Maturità 2021, dubbi e timori degli studenti italiani

Mercoledì 16 giugno iniziano gli esami di Maturità, ma 6 studenti su 10 lamentano il fatto che i propri insegnanti si stanno concentrando più sulle valutazioni che sul sostegno alla preparazione dell’esame. Quest’anno infatti sembrano essere tanti i docenti che stanno approfittando di queste ultime settimane di lezione in presenza per recuperare compiti in classe e interrogazioni lasciate indietro a causa della Dad. Secondo un sondaggio di Skuola.net i carichi di lavoro sono piuttosto impegnativi: il 65% ritiene la mole di verifiche eccessiva, e un altro 23% la ritiene fattibile, ma senza dubbio intensa. Una situazione che sta creando non pochi grattacapi agli studenti, visto che solo 3 su 4 riescono a ritagliarsi del tempo per ripassare.

Abbandonati al proprio destino

Altri studenti sono invece costretti a studiare per recuperare qualche insufficienza di troppo (13%), se non addirittura per tentare di evitare di non essere ammessi alla prova finale (10%). Una ‘rifinitura’ che peraltro spesso deve essere svolta in maniera autonoma: solamente 1 maturando su 4 sta facendo simulazioni di maxi-orale (unica prova dell’esame di quest’anno) con la maggior parte dei professori, un altro 30% deve accontentarsi di qualche docente di buona volontà, mentre il 38% sostiene di essere stato abbandonato al proprio destino. Sono pochi infatti gli insegnanti che si rendono disponibili a supportare i singoli ragazzi. Nella maggior parte dei casi (55%) è veramente difficile trovarne uno disposto a rispondere ai dubbi sull’esame.

Consegna dell’elaborato, curriculum dello studente e PCTO

Quanto alla consegna dell’elaborato c’è chi l’ha praticamente finito, chi ha appena iniziato e chi, addirittura, deve ancora iniziarlo. Stessa cosa per il curriculum dello studente, grande novità di quest’anno. Sebbene la piattaforma del Ministero su cui caricare le informazioni sia attiva dall’inizio di aprile, a oggi solo il 34% l’ha già fatto, e il 41% lo farà più avanti. Gli altri o non hanno nulla da segnalare in aggiunta a quanto riportato dalla scuola (12%) o non erano a conoscenza della sua esistenza (13%). Troppo tardi, invece, per rimediare alle mancanze sui PCTO (l’ex alternanza scuola lavoro): il 19% non ha completato le ore previste per il proprio indirizzo, e il 13% dice di non averle fatte.

Solo 1 su 10 teme la scena muta Perfino le ipotetiche domande di Educazione civica basate solo sugli argomenti effettivamente trattati stanno agitando i ragazzi: solo il 44% ha tutto ben chiaro, mentre il 40%, pur avendola approfondita a scuola non si sente pronto a rispondere, sempre meglio di quel 16% che non l’ha affrontata quasi per niente. A preoccupare di più però sono le domande multidisciplinari a discrezione dei professori, indicate come nemico numero uno dal 60% dei maturandi. Questa è l’unica porzione del colloquio d’esame totalmente imprevedibile, con il candidato che dovrà essere in grado di sviluppare una trattazione multidisciplinare a partire da uno spunto proposto dalla commissione e svelato solo al momento. In ogni caso, solo 1 su 10 teme la scena muta, riporta Ansa.

Arredo luxury per un soggiorno unico

Parlare di lusso significa fare riferimento all’esclusività e alla creatività, aspetti che dobbiamo considerare quando si progetta uno spazio di svago e condivisione. Uno degli ambienti di cui bisogna tenere particolarmente conto per rendere casa nostra un ambiente esclusivo, elegante con un tocco moderno è sicuramente il soggiorno. 

La selezione degli arredi del soggiorno definisce non solo il design dell’ambiente ma anche la tua personalità, e garantisce il comfort necessario per i momenti di relax.

Attualmente esiste un’ampia varietà di scelta per quel che riguarda l’arredo luxury per soddisfare i tuoi gusti . Ma quando si sceglie un arredo di questo tipo è necessario tenere conto di diversi aspetti, tra cui la dimensione dello stesso affinché si adatti allo spazio, nonchè i colori che si devono armonizzare con il resto della casa.

