre.

Un comparto che preferisce i giovani

Essere giovani è un canale preferenziale in particolare nei lavori legati al turismo (il 65,4% dei lavori del settore e il 16% delle richieste totali riguarda under 29), ai centri estetici (58,7%), ai negozi (58%). Ma le buone notizie per i ragazzi non si esauriscono qui: la giovane età è preferita in un caso su due nelle assunzioni di tecnici in campo informatico e ingegneristico (50,6%) ed assistenti alla clientela (49,5%).

ECommerce, in Italia vale 23,6 miliardi di euro

Vola altissimo l’eCommerce nel nostro Paese. Lo afferma lo scenario del mercato del commercio elettronico presentato dall’Osservatorio eCommerce B2c promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm. Andando più nel dettaglio, e valutando il peso del comparto, il valore degli acquisti online da parte dei consumatori italiani raggiunge nel 2017 i 23,6 miliardi di euro, con un incremento del 17% rispetto al 2016. Nel 2017, gli acquisti online di Prodotti (pari a 12,2 miliardi) crescono del 28% e superano per la prima volta quelli di Servizi (+7%, 11,4 miliardi). Il Turismo è il primo settore per giro d’affari (9,2 miliardi, +7%), poi vengono Informatica ed elettronica di Consumo (4 miliardi, +28%), e Abbigliamento (2,5 miliardi, +28%). Non manca anche qualche sorpresa: numeri in salita per due settori emergenti,  Arredamento e home living e Food&Grocery che insieme valgono quasi 1,8 miliardi di euro.

I fattori clou del 2017

“Nel 2017 l’eCommerce mondiale è stato caratterizzato da diversi fatti particolarmente significativi. Tra questi ricordiamo le alleanze stipulate da alcuni grandi merchant eCommerce e operatori di differente natura (per sviluppare congiuntamente tecnologie o per espandersi commercialmente), l’affermazione di alcuni trend tecnologici (in primis assistenza vocale e chatbot) e la consacrazione delle principali ricorrenze eCommerce (Single Day, Black Friday e Cyber Monday). D’altro canto il 2017 è stato anche l’anno degli accesi dibattiti sugli effetti dell’online sul commercio tradizionale. Il successo di alcune iniziative eCommerce ha messo infatti a dura prova, in mercati più maturi dell’Italia, la sopravvivenza di alcune insegne della grande distribuzione tradizionale, tra cui quelle incapaci di progettare efficaci soluzioni ibride online-offline” spiega Alessandro Perego, Direttore Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.

Acquisti da smartphone, una crescita esponenziale

C’è un altro dato particolarmente significativo nella ricerca relativa al 2017. Un terzo degli acquisti eCommerce, a valore, è stato infatti concluso attraverso smartphone o tablet. In 5 anni è quintuplicata l’incidenza di questi device: nel 2013 la somma di tablet e smartphone valeva infatti solo il 6%. Ancora più significativa la crescita dello smartphone: il suo “peso” è passato infatti dal 4% nel 2013 al 25% nel 2017. In valore assoluto, gli acquisti eCommerce da smartphone superano, nel 2017, i 5,8 miliardi di euro, con una crescita del +65% rispetto al 2016. Il tasso di penetrazione dello smartphone sul totale delle transazioni di eCommerce tocca addirittura il 30% nella maggior parte dei settori di prodotto (Editoria, Abbigliamento, Informatica ed elettronica, Food&Grocery) ed è pari al 15% nel Turismo e al 5% nelle Assicurazioni.

Settore digitale, in Italia 110 mila imprese e 400 mila addetti. Prime Roma e Milano

Il settore digitale conquista l’Italia e diventa un’importante voce del business nazionale. Nel nostro paese sono ben 110 mila le imprese che si occupano di tecnologie e servizi digitali tra eCommerce, telecomunicazioni, produzione software e portali web. Complessivamente, queste aziende del comparto hi-tech danno lavoro a 400 mila addetti e generano un giro d’affari che tocca i 50 miliardi di euro.

eCommerce, il comparto che cresce di più

Sempre a livello nazionale, le aziende che hanno una specializzazione in eCommerce toccano la ragguardevole quota di 16 mila unità, per un totale di 24 mila addetti. Per quanto riguarda la Lombardia, questo segmento conta in Regione 3 mila imprese attive nell’eCommerce, con oltre 5 mila addetti. Il settore cresce del 2% in un anno e di oltre il 10% nell’ultimo quinquennio, sia in Italia sia in Lombardia. Con simili numeri, è proprio il commercio elettronico a guidare la crescita (+8% in Italia e in Lombardia, +70% in cinque anni) delle aziende tecnologiche. Bene anche le attività web (+2% in un anno in Lombardia e +9% in cinque). Sono tutti risultati frutto di un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2017, 2016 e 2012.

Lombardia, campionessa di digital

In Lombardia sono 23mila le imprese del digitale (eCommerce incluso), per un totale di 121 mila addetti con oltre 20 miliardi di valore della produzione. Oltre 84 mila addetti sono impiegati nelle 10 mila imprese di produzione di software e consulenza informatica. Sono 8 mila con 29 mila addetti le imprese nel settore delle attività web come portali e gestione dati. Risultano più di 3 mila le imprese del commercio online con oltre 5 mila addetti.

Milano prima per imprese

In Lombardia, Milano è prima per imprese (12mila) e per addetti (89 mila). Per numero di imprese e addetti vengono poi Brescia con circa 2.500 imprese e 7 mila addetti, Monza con 2 mila imprese e quasi 5 mila addetti, Bergamo con 2 mila imprese e 5 mila addetti e Varese con oltre mille imprese e 4 mila addetti.

Roma e Milano al top della classifica

Analizzando il settore digitale a livello nazionale, per quanto riguarda il settore digitale primeggiano Roma e Milano. Al top Roma (+3% e +20% in uno e cinque anni) e Milano (+2,3% e +16%) con 12 mila imprese. Sul fronte del personale impiegato nel comparto, si parla di 59 mila addetti a Roma e 89 mila a Milano. Segue Napoli con 5 mila imprese (+5% e +26%) e 11 mila addetti. Poi Torino con 5 mila imprese (+2% e +9%) e 34 mila addetti.