Se stai pensando di rinnovare il look al tuo soggiorno, scegli degli arredi con materiale di qualità che garantisca durata nel tempo e che offra uno stile moderno.

La scelta del divano

Indubbiamente, il divano per il soggiorno è un elemento indispensabile che fornisce non solo comfort ma anche un gradevole impatto estetico quando viene scelto in armonia con gli altri elementi presenti nella stanza. 

Oggi vengono preferiti i divani comodi ma che lasciano intravedere uno stile molto sofisticato, ce ne sono di tutti i tipi: dal tessuto più colorato al più sobrio, dai tessuti più delicati a quelli particolarmente resistenti.

 Il tavolo imprime il tuo stile

Crea un design particolare con un’atmosfera esclusiva e attraente preferendo un tavolo di design,  un elemento di arredo che dà vita d ogni tua stanza e offre spunti decorativi unici, degni del miglior designer di interni. Ne esistono di diverse dimensioni, forme e design adattandosi perfettamente al tuo living

Lampade come fonte di illuminazione e elemento decorativo

Le lampade sono un elemento ideale per diffondere calore e delicatezza in casa. Un aspetto eccezionale e di grande importanza per la decorazione di una stanza è proprio l’illuminazione, poiché ci permette di apprezzare gli elementi che ci circondano e creano dei gradevoli giochi di luce e ombra. 

Così come selezioniamo i mobili in base allo stile, è bene anche scegliere le lampade più adeguate ai nostri ambienti, così che questo elemento decorativo possa garantire in tutti gli spazi non solo la luce, ma anche esaltare le forme.

Ci sono dunque diverse opzioni per chi desidera acquistare nuovi mobili ed elementi decorativi di lusso, e basta solo un po’ di gusto per trasformare ogni spazio di casa in un ambiente ideale in cui puoi vivere momenti di tranquillità, ma anche di divertimento e divertimento con la famiglia e gli amici.

Il mercato del vino nel 2020, l’e-commerce è il trend più… frizzante

Nel 2020 il mercato del vino ha subito profondi cambiamenti: da un lato è stata notevolmente potenziata la portata dei canali di e-commerce, offrendo di fatto nuove opportunità di business; dall’altro non mancano le criticità legate alla chiusura di ristoranti e bar, con la riduzione di turisti, avventori e consumatori in generale. Secondo Denis Pantini, responsabile dell’Osservatorio Wine Monitor di Nomisma, in questo anno così speciale “l’Italia è riuscita comunque a limitare i danni e il mercato del vino ha risposto in modo deciso e proattivo”. Ma quali sono stati i dati complessivi del mercato del vino nel 2020?

Crescono i consumi di vini fermi e frizzanti

Nel 2020, le vendite di vino nei canali GDO e vendita al dettaglio sono aumentate del 7% in valore e del 5,% in volume rispetto all’anno precedente. Questo dato significa che gli italiani non hanno rinunciato al consumo di vino, semplicemente lo hanno fatto in modo diverso,  indirizzando gli acquisti nella larga distribuzione piuttosto che nella ristorazione o nell’Horeca. Un altro elemento interessante è che le vendite di vini fermi e frizzanti sono aumentate dell’8%, mentre le vendite di spumante non hanno superato il 4%. Questo fenomeno è un po’ lo specchio dei tempi: si festeggia con lo spumante una situazione conviviale, di festa, occasioni che negli ultimi mesi sono mancate. La pandemia, quindi, ha anche influenzato le scelte verso una tipologia di vino piuttosto che un’altra.

L’e-commerce la vera novità

Tra i tanti cambiamenti del mercato del vino, il più eclatante è quello che vede diventare protagonista  l’e-commerce: le vendite online hanno superato i 200 milioni di euro e, in particolare, i siti “pure player” hanno intercettato l’85% delle vendite. Secondo Denis Pantini “questo trend ha assunto caratteri strutturali e non più solo congiunturali, e pertanto resterà in “territorio positivo” anche nei prossimi anni”. E per quanto riguarda le esportazioni? Il 2020 è stato un anno difficile per tutti, e pochi mercati hanno chiuso l’anno con un aumento delle importazioni di vino rispetto al 2019. Per quanto riguarda le esportazioni, al nostro Paese non è andata male: l’Italia, con un -2,4% si è posizionata tra i produttori che ha “limitato i danni” della pandemia nelle esportazioni di vino. E’ finita molto peggio ad altri paesi top exporter come Francia (-10,8%), Australia (-1,6%), Cile (-7%.) e Spagna (-3,4%).

La pandemia e le tendenze nelle abitudini di acquisto

L’impatto del Covid-19 ha reso i consumatori più attenti alla sostenibilità e alle implicazioni dei temi ESG, ovvero ambiente, sociale e governance, nelle scelte di acquisto. Nonostante le chiusure dei negozi fisici, in particolare nel non alimentare, i negozi rimangono però la scelta prioritaria per lo shopping a livello globale. E il settore retail ha dovuto reinventarsi per soddisfare le esigenze dei clienti in fatto di salute e sicurezza legati all’emergenza sanitaria, e al tempo stesso, desiderosi di ricominciare con le abitudini di acquisto pre-Covid. È quanto emerge dalla Global Consumer Insights Pulse Survey di PwC, che evidenzia i fattori che influenzeranno significativamente i comportamenti di acquisto nei vari canali per brand e prodotti.

I fattori ESG a un punto di non ritorno

Sebbene la devozione a proteggere il pianeta sia stata spesso associata ai consumatori europei, la ricerca PwC mostra come gli intervistati a livello mondiale si stanno orientando verso scelte più sostenibili. Il 55% dei consumatori, ad esempio, conferma di acquistare da aziende che tutelano il pianeta, mentre il 54% preferisce prodotti con imballaggi eco-friendly. I consumatori sono disposti a pagare di più per prodotti più salutari, locali e imballaggi sostenibili, a prescindere che l’acquisto avvenga online o in negozio.

I giovani e chi lavora in smart working preferisce fare la spesa online

Secondo le analisi PwC, il 64% dei consumatori che lavorano da casa preferisce fare la spesa online, rispetto al 55% di chi lavora fuori. Nel caso in cui lo smart working dovesse proseguire, le implicazioni per i grandi centri commerciali o i negozi nelle città più urbanizzate potrebbero essere notevoli, considerato che in base alle previsioni, la preferenza per gli acquisti di persona continuerà a scendere e si focalizzerà sui negozi più vicini al luogo di lavoro. Anche i giovani consumatori hanno più propensione ad acquistare online rispetto alle fasce di età più avanzata. Il 35% degli shopper della Generazione Z e il 43% dei Millennial sono più propensi a fare acquisti quotidiani o settimanali tramite il proprio cellulare rispetto alle controparti di età maggiore.

Chi dà priorità a salute e sicurezza compra meno nei negozi

Il 23% degli oltre 8.700 consumatori intervistati nella survey indica le “maggiori misure di salute e sicurezza” come fattori determinanti per gli acquisti in negozio. Questi stessi consumatori sono disposti anche a pagare di più per avere un prodotto più sano e più ecologico e svolgono più attività fra le mura domestiche. I consumatori della Grande Cina poi sono più interessati alla sostenibilità e meno a salute e sicurezza, e il 45% di loro acquista in negozio più di frequente rispetto all’Occidente. I consumatori della Grande Cina e del Medio Oriente inoltre sono più interessati alle tematiche ESG rispetto ad altre parti del mondo. Il 60% dei consumatori della Grande Cina e il 61% di quelli in Africa/Medio Oriente acquistano prodotti con imballaggi ridotti o ecologici.

Perché i dipendenti italiani vorrebbero cambiare lavoro nei prossimi 12 mesi

Il 32% dei dipendenti italiani sta pensando di cambiare lavoro nei prossimi 12 mesi. In un contesto caratterizzato dal perdurare della pandemia globale da Covid-19 i due fattori principali che spingono gli italiani a voler affrontare questo cambiamento sono l’aspirazione di ricevere uno stipendio più alto (44%), la voglia di trovare un lavoro più divertente (44%), e la necessità di ottenere un giusto equilibrio tra lavoro e vita privata (36%). Nonostante le incertezze del mercato del lavoro, secondo quanto emerge dal report Securing the Future of Work di Kaspersky, gli italiani non vogliono quindi rinunciare ad ambizioni e aspettative, in termini di miglioramento della propria posizione professionale.

Adattare la vita professionale a quella privata

Sebbene un intervistato su due non desideri cambiare lavoro (50%) sono molte le persone che vorrebbero poter adattare la loro vita professionale a quella privata. Durante il lockdown e il lavoro a distanza molte persone hanno avuto molto più tempo per riflettere sul futuro della propria carriera, per aggiornarsi e anche per imparare qualcosa di nuovo. Ma qualunque sia la direzione scelta, i motivi principali per cui gli italiani desiderano cambiare lavoro è quello di ottenere uno stipendio migliore e un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata. D’altronde, la ricerca di un ruolo più importante è il terzo motivo di voler cambiare lavoro per il 30% degli intervistati.

Un ruolo più importante senza rinunciare a hobby e famiglia

Gli eventi accaduti nel 2020 hanno permesso ai dipendenti di ripensare al loro lavoro, al valore del loro tempo e a come desiderano spenderlo. Dalla pandemia in molti hanno imparato la gioia di passare più tempo a casa con la propria famiglia, così come quella di perseguire interessi personali e hobby, e a tutto questo i dipendenti italiani non vogliono rinunciare.

“La pandemia ha offerto sicuramente a molti l’occasione di poter ripensare ai propri desideri e alle proprie capacità e questo sono certo che condurrà verso una nuova realtà lavorativa – commenta Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky -. Sia che decidano di cambiare lavoro o di mantenere il loro ruolo attuale, cercheranno comunque di mantenere i benefici del lavoro a distanza e di ambienti più confortevoli in cui lavorare”.

Imparare a essere flessibili e a lavorare in modo più intelligente

“Per raggiungere questo obiettivo – prosegue Lehn – i dipendenti dovranno adottare il giusto atteggiamento imparando a essere flessibili e a lavorare in modo più intelligente. E, naturalmente, dovranno organizzare il loro ambiente di lavoro rendendolo sicuro e affidabile. Dopo tutto, questo può anche diventare un vantaggio competitivo agli occhi del datore di lavoro”.

Cambia la beauty routine, meno profumi, più saponi

La pandemia e le norme anti-contagio cambiano le abitudini anche per quanto riguarda la cosmesi e il beauty, l’uso dei prodotti e gli acquisti. L’emergenza non solo ha contratto il comparto a livello globale, che registra un -12,8% di fatturato, e in Italia un -10,2%, ma ha prodotto un calo delle esportazioni del 16,5% e una contrazione del mercato interno pari al 9,6%, per un valore della bilancia commerciale vicino a 1,9 miliardi di euro.  A cambiare però sono anche le priorità. Ad esempio, sono calati i consumi di profumeria alcolica (-20 %), mentre sono aumentati quelli di saponi liquidi (+38%), così come sono cresciute le tinture per capelli fai da te (+30%). Il quadro del settore è stato delineato con l’indagine congiunturale presentata dal Centro Studi di Cosmetica Italia.

Ridotto l’acquisto dei rossetti a favore del make up occhi

“Il cosmetico resta un bene indispensabile, come la stessa pandemia ci ha ricordato, e le prospettive di ripresa per il 2021 sono legate alla natura anticiclica del comparto – spiega Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia -. Il percorso sarà solo più lungo del previsto, torneremo ai livelli del 2019 non prima del 2022”. Secondo l’indagine risulta ridotto anche l’acquisto dei rossetti, a favore del make up occhi, e per la pelle del viso, sottoposta allo ‘stress’ da mascherina. Sono tornati poi in auge i cosmetici per lo skincare in grado di lenire, idratare, e rigenerare.

Contrazioni per le vendite dirette, dati positivi per l’e-commerce

La stragrande maggioranza degli operatori è comunque ottimista, e il 46,1% è convinto che la ripresa sia già in corso, mentre per il 36,8% avverrà entro l’anno. Si tratta di un settore da 36.000 addetti, che arrivano a 400.000 con l’intera filiera, penalizzato soprattutto nei canali professionali, a causa dei lunghi mesi di chiusura. L’estetica ha registrato infatti un -30,5% e le acconciature -28,5%. Pesanti contrazioni anche per le vendite dirette (porta a porta e per corrispondenza), che chiudono l’anno a -30% rispetto al 2019, quelle in profumeria (-27%) e in erboristeria (-26%). Mostra dati positivi invece l’e-commerce, che secondo i dati preconsuntivi vale 700 milioni di euro, +42% rispetto al 2019, riporta Ansa.

Tendenze: si alla sostenibilità, precipita l’anti-age

Il settore sembra tuttavia orientato a sfruttare quanto di positivo ha insegnato l’emergenza, che ha accelerato fenomeni già destinati a concretizzarsi a medio termine, come il cambiamento dei modelli di comportamento, ad esempio la dilatazione della beauty routine. Nel futuro dell’industria cosmetica la parola chiave però è sostenibilità, seguita da naturale o biologico, mentre precipita all’ultimo posto anti-age. Segnale di un cambio di passo che è cominciato sotto l’emergenza, ma si consoliderà nel tempo.

Valorizzare il soggiorno con gli specchi

Posizionare uno specchio in soggiorno è sempre un’ottima idea, in quanto ci permette di aumentare e migliorare la luce in questo ambiente così vissuto di casa. Inoltre, è un buona soluzione dare una sensazione di maggiore spaziosità.

Sia che si tratti di uno specchio piccolo o grande, se messo nel posto giusto, donerà all’intero ambiente tutti i benefici che è lecito attendersi in termini di eleganza e luminosità. Se vuoi rendere il tuo soggiorno “più grande” e luminoso, il consiglio è quello di scegliere uno specchio grande. Se questa zona di casa tua non ha abbastanza luce, uno specchio grande ed elegante sarà la mossa giusta per rimediare.

Specchi di design nel soggiorno

Non è un segreto infatti, che gli specchi possano far sembrare gli ambienti ancora più grandi. Si tratta di un trucco che molti interior designer utilizzano. Se invece il tuo soggiorno è piccolo, potresti ad esempio appendere uno specchio sopra un mobile, facendo attenzione che questo abbia  la stessa larghezza del mobile per rispettare le geometrie e valorizzarne la figura.

Un altro modo per sfruttare al meglio i grandi specchi è quello di posizionarli dietro una fonte di luce, ad esempio una lampada o una finestra, così da rifletterla ampliando l’illuminazione complessiva nella stanza. Un altro consiglio da tenere a mente è che se intendi decorare una piccola stanza con grandi specchi di design, fai bene sceglierne uno che abbia una cornice liscia, smussata o che non abbia direttamente la cornice. In questo modo si “fonderà” con il muro senza tagliare lo spazio.

Più specchi piccoli anziché uno specchio grande

In alternativa alla possibilità di posizionare uno specchio grande, c’è quella di utilizzare più specchi piccoli, ma bisogna sapere dove posizionarli. Una buona idea, infatti, è quella di posizionarli come punto focale su una singola parete oppure distribuirli in diversi punti strategici della stanza per riflettere la luce. 

Potresti infine anche sostituire un grande specchio rettangolare con molti della stessa larghezza, ma di altezza inferiore posizionandoli insieme su una parete verticale, dando così maggior risalto al risultato finale.

A gennaio 346mila entrate nel lavoro, -25%

Per il mese di gennaio sono poco meno di 346mila i contratti di lavoro che le imprese intendono stipulare, il 25% in meno di quanto preventivato a gennaio 2020. Una tendenza al ribasso confermata anche dal 23% in meno di entrate previste per il trimestre gennaio-marzo. Nonostante questo, i primi segnali di crescita si intravedono per le costruzioni (+2,6% nel mese e +13,3% nel trimestre gennaio-marzo) e per i servizi informatici e delle telecomunicazioni (+4% nel trimestre). A recuperare più velocemente saranno le regioni del Nord Ovest, soprattutto Lombardia e Piemonte. Tecnici, specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali, ma anche operai specializzati, le figure professionali che saranno maggiormente ricercate.

L’impatto dell’emergenza si farà ancora sentire soprattutto su alloggio e ristorazione

Da quanto mostra il Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, l’impatto dell’emergenza si farà ancora sentire sulle attività legate ad alloggio e ristorazione (-52,2% la flessione nel mese e -47,2% nel trimestre), i servizi operativi di supporto alle imprese (-34,3% e -36,6%), nonché su alcuni comparti del manifatturiero, fra cui le industrie della carta, cartotecnica e stampa (-46,0% e -56,5%), industrie tessili, abbigliamento e calzature (-27,7% e -31,1%). Accanto alle costruzioni e ai servizi legati al digitale, primi segnali di recupero della domanda si registrano anche per le industrie del legno e del mobile (-19,0% nel mese e nel trimestre), i servizi avanzati di supporto alle imprese (-2,0% e -0,3%), e le industrie meccaniche ed elettroniche (-27,9% e -13,2%).

Le figure più ricercate sono quelle utili all’accelerazione della trasformazione digitale

La prima categoria professionale richiesta delle imprese riguarda i profili tecnici (71mila nel mese di gennaio), mentre le professioni intellettuali, scientifiche e ad elevata specializzazione (-12,4%), così come le figure operaie specializzate (-14,9%), confermano la polarizzazione della domanda di lavoro.

Fra le figure maggiormente ricercate, si segnalano gli specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali (9mila i contratti da stipulare a gennaio, il 52,6% in più dello scorso anno). In pratica, quelle che hanno supportato l’accelerazione della trasformazione digitale indotta dalla pandemia.

Si acuisce la difficoltà di reperimento

Per la ripresa le aziende puntano su profili con elevate competenze. per i quali, già prima degli eventi del 2020, si registrava un maggiore mismatch fra domanda e offerta, ma che ora si acuisce portando a livelli ancora più elevati la difficoltà di reperimento. Pertanto, riporta Askanews, sono difficili da reperire il 43% delle professioni intellettuali, scientifiche e a elevata specializzazione, il 43,5% delle professioni tecniche, e il 43,6% degli operai specializzati.

Confermato il Bonus auto per tutto il 2021

La maggioranza in Commissione Attività Produttive alla Camera ha chiuso l’accordo sul settore automotive, che prevede il rifinanziamento dell’extra-bonus di 2000 euro l’acquisto di veicoli elettrici e ibridi per tutto il 2021, e un nuovo incentivo di 1500 euro per le Euro 6, le automobili anche a benzina e diesel. “In entrambi i casi – spiega il capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio, Gianluca Benamati – in presenza di rottamazione e con uno sconto aggiuntivo di 2000 euro richiesto al venditore”. Inoltre, con l’adeguamento ai nuovi standard di misurazione sale il limite delle emissioni: 61-135 g/Km di CO2.

Complessivamente saranno stanziati 420 milioni

Più in particolare, secondo lo schema individuato dalla commissione Attività produttive, saranno stanziati 420 milioni, di cui 120 milioni dedicati alle auto green, 250 milioni alle Euro 6 e 50 milioni per il ricambio dei veicoli commerciali. Per le auto a basse emissioni, ovvero da 0 a 60 g/km di Co2, si confermerebbero quindi gli incentivi già previsti, che con rottamazione e sconto del venditore, possono arrivare fino a 10 mila euro.

La misura si propone di introdurre anche incentivi per la sostituzione di veicoli commerciali con un plafond di 50 milioni, di cui 10 dedicati all’elettrico.

Alzata la fascia termica le emissioni ammissibili: dai 61 ai 135 g/Km di CO2

Per le Euro 6, con emissioni da 61 e 135 g/Km di Co2 (finora il massimo era 110 g/km), il nuovo sconto dovrebbe valere per i primi sei mesi del 2021 e arrivare a 3.500 euro, di cui 1.500 dello Stato e 2.000 del venditore, sempre a fronte di rottamazione di auto vecchie almeno 10 anni, riporta Ansa. Con un adeguamento ai nuovi standard di misurazione previsti per le emissioni, per quanto riguarda la fascia termica le emissioni ammissibili ora va dai 61 ai 135 g/Km di CO2, “dal momento che ora tutte le nuove automobili vanno sottoposte alla procedura di omologazione europea WLT”, spiega ancora Benamati.

Una misura che unisce il sostegno al comparto a un forte impatto ambientale

“Da un punto di vista delle risorse sul sistema auto – continua l’esponente dem – queste iniziano a essere significanti. Si tratta nel 2021 di circa 500 milioni per il comparto elettrico, con i 120 previsti in legge di bilancio e i 370 già stanziati, e 250 per le motorizzazioni Euro 6 di più recente immatricolazione, a cui si aggiungono i veicoli commerciali”.

Si tratta di una misura “che unisce il sostegno a un comparto trainante per l’economia nazionale – aggiunge  Benamati – a un forte impatto ambientale per la sostituzione di modelli vecchi con nuovi assai meno inquinati, e che può lenire i grandi problemi occupazionali che si prospettano nel settore”.

 

Black Friday e Natale, grande successo per le Pmi di tutto il mondo

Per supportare le Piccole e medie imprese e gli artigiani in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria, quest’anno Amazon ha dato il via alla stagione natalizia prima del solito, con grandi sconti e offerte a partire dal mese di ottobre. Rispetto agli altri anni sempre più clienti di Amazon hanno approfittato dell’occasione, acquistando in anticipo e risparmiando sui regali e sui prodotti tipici di questa stagione. L’edizione 2020 del Black Friday e del Cyber Monday è stata la migliore di sempre per i partner di vendita in tutto il mondo, principalmente per le Piccole e medie imprese, che hanno ottenuto una crescita delle vendite del 60% rispetto allo scorso anno.

Superati 100.000 di dollari di vendite

Le principali categorie di prodotto offerte dalle Piccole e medie imprese italiane in cui i clienti hanno fatto maggiori acquisti sono la casa e l’arredo, la telefonia cellulare, giochi e bellezza, mentre i prodotti più venduti dai partner di vendita italiani su Amazon.it includono telefonia cellulare, dispositivi di protezione personale e i cioccolatini della Ricerca Airc.

Nel corso di questa stagione Amazon continua ad aiutare le Pmi sostenendole con un investimento di 85 milioni di euro nella stagione natalizia. E dal Black Friday al Cyber Monday i partner di vendita hanno superato i 4,8 miliardi di dollari di vendite a livello mondiale, con una crescita del 60% dall’ultimo anno. Finora più di 71.000 Pmi a livello mondiale hanno superato 100.000 di dollari di vendite nella stagione natalizia, e le Pmi italiane hanno venduto finora una media di 203 prodotti al minuto.

I dati sulle Piccole e medie imprese in Italia su Amazon

Dai dati sulle vendite delle Piccole e medie italiane nel periodo dal 26 ottobre al 30 novembre risulta che Bakai di Napoli, Velovendo Shop di Bolzano, e NaturaleBio di Roma sono state le Pmi che hanno registrato il maggior numero di vendite. Dalle Piane Cashmere di Prato, Dulàc Farmaceutici di Torino, e Tipiliano di Siracusa sono stati invece tra i partner di vendita che hanno registrato il maggior numero di vendite nella vetrina Made in Italy.

I prodotti più acquistati durante il Black Friday

Sempre nel periodo italiane nel periodo tra il 26 ottobre e il 30 novembre oltre il 60% delle Pmi italiane presenti su Amazon.it ha venduto all’estero, così come più del 45% delle aziende che fanno parte della vetrina Made in Italy di Amazon.it. Nella vetrina Made in Italy i prodotti più acquistati durante il Black Friday sono stati Stampo a forma di Pandoro, Nuvò Crema viso antirughe alla bava di lumaca, Caffè Borbone Miscela Blu, Coppia di cuscini Baldiflex, e Portachiavi in legno da parete Lac.